Scuole Internazionali a Hong Kong: non solo studio!

Premetto che, parlo principalmente della mia scuola perché` è quella di cui ho avuto esperienza diretta, ma le altre scuole internazionali hanno circa gli stessi eventi. I principali sono il Capodanno Cinese, lo Sport Day, la Literacy Week o Book Week e il camp (per i bambini dalla terza elementare in poi).

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Sport Day per le scuole superiori… Quello in blu (Draghi) e` mio figlio.

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La mia classe era nella casa delle Tigri…

Ho parlato del Capodanno cinese nel video di Febbraio e quindi passiamo allo Sport Day. Lo Sport Day è il mio incubo annuale e lo è stato anche quando lo vivevo solo come mamma! Ci sono i genitori ed anche gli insegnanti cui piace e che lo aspettano come uno degli eventi dell’anno, ma io proprio no. Io aspetto che arrivi, patisco durante la giornata e sono felicissima quando è finito! Inizia verso le 8 del mattino e continua fino alle 2.30/ 3.00 del pomeriggio. E`, naturalmente, organizzato dagli insegnanti di Educazione fisica, ma tutti aiutano. Ci sono diversi giochi e gare e gli studenti seguono rotazioni decise in precedenza. Immaginatevi uno stadio, con la musica a manetta, pieno di bambini, genitori e insegnanti che urlano a squarciagola per farsi sentire. Oltre alla musica ed alle urla ci sono i cori d’incitamento ed il coro migliore è premiato. Di solito gli studenti sono divisi in case. Sì, perché` in quasi tutte le scuole internazionali hanno le case come le descrivono in Harry Potter. Le nostre case sono: Tigri, Panda, Fenici e Draghi. Nella nostra scuola, alle elementari, cambi casa quasi ogni anno secondo la classe in cui vieni messo, ma alle superiori ti assegnano ad una casa e lì rimani fino alla fine della scuola. E` tutto organizzato nei minimi particolari e gli altri insegnanti aiutano ad agevolare gare e giochi. I genitori delle elementari sono, di solito, tutti li`, a fare il tifo per i loro bambini ed a socializzare con gli altri genitori. Io, come insegnante di sostegno uno ad uno, sono sempre con il mio bambino. Fino ad adesso mi sono occupata di bambini autistici e quindi faccio in modo che riescano a partecipare e che, se serve, possano avere una pausa dal caos. Alla fine della giornata sei stato in piedi per quasi tutto il giorno, ti sei sorbito tutta la musica a manetta che ti potevi sorbirti, le urla ed i cori e tutto questo sotto il sole cocente. Una volta finito, mi trascino verso il mini-bus e mi spalmo sul sedile!

Adesso toccherebbe alla Literacy Week, ma io mi tengo sempre la parte preferita per la fine, quindi parliamo del camp.

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Coasteering.

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Ellen durante la lezione d’Arte.

Tutte le scuole organizzano i camp in modo diverso, ma tutte cominciano in quella che per noi è la terza elementare. La nostra scuola prevede un camp di due giorni ed una notte in terza, di tre giorni e due notti in quarta e di quattro giorni e tre notti in quinta. Alle superiori si va via per tutta la settimana lavorativa e, a seconda della destinazione, si parte anche la domenica mattina. Nella nostra scuola, il camp è obbligatorio e per scampartelo, sia tu studente o insegnante, devi avere un motivo super valido che include bambini appena nati, ossa rotte di vario genere e malattie serie, altrimenti impacchetti, felicemente o meno, le cose che ti servono, le sistemi nello zainone e affronti l’ignoto! Quest’anno io lavoro con i bambini di tre anni e quindi niente camp, ma l’anno scorso e quello precedente ho lavorato in quarta e quinta ed il camp me lo sono subito entrambi gli anni. Si, SUBITO! Non sono fatta per l’avventura con zaino in spalla, sacco a pelo e le stelle che ti fanno da tetto! In più l’anno scorso mi sono toccati il Coasteering, l’Absailing, lo Ziplining ed anche la scalata della parete rocciosa! In teoria con il Coasteering dovresti camminare sulla roccia senza tenerti con le mani perché` tanto hai un bel cavo di sicurezza. Avreste dovuto vedere i miei ragazzini camminare tranquilli come se niente fosse senza alcun aiuto… Sì perché` l’istruttore, che in teoria doveva occuparsi di loro, cercava di convincermi a lasciare la roccia ed a fidarmi di lei! E questo per non parlare dell’absailing… sei lì in altro e hai due belle corde in mano e dovresti calarti giù manovrando queste due bellissime corde senza stare troppo vicino alla parete rocciosa perché` se no ti graffi. Ah!

