Ieri sera Xin Lin mi ha telefonato trafelata: “Catia, hai tempo per un drink? Devo assolutamente parlarti.”

Il tono della sua voce era strano. Di solito è così calmo. Ieri sera, invece, trasmetteva un misto d’ansia e d’eccitamento che mi ha turbata e, pertanto, le ho concordato un appuntamento.

Vista notturna della bellissima Marina Bay di Singapore

Marina Bay di Singapore – vista notturna

Muovevano le prime luci nella penombra di Singapore.

Dall’alto del Marina Bay Sand si riflettevano vibranti sullo skyline; toccando l’acqua, poi, rimbalzavano sul magnifico Fullerton Hotel, proseguendo fino all’orizzonte.

Bellissima vista notturna del Fullerton Hotel di Singapore

The Fullerton Hotel

Avevo ordinato un cocktail, mentre la aspettavo.
Ero raccolta in me stessa, quando mi sentii chiedere: “Catia, cos’è l’amore?”

Alzai lo sguardo e Xin Lin, ancora ansimante dalla corsa per raggiungermi, necessitava di una risposta troppo grande per poterla racchiudere nelle poche parole che desiderava sentirsi dire in quel momento. I suoi occhi scuri a mandorla, di solito impenetrabili, erano un oceano di emozioni. La feci sedere e iniziò subito a raccontare.

Si trovava a Boat Quay con gli amici, l’altra sera, tra risate e chiacchiere fino a chiusura dei locali, quando un amico avanzò: “Perché non continuiamo la festa nel mio appartamento? Ci sono i miei colleghi lì e saranno lieti di avere amici per terminare la serata.”

All’interno, l’appartamento appariva buio, illuminato da poche luci soffuse e aleggiato da qualche voce che chiacchierava.

Xin Lin osservò l’ambiente e, fra gli altri, si avvicinò a un ragazzo che l’aveva attratta per il suo viso. Egli era seduto e stava guardando qualcosa al computer, quando la vide e incrociò il suo sguardo.

Dopo qualche convenevole e alcuni drinks, la serata iniziò a prendere corpo, finché Xin Lin si accorse che il ragazzo la stava guardando con insistenza, un’insistenza tale che le sembrava sfacciata, arrogante addirittura. “Come osi guardarmi così!” pensò Xin Lin, irritata e tesa.

Il ragazzo era ancora seduto, col gomito appoggiato al tavolo e girato verso di lei che, invece, stava ancora in piedi vicino a lui. Fra loro, solo la luce del computer permetteva lo scambio di sguardi. Xin Lin cercava di sottrarsi, irrigidita da tanta insolenza e, di tanto in tanto, spostava il viso sperando che lui si ricomponesse. Ma ogni volta che i suoi occhi tornavano ad incrociare quelli del ragazzo, lei lo ritrovava lì, immobile, con un sottile sorriso sull’angolo esterno dei suoi impertinenti occhi chiari e sulle sue bellissime labbra.

In qualche modo, Xin Lin sentiva che si stava perdendo.

Pur non riuscendo a concepire un nome per ciò che le stava accadendo, si accorse che, più cercava di liberarsi da quello sguardo, più sentiva che non voleva liberarsene affatto.

Intenso sguardo asiatico

L’amore in uno sguardo

Xin Lin cominciò una discussione con se stessa. “Cosa mi sta succedendo?” gridò nella sua testa mentre si sentiva sdoppiare in due persone: una giudiziosa e morale, l’altra passionale e spregiudicata. “Stai perdendo il controllo! Cosa sono queste emozioni sconosciute?”, la ammoniva la giudiziosa. “No, non lasciare quello sguardo. Continua a immergerti nei suoi occhi…”, la seduceva la passionale.

A quel punto di tormento Xin Lin si dimenò e, con una sferzata, lasciò che la sua ragionevolezza desse uno scossone al suo corpo facendo ricadere i suoi pesanti capelli su un lato del viso. Distolse lo sguardo con fare arrabbiato, più con se stessa che col ragazzo e, nel girare per andarsene, i loro occhi s’incrociarono ancora una volta.

Fu in quel momento che il ragazzo si alzò di scatto, la bloccò prendendola per un polso e poi la tirò a sé.

I loro sguardi erano rigidi, severi, selvaggi. Anche lui sembrava chiedersi cosa stesse succedendo, mentre lei era sconvolta dall’indescrivibile momento: voleva andarsene e abbandonarsi a lui allo stesso tempo!

E, infine, cedette.

Voleva solamente che quell’attimo non finisse mai più; voleva che quella bocca la baciasse in quell’istante; voleva che la sua pelle sfiorasse la sua…

Xin Lin, senza emettere un suono, ancora con lo sguardo fisso al suo e, con ogni fibra del suo corpo, gli gridò: “Ti odio! Non so cosa mi stai facendo!”, mentre lui, con i suoi occhi altrettanto severi, sembrava gridarle: “Tu non puoi farmi questo”!

Fu così che Xin Lin si ricompose, liberò docilmente il suo polso, abbassò lo sguardo, salutò il ragazzo e uscì dalla stanza, per non rivederlo mai più.

E alla sua domanda “che cosa è l’amore” io le risposi:

“Se l’amore fosse il baleno di quello sguardo, sarebbe valsa la pena vivere, anche solo per quell’attimo”.


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2 commenti
  1. Pierluigi Moressa
    Pierluigi Moressa dice:

    Incredibile la potenza magnetica della tua parola che rende il racconto una tranche de vie ma di vita vera

    Rispondi

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