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Chi è partita da sola, chi in famiglia.

Chi ha seguito un uomo straniero.

Chi, una volta emigrata, un uomo straniero lo ha incontrato e  sposato.

Dunque, ci siamo chieste: “perché non parlare delle relazioni che possono sorgere ed eventualmente svilupparsi una volta varcato il confine nazionale?”

Da questa domanda è scaturito un post collettivo dove offriamo una panoramica soggettiva, sicuramente incompleta dell’argomento, ma sufficientemente variegata.

Non abbiamo trovato testimonianze di amori omosessuali, per cui il nostro post si limita all’approccio eterosessuale.

Se vorrete  arricchirlo con le vostre impressioni dai luoghi dove vivete, attraverso i vostri commenti,  i contenuti diventeranno ancora piu’ interessanti! 

Buona lettura!

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Spagna, Barcellona

A Barcellona gli incontri si fanno di notte, nelle discoteche, soprattutto durante il weekend che viene dedicato al botellón, che significa “alcol a go go”.

Barcellona non è il posto ideale per chi, donna sola, desidera instaurare una relazione seria e duratura. Le ragioni sono essenzialmente due:

  1. Barcellona è piena di uomini gay, molti dei quali italiani sfuggiti al regime clericale soffocante della nostra penisola;
  2. Barcellona è una città di passaggio, per cui si possono incontrare persone fantastiche ma che hanno il volo per il proprio paese il giorno successivo.

L’uomo spagnolo, a differenza di quello italiano, è più attento alle esigenze della donna ed ha una mentalità meno maschilista e meno possessiva. Accetta che le donne abbiano avuto una loro vita sessuale prima di incontrarsi con lui e non le giudica per questo delle donne “leggere”, al contrario di ciò che oggi accade, ancora troppo spesso, in Italia.

L’uomo ha rapporti liberi con donne di tutte le nazionalità ma, tendenzialmente, se deve accasarsi, preferisce una catalana, mentre una donna catalana gli preferirebbe un italiano. Gli uomini a Barcellona non sono romantici: compiono, in genere, pochi gesti galanti e usano poche parole per raccontare il loro sentito interiore.

Infine, se si esce insieme al ristorante, preparatevi a pagare la vostra parte perché, a differenza degli italiani, loro non offrono mai.

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Regno Unito, Londra

A Londra si corre sempre e c’è poco tempo per i lunghi corteggiamenti, soprattutto oltre una certa età.

Gli incontri si possono fare ovunque e, ultimamente, soprattutto online. Le coppie giovani in genere si conoscono all’università, tramite amici o al lavoro; quest’ultimo può essere un posto di incontro anche per i meno giovani. Alcune compagnie hanno una politica che sfavorisce le relazioni tra il personale. Pub e discoteche, che qui si chiamano “club”, sono un altro luogo di incontro, così come il supermercato, soprattutto nelle ore serali.

Gli uomini sono, in generale, indipendenti e rispettosi delle donne. Nell’approccio sono comunque timidi ed hanno bisogno di “riscaldarsi” con qualche birra, mentre le donne sono più disinvolte. Di sesso a Londra se ne fa tanto, mentre le relazioni sono più difficili: una conseguenza anche della diffusione dei siti di incontri online.

Essendo Londra una città multietnica e multirazziale, le coppie miste sono la norma. Il mix più evidente, per ragioni “cromatiche”, è il bianco-nero: in genere donna bianca e uomo nero. Moltissime italiane a Londra hanno un compagno nero, africano o di origine caraibica. Una nostra autrice, giovane donna nei milanesi anni ‘80 della prima immigrazione di africani, impropriamente tutti definiti “marocchini” e visti solo come dei noiosi venditori di merce inutile, arrivata a Londra alla fine degli anni ‘90 ha scoperto un contesto più integrato ed ha avuto relazioni significative con un africano ed un inglese di origine caraibica.

