Qui a Bonn inizia tutto molto presto.

Mio figlio deve stare a scuola prima delle otto, perchè alle otto iniziano le lezioni, mentre a Belfast tutto iniziava alle nove.

I tedeschi sembrano prediligere la mattina al pomeriggio così forse hanno più tempo libero. Io non sono d’accordo nè come madre nè come insegnante.

Molti bambini alle nove sono ancora “addormentati”, almeno così leggevo in qualche articolo scientifico anni addietro. 

scuola-bonn

Lule 5

Credo che le nove sia un orario più adatto a far iniziare l’attività didattica vera e propria.

Poi, certo, vi è la logica constatazione che spesso i genitori iniziano a lavorare presto e non possono cambiare gli orari di lavori per adattarsi al bioritmo dei loro piccoli.

Questo però non significa che l’attività didattica debba iniziare alle otto di mattina.

Si potrebbe iniziare con una colazione comune e poi far iniziare le lezioni alle 9.30. Questo rispetterebbe i bisogni dei piccoli che hanno diritto a seguire le lezioni quando possono concentrasi e dare il massimo di se stessi.

Quando ero piccola in Italia si iniziava la scuola alle 8.30 ma la maestra cercava sempre qualche attività più leggera per farci svegliare un pochino.

Devo dire che i miei ricordi delle scuole elementari sono fantastici, avevo un’insegnante molto dolce e preparata.

Un maestro che conoscevo mi disse che lui faceva cantare i bambini il primo quarto d’ora di scuola. Mi sembra questa un’idea fantastica, cantando i bambini si svegliavano e si concentravano.

Tra l’altro io lo vedo come un rito gioioso che segnava l’inizio di un’attività molto più seria.

Io non so cantare purtroppo ma si sa, i maestri delle scuole elementari devono essere super-eroi ed avere tutte le abilità possibili e immaginabili oltre he  una pazienza “eroica” con quei bambini che “spallinano” dovunque e sempre.

scuola-bonn

Lule 6

Le classi che frequenta mio figlio sono miste per quanto riguarda l’età.

Questo è sicuramente diverso se paragonato a quanto succede in Italia e a Belfast.

I bambini possono iniziare la scuola a sei o a sette anni, ma non sono miste in questo senso.

Le classi sono miste nel senso che nella sua classe vi è un misto di bambini della prima e della quarta insieme.

Non  ho visto cosa “succede” veramente durante le lezioni ma posso affermare che per ora questa mescolanza è stata utilissima.

I bambini più grandi hanno insegnato a Sirio (mio figlio) dove lasciare le scarpe e la giacca quando entra in classe, dove andare al bagno e ancora tanto altro. Ogni bambino ha un “partner” che lo aiuta nelle attività difficili e Jonathan (il “partner” di mio figlio) sembra proprio adatto al suo compito.

Sirio impara l’importanza di chiedere aiuto quando ne ha bisogno e i bambini più grandi imparano l’importanza di aiutare i più piccoli. Questo elemento educativo a me piace molto: è la base della solidarietà e di un mondo più “umano”.  

Ecco oggi mi fermerei qui.

Cercando di soffermarmi sul pensiero la scuola un luogo dove si impara ad aiutare e non un luogo competitivo.

Credo che  vi sia molto da ponderare.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi