studenti-canadaSi fa un gran parlare tra noi mamme italiane di quanto siano diversi per metodi e contenuti quello che imparavamo noi a scuola in Italia e quello che imparano i nostri bambini in Canada.

Chiaramente a distanza di generazioni le cose sono parecchio cambiate anche nella stessa Italia ma quando ci confrontiamo con le nostre amiche rimaste lì, con bimbi in età scolare, ci sembra sempre che i nostri figli studino in effetti molto poco, apprendano meno nozioni, facciano meno compiti…questo ci dispiace e ci spaventa un po’. Ci dispiace perché l’ “ignoranza” del nord americano medio è uno stereotipo che ci è familiare, e ci spaventa perché non vogliamo che i nostri figli non sappiano cos’è la Divina Commedia o ignorino la storia dell’arte o la storia moderna (medioevale) perché, per quanto “pallose”, sono cose che ci hanno formano culturalmente e di cui percepiamo chiaramente l’importanza oggi.

Le nostre perplessità si fanno più forti soprattutto quando pensiamo ad un possibile ritorno in patria o in Europa per cui i nostri ragazzi si troverebbero a confronto con coetanei molto allenati a studiare e con un bagaglio nozionistico decisamente superiore. Come potranno competere?

Altra cosa decisamente strana per noi è l’inesistenza della bocciatura. Ora, non so come questa venga applicata oggi in Italia, al liceo negli anni ’90 io mi ritrovavo la classe ridotta di un terzo o della metà ogni anno, ma qui semplicemente non esiste. I ragazzi vanno avanti. Vanno avanti indipendentemente dal loro grado di conoscenza. Non esiste nemmeno il termine in inglese per indicare la bocciatura. Usano failure solo per gli esami, ma non per gli anni scolastici.
Si boccia all’università, ma solo lì e, mediamente, solo in casi di grave insufficienza.

Come possono i bambini sviluppare un certo impegno allo studio, distinguersi, percepire il pericolo del restare indietro se la possibilità di fallire a scuola non è nemmeno un parametro?
Mi sono fatta queste e molte altre domande restando sempre un po’ allibita alle risposte che le insegnanti mi davano.
Poi ho fatto un passo indietro e ho smesso di giudicare il sistema canadese con il metro italiano.

Per motivi di studio ho approfondito le tecniche e le teorie della didattica contemporanea, mi sono confrontata con le colleghe dell’Università e tramite la scuola dei mie figli ho frequentato riunioni, letto qualche libro (vi consiglio How to raise an Adult di J. Lythcott-Haims  per chi convive con il sistema di studio USA soprattutto, ma molto utile in generale per capire le disfunzioni del modello educativo contemporaneo). Recentemente ho scandagliato il sito che si occupa del nuovo curriculum scolastico canadese. Nuovo perché è entrato in vigore quest’anno e pur non sconvolgendo la metodologia incide sui contenuti e rafforza dei punti interessati. Ve lo racconto in breve.
Il mondo sta cambiando, annuncia il curriculum, e il percorso scolastico dei nostri figli non può essere basato su un sistema vecchio di 100 anni.

Il Canada adotta quello che nella didattica contemporanea è accreditato come il migliore metodo per l’apprendimento, il cui fine ultimo non è quello di riempire la testa di informazioni ma è quello di mettere in condizione l’essere umano di imparare ad imparare, continuamente.

Di essere in grado di trasferire i concetti appresi da un ambito all’altro, di svilupparsi intellettualmente e psicologicamente in modo armonico.

Non c’è più la maestra in cattedra, si impara in collaborazione, come gruppo, in gruppo. Cambia anche il luogo di apprendimento, le aule non sono più quelle tradizionali, l’organizzazione dei banchi, le tecnologie a disposizione e gli stessi ambienti sono diversi. Si impara facendo (hands-on) si pone un problema e si trova la soluzione usando il pensiero critico. Non si studia la regola ma il problema. La soluzione la devono trovare gli studenti, usando le informazioni che hanno appreso, apprendendo le informazioni mentre cercano la soluzione. Come accade nella vita vera insomma. Non si impara tutti la stessa cosa, la personalizzazione del curriculum scolastico prevede che i bambini esplorino i loro interessi e passioni e da lì traggano la motivazione (la famosa voglia di studiare), in questo modo a tutti è data l’occasione di eccellere perché, come disse qualcuno, se sei un pesciolino e ti insegnano a salire sugli alberi sarai sempre l’ultimo della classe, ma se puoi studiare come nuotare allora…

Attenzione: non che i nostri bimbi non imparino a leggere e scrivere, la matematica, le scienze e la lingua straniera (qui il francese), è che l’apprendimento delle nozioni “accessorie” (date, nomi, luoghi di battaglie…) non sono il fine della scuola. Lo scopo della scuola primaria è sviluppare le capacità di comunicazione e di pensiero indipendente nonché le competenze sociali. Questo perché gli studenti, prima di sapere chi era Napoleone, devono essere degli individui equilibrati, socialmente integrati e rispettosi delle regole della vita comune. Devono diventare innanzitutto bravi cittadini. 

Si può dibattere all’infinito su cosa sia meglio o peggio, ma di certo c’è una cosa nella didattica: è una scienza la cui esattezza dipende solo dal risultato. Se i risultati sono buoni significa che l’approccio è giusto.

Il Canada oggi è uno dei paesi più ricchi, democratici, avanzati e pacifisti del mondo, un esempio di civiltà e libertà. Direi che il risultato è ottimo. Direi che il tempo per immagazzinare nuove conoscenze dopo le scuole primarie ci sarà per chi lo vorrà. Direi che non mi preoccupa in realtà che i miei figli non impareranno a memoria Giacomo Leopardi, gliene parlerò io quando sarà il momento, direi che amo il fatto che i compiti pomeridiani non esitano perché dopo 8 ore a scuola è sacrosanto il tempo libero passato a giocare, fare sport, danza, pianoforte, passato a sviluppare le loro personali attitudini…

Direi che, più ci penso, più amo questo paese.

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2 commenti
  1. Elena
    Elena dice:

    Anche a Londra funziona cosi, inizialmente ero perplessa, ma col passare del tempo ho iniziato ad apprezzare questo sistema e la liberta dai compiti a casa che, personalmente, mi hanno rubato l’infanzia e l’adolescenza.

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  2. margherita
    margherita dice:

    Meraviglioso articolo. In Irlanda e’ identico. Espatriamo con tutti i nostri pregiudizi, sanita’ igiene scuola etc poi per fortuna abbiamo modo e tempo di cambiare idea. Grazie Elena.

    Rispondi

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