La libertà che la città offre permette anche alle coppie omosessuali di vivere il proprio amore senza molti pregiudizi. Esistono comunque piccole sacche di fobia.

A Londra si è liberi di essere se stessi anche per quanto riguarda la propria taglia. Ad alcuni uomini piacciono molto le taglie abbondanti ed esistono club e siti appositi, dove le “BBW”, big beautiful women, possono incontrare i loro ammiratori.

Questa libertà vale comunque anche per il resto dell’ Inghilterra e del Regno Unito. Le donne sono apprezzate in tutte le forme, anche quelle lontane dallo stereotipo diffuso ed accettato in Italia: la donna bella, in forma, magra ed elegante.

L’aspetto fisico è, in generale, molto meno importante. Ci racconta una delle nostre autrici che, in Italia, aveva una relazione soddisfacente con un uomo italiano il quale, però, quando si trattava di fare vita sociale, si vergognava di lei in quanto un po’ sovrappeso. Questo problema, di tipo culturale, è completamente sparito una volta che si è trovata a vivere qui.

A Londra ed in generale nel Regno Unito i metodi contraccettivi sono molto diffusi ed utilizzati, inclusa la pillola del giorno dopo. Fa eccezione l’Irlanda del Nord, paese fortemente cattolico, dove l’aborto è ancora un problema.

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Irlanda, Dublino & Oltre

Gli irlandesi sono un po’ timidi all’inizio e bisogna essere chiare nel mostrare il nostro interesse, altrimenti si rischia di non riuscire a combinare gli incontri giusti. Di contropartita si rivelano, una volta conosciuti, simpatici e dotati di un forte ed accattivante senso dell’umorismo.

L’Irlanda è un paese piccolo, con poche città di grandi dimensioni a parte Dublino; fare conoscenze può essere sia più facile (grazie al ritrovo nei locali, o alle diffuse attività sportive) che difficile (visto lo stile di vita più frenetico).

Anche in Irlanda i metodi contraccettivi sono molto diffusi ed utilizzati.

Di recente, si sta combattendo per abbattere le ultime frontiere al fine di dare alle donne la possibilità di scelta in tema di aborto, ancora vietato dalla legge.

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Rotterdam, Olanda

In Olanda, o almeno a Rotterdam, il classico approccio al bar non funziona, se i ragazzi e gli uomini sono olandesi d’Olanda.

Il massimo della loro iniziativa è venire da te, offrirti da bere e poi non parlarti. Se invece non sono olandesi d’origine ma provengono, piuttosto, dalle ex colonie dei Caraibi e del Suriname, allora è un tutta un’altra storia. Ti approcciano, ti considerano, fanno più i “marpioni” chiamandoti subito schat e dushi (tesoro).

Per il resto è tutto nelle rete di Tinder, Happn e altri social usati per il rimorchio.

Il corteggiamento, quando ci si arriva, è cosa per donne. Sei tu che corri dietro a loro, se li vuoi. All’inizio, per via della nostra cultura latina, è quasi frustrante inseguire un uomo ma poi, quando la conquista è fatta, le cose cambiano e loro diventano molto dolci e disponibili.

La libertà è tanta, anche quando il rapporto è stabile, nel senso che ognuno conserva le proprie amicizie ed i propri giri.

Sembra che la gelosia non esista. Sarà che gli olandesi sono abituati alle cose veloci, poche relazioni durature, scendono spesso dalla giostra e inizia un altro giro altra corsa. Una loro caratteristica è la fiducia che ripongono in te e non capiscono perché noi italiane invece, possiamo essere gelose.

I rapporti a tre sono normalissimi.

A riguardo dell’omosessualità, non ci sono problemi e se ne parla tranquillamente, come dovrebbe essere in tutto il mondo. Sono molto, molto aperti, anche in famiglia.

Se vuoi una cosa dal dutch man devi esprimerti a chiare parole, altrimenti non la ottieni. La cosa bella è che per loro tutto passa, non prendono mai niente troppo sul serio.  Sono calmi e riescono a trasmettere questo stato d’animo in maniera efficace, facendo sentire benissimo la donna.

