Scelte: pro e contro

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Scelte.

La vita è fatta di scelte che definiscono ciò chi sei.
Ci sono sempre innumerevoli motivi per cui si fa qualcosa.

Le scelte, le puoi prendere volontariamente o le devi fare perché sei costretta.

A volte è l’istinto a guidarti nella scelta della strada da intraprendere, altre volte le scelte sono dovute a una meditazione estenuante. Penso non si possano definire tutte le ragioni che portano a prendere una strada anziché un’altra.

Un’unica cosa è certa: a ogni causa c’è un effetto, a ogni scelta, una conseguenza.

Io sono tra quelli che hanno deciso di espatriare. Nel mio caso questa scelta è stata meditata un po’, ma la decisione definitiva l’ho presa tre anni fa. Vicina alla laurea, vedendo come stava andando il mercato del lavoro, ho capito che l’Italia mi stava stretta.

Ho festeggiato da poco i due anni a Rotterdam, due anni da espatriata.

Sul piano personale, per quanto riguarda le prospettive di lavoro e crescita, posso dire che, mattoncino su mattoncino, qualcosa di concreto sto formando. Non sono ancora soddisfatta, la strada è lunga ma, insomma, non posso lamentarmi più di tanto.

Non penso che tornerò in Italia, a meno che non ci siano una serie spropositata di ragioni per farlo.

Ho fatto la scelta di provare a vivere una vita dignitosa invece di girare come una trottola nella mia terra d’origine, all’inseguimento di un lavoro qualsiasi. Per non ridurmi a questo, sono andata lontano cercando di riuscire nel mio intento.

Prima del grande passo, ho fatto la mia lista dei pro e dei contro.

La lista mostrava i pro in vantaggio. Tra i punti che spiccavano, c’erano “l’alta possibilità di realizzazione sul campo lavorativo” e “uscire dalla comfort zone”. Punti che nella mia vita, hanno abbastanza peso. Ho sempre sognato di diventare una donna indipendente, che riuscisse a fare cose un po’ diverse dagli altri.

Inoltre, dalla parte dei pro, non potevo non aggiungere che l’andare a vivere in un paese con una migliore economia di quella italiana mi avrebbe dato la possibilità di avere stabilità economica: utile, nel caso in cui dovrò aiutare la mia famiglia se e quando ce ne sarà bisogno. Sperando che non ce ne sia mai la necessità.

Ho idee ben chiare sul perché faccio le cose e cerco di fare sempre la scelta che crea meno caos intorno a me. Cerco sempre di intraprendere una strada che porti più gioia che tristezza.

Però qui si arriva ai contro.

Mi sono resa conto che, nonostante sia espatriata anche per dare una mano alla mia famiglia, la mia più che altro è stata una scelta egoistica.

E quindi mi chiedo: sono un’egoista?

Il cuore di Rotterdam, scelte fatte con il cuore in mano

Il cuore di Rotterdam

Non faccio che domandarmelo e non so che risposta darmi.

I miei genitori mi hanno dato la vita. Loro, insieme alla mia famiglia,  mi hanno cresciuta dandomi il loro mille per cento e io me ne sono andata. Li ho lasciati, in un paese che va a rotoli, con anziani di cui ci sarà bisogno di aver cura.

Non ci sono per ogni urgenza che ci sarà da affrontare, non sarò presente a nascite, morti o eventi che non si possono pianificare. L’imprevisto non è consentito.

Quindi adesso io mi chiedo, come si fa.

Come si fa a vivere una vita da espatriata senza avere il rimorso di non essere presente per chi, con me, lo è stato tutta la vita. Come ci si può perdonare per ogni compleanno mancato, regalo non fatto, abbraccio non dato.

Non ho nemmeno il coraggio di pensare di fallire. Sto ripetendo a me stessa che ce la devo fare per forza, altrimenti tutto questo soffrire sarà vano.

Sto cercando con ogni forza dentro me di dare un senso a tutte le scelte che ho fatto.

Sto cercando di convincermi che le ho fatte giuste, quelle scelte, e che il gioco vale mille candele.

Per ora, però, tutto quello che posso fare è far vedere che sto bene e rendere fieri i miei cari della maggior parte delle scelte che faccio, per me e per loro.

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5 commenti
    • Dalila Rotterdam
      Dalila Rotterdam dice:

      Ciao Fiorenza, si in linea di massima, razionalmente, so- che hai ragione.. ma il cuore dice altro! Sto cercando di farmi forza!

      Rispondi
  1. Betty
    Betty dice:

    Io ho tre figli e sto cercando di “attrezzarli” per andarsene da questo paese che va a rotoli, come dici tu, in modo che abbiano i mezzi culturali per fuggire se serve.
    Se troveranno lavoro e vita all’estero allora avrò raggiunto il mio scopo
    E io….se potrò andrò a trovarli, se no prenderò i miei libri e mi farò compagnia da sola, con quelli hai sempre un amico a disposizione!

    Betty

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  2. Merylu
    Merylu dice:

    Il non poter fallire perché il successo lavorativo e personale DEVE giustificare la scelta di essere espatriata… Quanto mi suona familiare! E sai a cosa mi ha portato questo pensiero? Ad avere l’ ansia a livelli stratosferici, ad aver attacchi di panico, a tenere tutto nascosto a casa perché la mia realtà da espatriata DOVEVA scintillare per essere giustificata . Poi ho compreso che l’ unica a cui dovevo giustificare la mia vita era a me stessa. Vero, non sono costantemente presente nella vita dei miei affetti a livello fisico,ma emotivamente ci sono sempre. Se mi perderò compleanni, nascite,crescita dei nipotini, sarò io a pagarne lo scotto e per questo ti dico che non vale la pena punirsi con ulteriori sensi di colpa. Bisogna imparare ad essere compassionevoli con se stessi, chi ti vuole bene accetterà le tue scelte e se non lo farà non potrai tu modificare per loro. La vita da expat non è semplice, il novanta % delle volte è sommersa da ostacoli ed insuccessi, ed allora chi ce lo fa fare di restare lontano da tutti i nostri affetti? Ce lo fa fare quel dieci % di cose belle e positive che ci danno una tale scarica di gioia e soddisfazione che in altri luoghi non avremmo trovato. ?

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