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Sei anni a Doha: cosa è cambiato?

Sono passati sei anni!

Quando si dice che il tempo vola, credetemi, non c’e’ nulla di più vero! 

Non avrei mai pensato di restare a Doha sei anni. Quando siamo arrivati in questo “deserto” abbiamo portato poche cose ed invece eccoci qui a “festeggiare” sei anni in Qatar, il paese che e’ diventato casa. 
 
Non che sia strano chiamare casa un paese che non e’ l’Italia,  sia io che mio marito abbiamo sempre vissuto fuori, (io festeggerò ben 30 anni di vita vissuta più o meno sempre all’estero per studio e lavoro la prossima estate) , ma perché Doha doveva essere un momento di passaggio. Un posto dove restare due anni, massimo tre, aggiungere ai rispettivi curricula un’altra destinazione internazionale e sperare di avere offerte più vantaggiose in paesi del far east o degli USA. 
Cosa e’ cambiato in questi sei anni?
Tutto, se guardiamo la morfologia del paese, la velocità con la quale hanno costruito grattacieli maestosi, hotel sfarzosi e la rapidità con la quale il paese si e’ trasformato da piccolo Emirato con sembianze molto beduine a  città metropolitana internazionale. Poco, se guardiamo con un occhio più attento alle dinamiche interne, alla lentezza con la quale si prendono decisioni, ai vari super manager messi li con stipendi e benefit spropositati per poi non fargli fare il proprio lavoro o ancor peggio presunti super manager che una volta arrivati in questa surreale comfort zone decidono che “meno rischi meglio e’ ”  e quindi avanti cosi, senza essere mai dei veri decision maker perché si rischia di contraddire qualcuno e si rischia grosso! Si rischia di dover trovare lavoro altrove dove se sei un presunto manager ti scoprono già’ durante i colloqui perché c’e’ gente molto professionale e capace,  quindi bluffare e’ un po più complicato che a Doha! 
Ma con la crisi del petrolio molte sono sono cambiate. La monarchia ha dovuto amaramente scoprire il significato della parola scarsità. Le risorse che credevano infinite sono venute meno dopo il crollo vertiginoso del prezzo del petrolio e conseguentemente del gas. Il fondo sovrano che improvvisamente crolla. Titoli venduti in tutta fretta che fanno precipitare le borse mondiali. Una specie di tsunami che investe il Medio Oriente.
Le conseguenze di tutto questo sulla vita di noi comuni mortali a Doha?  Progetti “congelati” per non scrivere la parola cancellati, sussidi alle imprese eliminati, benefits completamente estinti nel giro di 24 ore, in una sola parola ridimensionamento .
Tutto, o quasi, viene passato sotto la lente di ingrandimento di esperti ed operatori finanziari che decidono cosa possa avere un futuro lungo e stabile, in parole povere portare profitti e cosa no. Si stima che solo nel 2015 ben 150.000 persone abbiano perso il lavoro. E non finisce qui.  Alcune tasse sono già state inserite e altre ne verranno. Qui nel golfo gli Emirati lo hanno già fatto in tempi non sospetti e quindi anche per noi le cose cambieranno. 
Ritengo che valga ancora la pena di restare anche se arriveranno le temute tasse. Siamo arrivati qui per molte ragioni e sono le stesse che ci hanno fatto restare 6 anni. 
Crescere un figlio in un posto molto sicuro, dove la criminalità e’ veramente qualcosa di sconosciuto e lontano dalla vita quotidiana non ha prezzo (chiedete a chi vive in una metropoli europea e deve muoversi ogni giorno con l’ansia di scippi e aggressioni!), offrire una educazione internazionale (pagata ancora dall’azienda che ti ha assunto) in ottime scuole private e’ un plus incredibile per il futuro dei nostri bambini, essere circondati da un multiculturalismo’ veramente diffuso, gioioso e colorato che non smette mai di sorprenderti ed arricchirti e’ meraviglioso! Abbiamo appena festeggiato il compleanno di nostro figlio con 10 bambini e hanno cantato buon compleanno in 7 lingue diverse, questo per me e’ , e sara’ sempre, un valore aggiunto.
Cosa e’ cambiato in sei anni? Siamo cambiati noi.
Anche se viaggi da tutta una vita ogni viaggio ti cambia, immaginate dopo 6 anni di profumi, colori, parole, sabbia, vento,mare,traffico,smog, gioie, dolori, delusioni e successi quanto siamo cambiati! Doha non ti lascia indifferente, o la odi o la ami. Troppo facile amare New York, Londra , Berlino… Per amare Doha devo conoscerla a fondo , devi entrare in simbiosi , devi sentirla parte di te.
Io la amo visceralmente  perché mi ha fatto conoscere e capire la cultura araba e musulmana, cultura millenaria con radici profondissime, mi ha donato la gioia di incontrare persone straordinarie che mi hanno regalato delle emozioni indescrivibili, amici veri che hanno festeggiato il Natale con me perché ” ciò che conta per te e’ importante ugualmente anche per noi, pur essendo musulmani
Sei anni a Doha racchiusi in questo ultimo Natale, festeggiato con loro, quelli che molte persone vedono come i nemici, quelli lontanissimi da noi, loro che considero la mia famiglia qui in Qatar! 
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1 commento
  1. Tonino Maione
    Tonino Maione dice:

    ..ho letto attentamente…mi sono rivisto..sia come emigrante..( nel 61 emigrai in Germania) sia come genitore di una sposa novella che per lavoro fu ospite di DOHA per 2 anni….Ho sempre pensato..che la vera PATRIA è dove ti senti a tuo agio..ma vivere lontano dai propri “ricordi”..costa davvero tantissimo.Auguro a te cara amica e a tanti, che vivono la tua stessa esperienza di affrontare nuove esperienze sempre con animo positivo e sereno..oltre le nuvole c’è sempre uno splendido SOLE che riscalda tutti i cuori di ogni razza e credo religioso….affettuosamente TONINO.

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