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Senegal, Dakar

In Africa la sessualità è primigenia, fisica, poco mentale.

Molte donne expat che si sono recate in paesi africani hanno vissuto un’apertura nei confronti della propria sfera sessuale impensabile, se fossero rimaste nei loro paesi di origine. Hanno anche acquisito una maggiore consapevolezza del proprio corpo e dei propri bisogni, arricchendosi emotivamente.

Se è vero che in molti paesi africani il sesso è vissuto senza troppi tabù è anche vero però che, in molti casi purtroppo, è ancora troppo maschilista ed egoista: gli uomini hanno coscienza che il piacere debba essere condiviso, ma si preoccupano poco di sapere come fare perché noi donne possiamo davvero stare bene durante un rapporto. Hanno la convinzione che quel che piace a loro piaccia anche alla compagna, per ignoranza più che per altre ragioni. In generale, sono molto aperti alle novità ma di base sono poco fantasiosi e abbastanza monotoni.

La convinzione che le donne troppo disinibite siano fondamentalmente lesbiche esiste ancora, anche se molto meno diffusa; di conseguenza, molte donne locali non osano chiedere troppe variazioni sul tema al partner: qui l’omosessualità è quasi considerata un crimine.

Non c’è molta attenzione alla contraccezione. Se viene usato qualche metodo anticoncezionale, per lo più è il preservativo, il più facile da reperire e sicuramente il meno costoso. Molte sono ancora le gravidanze indesiderate e, essendo ancora l’aborto illegale e “peccato mortale”, si ricorre a pratiche barbare per interrompere comunque la gravidanza.

Il lato negativo di una relazione mista? Creare un legame solido con un africano è, in linea generale, un’impresa ardua per via delle notevoli differenze culturali. In più, in Africa purtroppo è ancora tanto, tanto presente la mercificazione del sesso: la povertà porta spesso a offrire ciò che si possiede. Non è raro vedere persone non più giovanissime europee, uomini e donne, accompagnarsi con ragazzi e ragazze locali.

Non sempre è l’amore ad unire una coppia; tuttavia, talvolta, ciò accade.

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Johannesburg, Sudafrica

Dall’esterno, l’amore ed il sesso in Sudafrica assumono un colore diverso a seconda del gruppo etnico di appartenenza.

Ad occhio e croce, ancora poche, tra l’altro, sono le coppie miste, ma davvero tante sono le sfumature di colore che le persone sfoggiano sulla propria pelle, segno che la mescolanza avviene, ed è soprattutto frutto dei rapporti illegittimi del passato.

Sembra che i giovani vivano molto claustrofobicamente le prime esperienze. C’è cosi poca sicurezza all’esterno dei cerchi protetti nei quali la società vive, che i ragazzi concentrano tutto il pathos erotico possibile nell’unico ambito di appartenenza e di scambio: la scuola. Per questo, i genitori dell’alta società tendono a mandare lontano da casa i figli ad appena 13 o 14 anni, nelle boarding schools dalle quali rientrano poche settimane l’anno: per tenerli fuori dalle distrazioni ormonali dell’età.

In media, è molto alto il numero delle relazioni extra coniugali ad opera degli uomini bianchi: sono tante le donne che, intorno ai 40 anni, si ritrovano con una vita in frantumi accanto ad un uomo che credevano di conoscere bene e che forse non hanno avuto modo di frequentare abbastanza a lungo, in totale libertà.

Per le persone di colore, l’amore ed il sesso sono vissuti senza tabù: ci sono nonne che hanno solo 40 anni e, ancora, donne molto giovani che scoprono in flagrante tradimento i propri uomini quando il loro ventre è già gonfio o subito dopo.

Tradimento che è considerato accettabile, quasi inevitabile. Le loro madri sono passate dalla medesima esperienza prima delle figlie e non sempre mostrano comprensione e complicità: piuttosto, delusione verso le figlie, che a quel punto accusano di troppa ingenuità.