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Pigiama, vestaglia e pantofole.

Non sto neanche a raccontarvi la mia esperienza attaccata a quelle due corde! Ancora non so come sono arrivata giù, ma so che la parete l’ho toccata! Eccome!

Comunque sono sopravvissuta e ho potuto aggiungere altre tre attività alla mia lista di cose nuove che ho avuto il coraggio di provare (solo tre perché` il giorno dopo il coasteering mi sono rifiutata di arrampicarmi sulla roccia!).

I camp sono studiati appositamente per rendere, questi cittadini del mondo di domani, indipendenti e pronti sempre a provare nuove avventure.

E, finalmente, la Literacy Week! E` appena finita e me la sono goduta momento per momento! Una settimana di libri, letture e incontri con autori, cosa si può desiderare di più`?!

Il tema di quest’anno erano i libri illustrati. Io sono sempre stata convinta che i libri illustrati fossero solo per i bambini più piccoli che hanno bisogno delle immagini per apprezzare il testo, ma con l’aiuto della nostra bravissima bibliotecaria, Tanja Galletti, ho imparato che ci sono tanti tipi di libri illustrati e persone di tutte le età possono leggerli, persone che vanno da 0 a 100 e più anni! Dal Lunedi al Venerdì di questa settimana speciale, di solito la mattina, prima di iniziare le lezioni, abbiamo venti minuti di D.E.A.R., Drop Everything And Read, in altre parole molla qualsiasi cosa tu stia facendo e leggi. Puoi leggere qualsiasi cosa: libri, fumetti, riviste, dizionari e chi più ne ha più ne metta. Martedì e Giovedì avevamo invece gli incontri con gli autori. Quest’anno è venuta a trovarci Ellen Leou, l’autrice della serie di Lulu, the Hong Kong cat, ed abbiamo avuto un’intervista su skype con Rob Buyea, l’autore della serie di Mr Terupt.

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Il mio costume da Rainbow fish.

Screen Shot 2016-03-06 at 8.33.24 pmTra l’altro Ellen Leou si è unita alla nostra insegnante di Arte per spiegare come illustra i suoi libri perché, oltre ad essere un’autrice, è anche un’illustratrice, una vera artista a tutto tondo. Inoltre Giovedì abbiamo anche avuto il pigiama day e tutti, studenti, insegnanti e la preside, erano in pigiama, vestaglia e ciabatte. Durante il pigiama day abbiamo la continuous reading chair, la sedia della lettura continuata, dove per dodici ore c’è sempre qualcuno che legge. Ci diamo i turni e tutti, compresi genitori, leggono su quella sedia. Infine, il Venerdì`, per concludere la settimana, c’è il Book character Day, quando ci si veste come un personaggio di un libro. Ovviamente ci sono le bambine che non resistono ad essere principesse per un giorno od i bambini che vogliono vestirsi come uno dei personaggi di Starwars, ma abbiamo anche tanti altri che scelgono un personaggio del loro libro preferito. L’anno scorso ho provato ad essere una moderna Jo March di “Piccole Donne”, ma ho dovuto spiegare il mio costume a tutti e quindi quest’anno ho scelto di vestirmi come il pesce arcobaleno ed è andata meglio.

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