Scelte expat: un anno per riflettere, un mese per cambiare idea

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Sebbene io sia da un anno e mezzo all’altro capo del mondo, sto organizzando solo ora il vero trasloco dall’ultimo appartamento in cui ho vissuto, 10.000 chilometri fa.

Per motivi un po’ burocratici un po’ pratici, non ho portato casa mia con me, quando sono venuta qui in Lesotho.

Di certo non è questa la scelta né il momento più importante. Quello è stato quando ho ricevuto la notizia che ero la prima selezionata tra la rosa dei candidati.

Ma è un momento stressante ogni volta. Non ci si abitua. Perché le cose che portavi dietro con te qualche anno prima non sono le stesse. E spesso sono anche aumentate.

Riflessioni da esperta di wanderlust.

Organizzazione e cartoni a parte, la riflessione che facevo ieri davanti al mio pc mentre comunicavo noiosi dati di IVA e cambi d’indirizzi, verteva più che altro su quanto sia difficile fare delle scelte quando queste ti portano dall’altra parte del mondo.

E, come se lo stress non fosse abbastanza, su quanto sia assurdo che ogni volta che mi sia decisa a prendere una decisione importante, e magari accettare un lavoro che implicasse un ennesimo trasloco, dopo poco tempo mi sono scontrata con ancora un nuovo move.

La stessa cosa è successa mille volte, ma all’epoca senza immacolati divani e lavatrici lasciati lì ancor prima di poterli usare. E qui che si accende un picco di ansia…e se succedesse di nuovo come allora?

Vi spiego.

La mia seconda volta in Brasile doveva durare 4/5 anni o addirittura per sempre. Ma capitò, in vero stile “stranezze della vita”, che dopo neanche un anno trovai un lavoro oltreoceano di gran lunga migliore e tornai mesta mesta in Europa. Ri-impacchettando lenzuola e pentole, ri-salutando amici e colleghi, ri-tutto.

Ed ero in Belgio quando, quattro mesi dopo aver patito la lunga, estenuante e polverosa ristrutturazione di un graziosissimo mini-appartamento in cui avevo investito tutti i miei risparmi, ricevetti l’offerta di lavoro in Africa. Che accettai, e non perché non potessi trovare altro, ma perché era parte di un percorso che, a intervalli assolutamente irregolari, va avanti dal 2006.

Sarà che anche stavolta, proprio ora che sto per fare il vero trasloco e sto per riappropriarmi del mio guardaroba, qualcosa andrà di nuovo diversamente dalle mie aspettative?

Vedremo.

La vita è bella perché è una sorpresa continua. E di certo io non avrò mai il tempo di annoiarmi. Speriamo solo che lo stress, quello vero, non giochi brutti scherzi. 

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2 commenti
    • Laura Saija83
      Laura Saija83 dice:

      Beh, piu` che una corsa sembra una maratona infinita (che ovviamente non mi e` imposta, ma e` in qualche modo una scelta-anche se spesso una scelta forzata-), vedremo!

      Rispondi

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