Se sono prossime all’età considerata “limite” per la procreazione e hanno figli con giovane prole, è considerato alto disonore portare avanti la gravidanza. Anche qui, per i costi proibitivi dell’aborto clinico, molte ricorrono a levatrici e donne di riferimento “capaci” di liberarle dall’onta, in alcuni casi con conseguenze gravissime per la propria vita.

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Medio Oriente, Dubai

In una realtà internazionale come Dubai, tra gli Emirati Arabi Uniti l’Emirato più tollerante dal punto di vista dei costumi e della tradizione mussulmana, l’amore ed il sesso si vivono in totale libertà, fatta eccezione per le effusioni in pubblico, che sono severamente proibite, sia per la popolazione indigena che per gli stranieri residenti.

In pratica, vige la regola ‘occhio non vede e cuore non duole’.

Poiché questo è anche uno dei pochi Paesi al mondo dove vige anche la Sharia, la legge religiosa islamica, direttamente derivata dai precetti religiosi dell’Islam, come il Corano, nessuno prende sotto gamba questo tipo di disposizioni.

Party e abitazioni private, ovviamente, meritano tutt’altre considerazioni, ma si noti che la popolazione locale si mescola ben poco alla stragrande maggioranza della popolazione, composta da persone provenienti dal resto del mondo. Meno che mai il mélange avviene a livello di relazioni. Sotto le coperte, per gli uomini avviene solo se non si tratta di nulla di serio.

Gli emirati sono pochi, come la terra edificabile strappata al deserto, e le unioni devono avvenire, possibilmente meglio se pianificate e mirate dalle famiglie, esclusivamente tra loro.

Non è inusuale fare conversazione con una giovane locale di aperte vedute che racconta come, in effetti, si svolgano fidanzamento e frequentazione del futuro promesso.

Il sesso è formalmente atteso fino alle nozze, almeno per quanto riguarda le giovani. Per gli uomini è un altro paio di maniche. Del resto, come dubitare che tra i diritti degli uomini e quelli delle donne ci sia ancora più di una sostanziale differenza, se in un Paese desertico a vestire di candido bianco sono gli uomini, mentre le donne vanno di nero pece, che attira bene i raggi del sole?

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Estremo Oriente, Singapore

L’Asia ha sviluppato una cultura diametralmente opposta a quella occidentale, anche in fatto di rapporto a due. Noi siamo narcisi, loro sono degli empatici timidi. Noi diamo un grande valore all’individualismo, loro quasi non esistono individualmente ma enfatizzano il senso di appartenenza alla comunità.

Singapore è pervasa da quel senso di trasversalità tipica dei paesi multi-etnici anche nell’ambito dei sensi e dei sentimenti. Mantiene quei tratti emblematici dell’Oriente pudico, pur manifestando un’anima occidentale più libertina e spudorata.

Il governo ha voluto (dovuto?) pubblicare diversi vademecum sull’approccio all’altro sesso. Ciò include la guida all’arte dell’appuntamento, le basi del corteggiamento e persino una guida all’approccio online. Siamo alle prese con un paradosso ridicolo: il governo crede che il Singaporiano medio sia una schiappa nelle relazioni, ma molti cittadini trovano imbarazzante affidarsi a queste guide o ai servizi di matchmaking e dating.

L’impressione di una delle nostri autrici è che l’uomo di Singapore sia un uomo riservato, che raramente mostrerà affetto con gesti eclatanti in pubblico. Effusioni più o meno impetuose non sono pane per gli occhi di tutti. Ciò non significa che sia pudico e timoroso in camera da letto, anzi. Non manca certo di fantasia e saprà dedicare attenzione e cura al corpo femminile.

La fisicità può essere più o meno intensa, a seconda della razza (cinese, indiana o caucasica), il che rende il mix esotico. Il sesso viene comunque vissuto come qualcosa di privato e intimo. Usarlo come argomento di dibattito può mettere l’uomo in imbarazzo. Se vi piacciono gli uomini che arrossiscono, avete pane per i vostri canini!

