SHOCK DA RIENTRO: TORNARE IN ITALIA DOPO ANNI DI VITA ALL’ESTERO
firenze

Firenze da Piazzale Michelangelo

Qualche giorno fa ho festeggiato i due anni del mio rientro in Italia dalla Cina. Festeggiare è proprio la parola giusta… Mi sono data una pacca sulla spalla, ho celebrato con grande sollievo il fatto di essere sopravvissuta al rientro nel paese che avevo lasciato nel 2010 e dove mi sentivo insoddisfatta, non riconosciuta. Rientrare in Italia è stata una decisione che ha richiesto molto tempo. Ho tergiversato per due anni. Anche se ero convinta che il mio capitolo in Cina fosse finito, avrei accettato più volentieri l’idea di emigrare in un altro paese ancora, piuttosto che fare quello che mi sembrava un vero e proprio passo indietro.

I sintomi della malattia da rientro si sono fatti sentire subito: lievi irritazioni sulla pelle nel sentir parlare la madrelingua in ogni momento, malinconia durante la spesa al supermercato alla vista di tutti quei prodotti che conoscevo così bene, bisogno intermittente di recarmi in esercizi aperti da stranieri e parlare con loro in una lingua che fosse diversa dall’italiano.

Dopo il rientro per diversi mesi ho attraversato una crisi d’astinenza dal sentirmi “straniera”, una sensazione fortissima che ha superato addirittura la preoccupazione per la ricerca dell’ ennesimo lavoro italiano e la tristezza nel sentirmi sradicata, appartenente ormai a nessun posto preciso.

A due anni di distanza, ora che mi sento un pò più in pace con me stessa per aver deciso di tornare, posso condividere le impressioni più significative partendo dall’ultima fase nella patria estera (la Cina) attraverso la fase del riassesto in Italia fino a parlarvi (sorprendentemente!) di quelli che considero i vantaggi del rimpatrio.

RIENTRARE IN ITALIA: PENSARCI BENE SI’, MA IN VACANZA

Anche tu hai compreso che il capitolo nella tua nuova patria è agli sgoccioli, il posto che hai trovato sembra aver esaurito gli stimoli e questo ti mette in crisi perchè non hai ancora un’idea chiara di quale sia il passo successivo. Senti (e temi…) che prima di tutto sarebbe meglio rientrare in Italia per un pò. Anche io ho digerito la decisione che era giunto il momento di lasciare la Cina per tanto tempo prima di muovermi: ho passato due anni solo a pensarci!

Il fatto di aver accolto come ospite permanente un gatto e che fosse una procedura abbastanza complicata trasferirlo in Italia tra vaccinazioni, chip e passaporto felino, mi ha costretto a rallentare le mosse e a valutare il rientro ancora più a lungo. Visto che nei mesi passati a soppesare la decisione i pensieri avevano preso il sopravvento consumando energie e salute, ho fatto quello che mi ha sempre aiutato a superare momenti di forte stress: viaggiare! Sono partita e ho passato due settimane circondata dalla natura e da persone che non avevo mai visto prima, ritrovando un pò di chiarezza mentale e il coraggio di guardare al futuro con fiducia. Ho anche incontrato diversi italiani che come me avevano vissuto all’estero, erano poi rientrati in Italia e anche partiti di nuovo e se la passavano benone. Viaggiare mi ha impedito di soccombere all’incertezza e mi ha ricaricato, aiutandomi a mettere in atto le procedure per il rientro con determinazione e serenità.

Il periodo di vita all’estero può finire, accettare questo fatto è un pò una sfida che va affrontata con la mente sgombra. A volte è solo una nuvola passeggera, un periodo negativo sul lavoro o nella vita sociale che può farti venire voglia di rientrare in Italia. Allontanarsi dalla nuova patria per un po’ facendo un viaggio, può permetterti di vedere la situazione con più obiettività.

LASCIARSI DIETRO PIU’ OGGETTI POSSIBILE ED EVITARE DI LASCIARE PORTE APERTE

Magari hai accumulato molte cose belle e particolari durante gli anni passati a costruire il tuo nuovo nido. Hai la possibilità di trascinarti dietro solo una valigia ed un trolley, miracolosamente in equilibrio insieme al pc portatile  e alla borsa che ti segano in due il tronco mentre corri a prendere l’ aereo, però invece ti ritrovi scarpe e vestiti per tutte e quattro le stagioni (a meno che non hai avuto la fortuna di espatriare in un paese tropicale, ma essendo tu donna avrai senz’altro accumulato molti altri oggetti e se così non fosse complimenti, hai tutto il mio rispetto). Gli ultimi mesi in Cina ho vissuto in una stanza abbastanza piccola ma sono riuscita a ricoprire ogni superficie con oggetti, compresa una pantera rosa a misura umana che avevo trovato  in un negozio quando già sapevo che sarei rientrata in Italia, ma a cui non avevo saputo resistere! Avevo anche alcuni mobili che mi dispiaceva lasciare. A due anni di distanza, sono felice di aver rinunciato a spedire la maggior parte delle cose.

Anche se non è sicuro che il rientro in Italia sia definitivo, perché chiudere completamente le porte ad una terza possibilità ancora? Lasciare gli oggetti da amici nel paese dove sei emigrata con l’idea di tornare a prenderli chissà quando si scontra con il fatto che sei pronta per un capitolo nuovo di zecca. Gli oggetti ti legano ai luoghi, magari un giorno potrebbero costituire anche la scusa per rientrare in un luogo che non ti nutre più da tempo, rappresentando la causa di ulteriori spese.

Se hai preso una decisione, seguila fino in fondo, sii contenta per il tempo passato insieme alle tue cose e comincia a disfartene. Spedire tanti pacchi in Italia ti toglie tempo e denaro, soprattutto tenendo conto che la dogana potrebbe riservarti delle sorprese, come è successo a me, che ho pagato sia la all spedizione che al ritiro, perché avevo omesso di scrivere sul pacco “oggetti personali causa rimpatrio”. Il tempo passato in fila alla posta per spedire tutte le tue cose puoi utilizzarlo per salutare meglio luoghi e persone di cui ti vorrai portare dietro il ricordo, per fare quelle foto che hai sempre rimandato perchè erano cose che vedevi tutti i giorni.

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Il mio gatto cinese

DOPO IL RIENTRO, LIMITARE AL MASSIMO I GIORNI PASSATI A CASA CON I PROPRI GENITORI

Il cosiddetto “shock da rientro” sarà amplificato se hai deciso di tornare per un po’ a casa dei tuoi, come è successo a me. Purtroppo, dopo esserti abituata a vederli per una o due settimane all’anno, un mese massimo, soffermarti troppo negli ambienti dove hai visto i natali potrebbe andare ad aggravare un ritorno in patria a cui ci metterai un bel po’ ad abituarti, anche con tutta la buona volontà. Avere uno spazio tuo, a debita distanza dalle pressioni mentali della famiglia, che negli anni potrebbero non essere migliorate, è sicuramente meglio che risparmiare in alcuni casi, ci guadagnerai in salute e alla fine anche in tempo.

LE FREQUENTAZIONI DI UN TEMPO POTREBBERO DELUDERE

Ogni volta che tornavo in Italia per le vacanze ho sempre trovato il tempo per fare un saluto alle amiche e agli amici più stretti e congratularmi per i loro progressi sulla strada della felicità, mentre io li sorprendevo con aneddoti sulla vita all’estero. Durante le ore passate assieme sembrava che tutto fosse più o meno come prima, ma già nei primi mesi dopo il rientro mi sono accorta che qualcosa non quadrava… in me! E forse è capitato anche a te. Le persone che frequentavi prima dell’espatrio e i vecchi luoghi di ritrovo non funzionano più. Non ti senti più a tuo agio nella pelle che avevi prima. Sei cambiata, hai bisogno di altro, è inutile sentirsi tristi o in colpa, meglio arrendersi ed imparare a dire di no ad inviti che sono fuori dagli interessi attuali.

SCOPRIRE NUOVI POSTI ED INTERESSI FUORI E DENTRO DI SE’

Passare anni lontano dall’Italia mi ha portato a sperimentare dei comportamenti che non avrei mai osato  prima. In Cina ho cominciato ad uscire da sola per andare a mangiare fuori, al cinema, o feste. Abitudine che alcuni italiani hanno definito come “fuori dal comune” per non dire strana, ma io ho continuato a coltivarla anche una volta rientrata in Italia, con degli ottimi risultati. Ho potuto esplorare la città con un nuovo ritmo e dei nuovi occhi, scoprendo dei posti che in precedenza mi erano sfuggiti o avevo sottovalutato.

La voglia di esplorare altre aree della tua città o di quelle vicine ti sosterra’ nei momenti più difficili dopo il rientro. Anche sperimentare nuove attività come uno sport, un corso o una tecnica di rilassamento può aiutare.

