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A SCUOLA DI INTEGRAZIONE

La nostra avventura belga è iniziata nell’agosto 2015 grazie ai parenti di mio marito che ci hanno ospitato per diversi mesi e spiegato un po’ come funziona la vita qui, soprattutto la burocrazia ed accompagnato all’inizio del nostro percorso.

Noi viviamo nelle Fiandre, a circa 15 km da Bruxelles e siamo collegati al resto del paese  da un’ autostrada che qui chiamano Ring proprio perché ricorda la forma di un anello.

Prima di arrivare in Belgio non mi ero informata più di tanto sul luogo e credevo che la lingua ufficiale fosse il francese. Invece, sono rimasta sorpresa  di udire parlare anche fiammingo e tedesco, oltre all’ inglese che è molto usato per la presenza del Parlamento e delle Istituzioni.
Nella zona in cui siamo venuti a vivere si parla fiammingo ed esistono alcuni comuni denominati a “facilitazione” perché è permesso l’utilizzo della lingua francese nonostante non sia la predominante. Nei comuni fiamminghi è fondamentale sapere la lingua o almeno le basi in quanto, in luoghi come il muincipio, le alternative sono due: masticare la lingua o essere accompagnati da un’interprete perchè i dipendenti comunali, pur capendo il francese, non possono assolutamente aiutare il cittadino: pena addirittura il licenziamento.
Quando si arriva in Belgio è necessario registrare la propria presenza in comune. Da quel momento, venendo riconosciuto come straniero, si può aderire ad un progetto di integrazione in collaborazione con una società che si chiama “Inburgering” ed offre un percorso davvero interessante.

Il programma, gratuito, prevede un tot di ore formative obbligatorie su quella che è la vita in Belgio.

Per esempio ti aiutano a capire come cercare lavoro, un’abitazione, come districarsi nella burocrazia e altre mille cose. Il tutto affiancato da un corso di lingua ad un costo davvero irrisorio che, però, fornisce un grande supporto per chi arriva qui.

La formazione é utilissima perché si ha un insegnante madrelingua e i compagni di corso provengono da differenti Paesi,  quindi, si fanno conoscenze interessanti e spesso durature. Inoltre, si é obbligati ad utilizzare la lingua da subito per comunicare.
Sono previsti  periodicamente dei “babbeltafel“, tavola di conversazione, dove sono presenti anche madrelingua e, tra un caffè ed un pezzo di torta homemade, si fanno piacevoli chiacchierate.
La lingua fiamminga non è particolarmente ostica per chi ha già basi di inglese e tedesco in quanto è un mix tra le due lingue, ma ha comunque i suoi trabocchetti.

Integrazione significa però anche fare amicizie, abituarsi agli usi e costumi locali e non sempre è semplice; ho trovato i fiamminghi piuttosto freddi (sarà forse colpa del clima cupo?), riservati e non molto amanti dei bambini nonostante in ogni luogo (farmacie, ospedali, negozi) ci siano spazi accoglienti dedicati ai più piccini con giochi appositi. Qui, infatti, molto spesso si decide di avere figli, anche tre o quattro,  in giovane età e a distanza ravvicinata.

Per me è ancora un po’ difficile sentirmi parte della comunità che mi ospita. Forse e soprattutto per via delle barriere linguistiche che sono ancora tante. Si sa bene che, se la lingua non si pratica quotidianamente, ci si dimentica presto di quanto imparato. Ecco perchè io mi affido ancora a due super alleati: i miei vocabolari che rappresentano un grande aiuto nei momenti bui.

Non si è però integrati  solo perché si parla la lingua del luogo,  si è integrati quando si entra  nell’ottica di abituarsi ad usi e costumi locali.

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Una cosa che mi piace molto qui in Belgio e soprattutto nelle Fiandre, mentre a Bruxelles l’ho notato un po’ meno, è l’utilizzo delle biciclette per fare qualsiasi cosa: la spesa, andare a lavoro, la passeggiata domenicale. La bicicletta diventa fondamentale per andare a prendere i bambini a scuola con qualunque meteo: dalla giornata di sole a quella di pioggia, l’importante è essere attrezzati.

Queste biciclette sono bellissime perchè hanno una specie di “casetta” (io la chiamo cosi) dove i bambini si possono sedere ed essere comodamente portati da chi pedala, così, durante il tragitto loro chiacchierano e si godono il panorama. In inverno e nelle giornate ventose è possibile utilizzare la copertura in plastica, in modo che i piccoli siano al riparo dalle intemperie. I miei bimbi sono ancora piccoli ma credo che dovrò attrezzarmi presto in tal senso, così da unire l’utile al dilettevole e rimettermi in forma.

La “casetta” puo’ anche diventare indipendente ed essere utilizzata come passeggino.

Quello a cui invece non mi abituerà mai è cenare alle 18:00 e accontentarmi di pranzare con le “tartine”: fette di pane con formaggio spalmabile o affettati. Credo si usi in molti Paese del nord mangiare presto e forse è utile per dare modo ai bambini di stare ancora un po’ svegli dopo la cena ma io  non ce la posso fare: cenare alle 18:00 proprio no!

In caso il vostro prossimo viaggio fosse proprio qui o valutaste il Belgio per venire a viverci vi lascio qualche parolina utile tanto per iniziare.

FRASARIO FIAMMINGO

Buongiorno     Goedendag

Buonasera     Goedenavond

Grazie            Dank u/Bedankt

Prego             Alstublieft

Arrivederci    Tot ziens

Come stai?      Hoe gaat het met jou ?

Come ti chiami ?    Hoe heet je?

Mi chiamo…   Ik ben….

Piacere!  Aangenaam!

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