Le donne sono attente al loro aspetto fisico e, soprattutto tra le più giovani, c’e’ una spinta a seguire gli stereotipi della bellezza della razza cui appartengono. Tutti questi ideali di femminilità convivono nello stesso crogiuolo culturale, instaurando cosi l’idea che non esista un unico modello del bello. E i tratti caratteristici di una donna occidentale, quali ad esempio un naso un po’ pronunciato o i fianchi larghi, risultano essere accattivanti e attraenti agli occhi di un Singaporiano.

La società pone particolare attenzione su alcuni valori cardine, come la fedeltà ad esempio, introducendo nel recente passato (1961) una legge sulla monogamia. Ma se l’infedeltà non è vista di buon occhio e non è ostentata come status di virilità, i tradimenti esistono e persistono da parte di ambo i sessi, cosi come i divorzi, che hanno visto un forte incremento soprattutto negli ultimi 15 anni.

Infine, l’aborto a Singapore è praticato legalmente. Non viene certamente preso con leggerezza, ma alla donna viene lasciata la libertà di decidere se portare avanti la gravidanza.

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Australia, Brisbane e Sidney

Sicuramente esistono delle grandi differenze tra le due città ma, in questo caso, come si usa dire, tutto il mondo è paese.

Sidney è molto più metropoli, quindi potrebbe essere più facile uscire per una bevuta in un locale particolare, oppure andare a ballare reggeaton di lunedì sera. Brisbane è più adatta a fare barbeque nei parchi, un giro della città con il city cat od un tuffo nelle caldi notti a South Bank. Quindi diciamo che gli approcci sono leggermente diversi ma il fine è lo stesso.

In Australia tutto è più facile, non solo trovare lavoro o casa, ma anche trovare un compagno di giochi. Una nostra autrice ci racconta di essere arrivata in zona da backpacker, pertanto si è considerata avvantaggiata nel conoscere persone. Se a Brisbane gli incontri avvengono più di persona, a Sydney l’applicazione di incontri come Tinder spopola alla grande.

Australia e romanticismo? No way! Soprattutto se si effettua il paragone con l’Italia. Gli australiani sono diretti. Manca un po’ la nostra magia dell’aspettar e del corteggiamento. Ma bisogna comprendere la mentalità australiana: qui tutti sono più tranquilli e rilassati, tutti sono in una buona situazione economica, fa caldo e tutto avviene in maniera più libera, aperta e naturale.

Piccola nota informativa: tutti in Australia si sposano abbastanza giovani, fanno figli e con la stessa facilità divorziano e si risposano altre due, tre volte. E, nel mentre, continuano a fare figli. Lo stato dà gli incentivi per i cittadini australiani che creano discendenze, almeno finché rimarranno così in pochi. Di conseguenza, ci sono anche meno aborti.

Non c’è la pressione per l’aspetto fisico, anzi: sui cartelloni pubblicitari, almeno a Brisbane, la nostra autrice non ha mai visto ragazze magre come quelle che si vedono in Italia.

In Australia, c’è molta più confidenza con il proprio corpo.

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Perù, zona costiera

I peruviani, soprattutto quelli della costa, hanno una mentalità da “macho”. Si sentono maschi veri ed intraprendenti, tant’è che sono sempre loro a cercare le donne e quest’ultime, per cultura, devono rifiutare la loro corte per almeno un anno.

Gli uomini della costa hanno un’autostima così alta che sono convinti che le straniere che transitano in Perù visitino il paese proprio perché in cerca del maschio peruviano.

Il sesso è molto “hot” ed i vasi di moche, gli “huacos moche”, ne sono una testimonianza. Però i peruviani non sono dei romanticoni ed è raro vederli inviare bigliettini e fiori.