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Civita di Bagnoregio Valle dei Calanchi

CREARSI UNA NUOVA TRIBU’ SULLA BASE DEI NUOVI INTERESSI

Nei primi mesi dopo il rientro mi sono affannata a cercare un lavoro, disperata per aver perso nuovamente l’indipendenza economica e anche “spaziale” (sono infatti rincasata dalla mamma…) Ho passato intere giornate di fronte al computer alla ricerca di una via di fuga e per rimediare alla folle decisione di rientrare in Italia. L’idea di trovare nel più breve tempo possibile un nuovo lavoro all’estero mi faceva sentire un po’ meglio mentre cercavo di abituarmi al cambiamento. Questa fase è durata un anno. Dopo essermi ripetuta più volte che era necessario far passare del tempo è emerso anche il bisogno di frequentare persone con cui avessi degli interessi in comune, qualcosa di diverso da un’amicizia nata in un pub o sul posto di lavoro. Avevo bisogno di condividere e confrontarmi con chi avrebbe capito e apprezzato il mio bisogno di viaggiare spesso, di ricaricare le batterie in mezzo alla natura, di passare del tempo da sola.

CONGRATULARSI CON SE STESSE PER IL BAGAGLIO DI ESPERIENZE E CONOSCENZE CREATO NEGLI ANNI

Nei momenti in cui ti senti più isolata o amareggiata da proposte di lavoro deludenti o per aver ripreso a lavorare in un ambiente dove i colleghi sono tutti italiani e magari non hanno neanche mai messo il muso fuori dall’Italia, è importante ricordarti di ciò che sei diventata grazie al tuo coraggio di emigrare. Hai intrapreso un’esperienza che ti ha cambiato nel profondo, sai padroneggiare almeno un’altra lingua e hai amici sparsi per il mondo che saranno pronti ad accoglierti nelle loro città e che ti verranno sicuramente a trovare. Inoltre, te la sai cavare nelle situazioni più disparate e senz’altro hai acquisito una sicurezza te stessa che si fa notare.

Guarda di nuovo le foto dei tuoi viaggi e delle persone che hai conosciuto all’estero, congratulati con te stessa e ricordati che sei tanto tanto fortunata… Ti sentirai meglio!

PRENDERSI DEL TEMPO, PRENDENDO IN CONSIDERAZIONE NUOVE DESTINAZIONI IN ITALIA

Abituarsi di nuovo all’Italia è una sfida che sarai tentata di abbandonare già poche settimane dopo il rientro, come è successo a me. Il primo anno è stato duro ma sono riuscita a stare più o meno ferma ed è successa un cosa fondamentale: ho spostato il focus dall’ “andare via di qua alla ricerca di prati più verdi” al “capire quali erano le attività che mi avrebbero resa felice in qualsiasi posto”, un modo di pensare che avevo sottovalutato e che mi ha fatto ripartire con la marcia giusta. Nel frattempo, se i piedi prudono, potrebbe essere di sollievo considerare di spostarsi in altre parti d’Italia.

RIFLETTERE SU QUALI SONO I PUNTI DI FORZA E IN QUALE DIREZIONE PUOI CRESCERE

Nel periodo subito dopo il rientro in Italia, l’instabilità e la mancanza di punti di riferimento creano un terreno fertile per fare il punto della situazione rispetto a tutte le competenze che hai acquisito negli anni passati all’estero e che assumono ancora più valore adesso che sei tornata. Anche se ti sembra di restare ferma per troppo tempo, non disprezzare i momenti “vuoti” durante i quali puoi dare vita ad una nuova strategia, o a nuovi punti di vista riguardo la tua professione. Anche se sei circondata dai luoghi e dalle persone del passato, concediti di smetterla di sentirti al bivio fra Italia e paese straniero: sei in grado di creare un percorso tutto nuovo se vuoi, con le esperienze che hai accumulato e la capacità di vedere più lontano di tutti quelli che ti circondano. A volte può essere utile continuare a formarsi, integrare nuove competenze che facilitino la ricerca di un nuovo modo per esprimere al meglio tutte le tue potenzialità. E’ quello che mi sono ritrovata a fare io negli ultimi due anni: evitando di soffermarmi troppo a lungo in lavori che non mi davano la possibilità di esprimere al meglio le competenze acquisite, ho dedicato ogni giorno del tempo ad imparare cose nuove, anche attraverso videocorsi o tutorials gratuiti, con l’obiettivo di lavorare in maniera sempre più autonoma. Alla fine i risultati arrivano!

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2 commenti
  1. Paola
    Paola dice:

    Ciao, mi sono rivista in tutto quello che hai scritto e devo ammettere che anche a distanza di un paio d’ore anni dal mio rientro non mi sento completamente riadattata. I “piedi ancora mi prudono “ma entrata nella routine e nei frenetici ritmi lavorativi italiani non sempre si trova il tempo per attuare il cambiamento ovunque esso sia.

    Rispondi

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