L’uso di metodi contraccettivi è molto basso ed il costo dei profilattici, di qualità scadente, è molto alto. L’aborto è proibito per legge ed esistono molte cliniche clandestine che lo praticano adescando con messaggi di questo tipo: “Ritardo del ciclo mestruale? Chiama il numero….”

Una donna straniera, in Perù, deve essere più vigile che altrove, perché corre il rischio di essere adescata dai maschi locali con più facilità.

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Argentina, Buenos Aires

L’uomo argentino – anzi porteño, perché stare a Buenos Aires non è lo stesso che a Misiones – è infido. Lo conosci, ci parli e pensi: “Toh, a forza di fare tutta ‘sta psicanalisi si sta liberando del patriarcato”. Illusa. È machista come tutti gli altri, anche se meno dell’italiano e molto meno del messicano.

L’uomo argentino scandisce il tuo nome allungando le consonanti come se fossero carezze ma, mentre siete ancora a letto, si affanna spiegarti che non vuole una relazione fissa.

L’uomo argentino ti seduce parlandoti all’orecchio di Gramsci e Trotsky tra un giro di tango e l’altro. L’uomo argentino apprezza, senza diventare competitivo, il fatto che tu pubblichi libri, reciti in una serie tv, abbia tre dottorati e parli cinque lingue, ma apprezza anche il fatto che tu abbia spiccate doti fisiche femminili.

Si innamora in un lampo e con la stessa velocità “se le rompe en sentimiento”: per te, perché nel frattempo lui si è semplicemente invaghito di un’altra. Anzi, lui è sempre “enamoradizo”, mezzo innamorato. Uno stato euforico narcisistico tutto suo, e l’errore è credere di esserne tu l’oggetto: l’oggetto è se stesso.

L’uomo argentino non ha vergogna: gli approcci avvengono ovunque, teatro, cinema, metropolitana. Basta dargli un po’ corda. Poi scatta la fase del corteggione: a base soprattutto di “piropos”, complimenti. Non sono in uso cene e regali, tocca sempre dividere a metà. In compenso lui ‘spende’ molto di fantasia, immaginando tutte le cose che farete insieme come aprire una scuola, fare un viaggio a Bariloche o in Patagonia, e che non si concretizzeranno mai.

L’uomo argentino bacia tantissimo. In generale gli argentini si baciano molto in pubblico: uomini con donne, donne con donne, uomini con uomini, coppie giovani, coppie anziane.

L’uomo argentino è generoso sessualmente: parte da una buona dotazione di base e gli piace fare-fare-fare. A volte fin troppo. Gli piace essere apprezzato in questo senso, e per fortuna non ci sono quasi mai problemi per convincerlo a infilarsi un preservativo.

L’argentino ti fa sentire sulle montagne russe. Come donne ci si sente più libere, più desiderate ed apprezzate sia dal punto di vista fisico che da quello intellettuale. Tuttavia, stare in coppia è difficile.

L’Argentina potrebbe essere facilmente definita come la terra delle contraddizioni: riconosce il matrimonio omosessuale, ha la legge sull’identità di genere più avanzata del mondo (il cambiamento di sesso si fa andando all’anagrafe e dichiarandolo) ma l’aborto è illegale. Come sempre, chi ha i soldi lo fa in clinica, le altre muoiono dissanguate. Questo è il paese dove è nata “Ni una menos”, la marcia mondiale delle donne contro la violenza di genere. Ma è anche il paese dove ogni giorno almeno una ragazza sparisce, vittima della tratta. E spesso riappare, morta.

L’uomo argentino non ha tutte le colpe. Deve fare i conti con una dittatura che ha fatto sparire la generazione dei suoi genitori, metaforicamente e fisicamente. L’uomo argentino fa quel che può.


“Una coppia è una coppia e basta: non importano il colore, il sesso, la razza e forse conta poco anche l’età. Quello che conta è saper sempre regalare una parte del proprio mondo di origine all’altro, apportando arricchimento dalla propria diversità”.

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11 commenti
  1. Simona
    Simona dice:

    Sono emigrata sola dopo la laurea e qui ho incontrato l uomo della mia vita di nazionalità rumena . Stiamo insieme da più di 16 e abbiamo 3 figli e abbiamo realizzato tanti progetti insieme tra cui una casa , l apertura di un ristorante e tanto altro .
    Quello che mi ha colpito era ed è la sua determinazione nel riuscire la voglia e il sacrificio che richiede e la devozione per la famiglia

    Rispondi
    • Katia
      Katia dice:

      Grazie Federica,
      ci fa piacere apprendere che ti sia piaciuto. La condivisione su Fb di questo articolo ha scatenato delle polemiche ma noi lo abbiamo realizzato con le migliori delle intenzioni, senza dimenticare che, per ragioni intrinsiche, non avrebbe potuto essere un articolo di per sé esauriente o definitivo. Se ti va puoi aggiungere la tua personale esperienza qui, nei commenti 🙂 Grazie di nuovo!

      Rispondi
  2. Anna
    Anna dice:

    Bella questa panoramica del sesso in giro per il mondo. Raccontata con la leggerezza, l’ironia, la lucidità e la spietatezza che caratterizzano noi donne.

    Rispondi
    • Katia
      Katia dice:

      Ciao Maria Laura,
      scrivi pure la tua esperienza qui, nei commenti. I commenti sono molto letti e corredano un post ad hoc. Grazie per voler contribuire, il nostro scopo era proprio quello di voler stimolare altre donne a integrare il testo con i propri apporti!

      Rispondi
  3. Matteo
    Matteo dice:

    Articolo interessante e divertente, arricchito dalla scrittura a più mani! Io vivo in Australia e dal paragrafo su Brisbane ho capito che forse c’è un po’ di generalizzazione, ma sicuramente rende l’idea dei diversi caratteri del mondo

    Rispondi
  4. Nadia
    Nadia dice:

    Buon giorno,
    bellissime testimonianze, esperienze.
    Durante il mio soggiorno in UK ho conosciuto molti ragazzi inglesi non sanno come aprocciarsi e aspettano che sia tu a fare la prima mossa, gli italiani all’estero sembrano pavoni, gli spagnoli sono più galanti ma poi ci parli 2 minuti e ti vogliono già baciare, questa è la mia esperienza all’Estero.
    Una volta rientrata ho incontrato, per meglio dire rincontrato,il mio Compagno lui è Togolese e la sua frase preferita è “sei proprio Africana”, posso dire che lui mi ha dato e mi da molta sicurezza.
    Non so se sia per la sua cultura d’origine o altro ma lui è quello che cercavo senza sapere che lo cercavo, in tutti i sensi.

    Rispondi
  5. Giulia
    Giulia dice:

    Molto interessante questo post, ho scoperto cose che non conoscevo. Anch’io sto vivendo una relazione multiculturale da quasi tre anni, il mio compagno è ungherese. In generale gli uomini ungheresi sono più riservati degli italiani, è difficile che approccino per primi. La maggior parte ha un senso della famiglia molto forte, qui la tendenza è sposarsi prima dei 30 e possibilmente far figli subito. Sono anche più fedeli e meno farfalloni degli italiani, questo sicuramente è un enorme punto a favore. La parte negativa, secondo me, è la totale mancanza di comunicazione nella coppia. Conosco tantissime coppie miste e di solito la parte non-ungherese si lamenta sempre di questo aspetto. Difficilmente si dice cosa si pensa o si “critica” costruttivamente il partner, litigare per la maggior parte delle coppie è una cosa gravissima e quasi impensabile. Spesso mostrare i propri sentimenti, positivi o negativi, è davvero difficile per loro. Fortunatamente le cose stanno lentamente cambiando, ma a volte questa impassibilità diventa un po’ inquietante. Il mio compagno su questo frangente è quasi più italiano di me! Altrimenti credo avrei serie difficoltà a starci insieme.

    Rispondi

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