Si va al mercato!

Venite con me: vi porto al mercato, alla Fería Pinto di Temuco!

Si tratta di un mercato coperto, costruito a Temuco negli anni ’40, nel quartiere della stazione.

Prima di tutto dobbiamo passare in mezzo un’intera zona di macellerie equine.

Non avevo mai visto tanta carne di cavallo in vendita qui in Cile, ci sarà qualcuno che la compra?

Avvertenza: odori non adatti a chi ha lo stomaco sensibile.

Se vogliamo pesce o frutti di mare, ci avviciniamo a qualcuno dei banchi del pesce nella prima parte del mercato.

Si vendono cozze grandi come una scarpa (choros zapatos, zapato vuol dire scarpa, appunto), merluzzo, reineta e tutto il pesce che arriva dalla vicina costa.

Davanti a ogni banco c’è anche, immancabile, un braciere, con cui i venditori si tengono al caldo dalla mattina e, nel frattempo ne approfittano per cucinarci su una zuppa di pesce, qualche cozza, un brodo. 

Ad ogni banchetto possiamo anche comprare la versione cilena del ceviche. 1000 pesos e ti porti via il tuo bicchierino zeppo di pesce e succo di limone, e l’immancabile coriandolo.

Continuiamo! Passiamo in mezzo ai banchi di frutta e verdura, mele zucche pere carote cipolle.

Gli avocado, palta, spiccano sui banchi.

Sono tra i prodotti più cari del mercato, sempre meno se comparati con il prezzo di un avocado in Italia ma comunque, per i cileni, sono un prodotto caro.

Arriviamo al banco di spezie e legumi. In mezzo alle spezie più esotiche spicca il merkén, un peperoncino affumicato, più saporito che piccante.

E vicino ai legumi, grandi casse di castagne e piñones ci ricordano che siamo in inverno.

I piñones sono i pinoli dell’albero dell’araucaria, sono molto più grandi dei pinoli del pino marittimo e sono buonissimi!

Dice un detto della zona che quando la terra dà tanti piñones è perchè si prepara per un inverno duro. Quest’anno di piñones se ne vedono tantissimi in vendita: vedremo se il detto è vero.

mercato-cile

Attraversiamo la strada: attenti! C’è un carretto trainato da buoi.

Dalla costa, c’è gente che viene a Temuco a vendere il cochayuyo, una alga spessa della zona, che si dice far molto bene alla salute. Il cochayuyo si trasporta secco, su carretti trainati da buoi che si parcheggiano spesso nella via del mercato.

Andiamo avanti: c’è la parte delle cocinerías, i locali dove si può mangiare un piatto caldo, e la sezione dei formaggi.

Non pensate al banco dei formaggi nei mercati francesi con la loro enorme varietà, che solo a ricordarli mi viene l’acquolina in bocca…

Di formaggi cileni non ce ne sono molte varietà e, quelle che esistono, si assomigliano tutte un po’; ma questo non toglie che ci siano 6 o 7 banchetti che vendono solo questo prodotto.

Se usciamo dal mercato coperto, nella via che lo costeggia si sviluppa un mercato parallelo, dove varie famiglie della zona vendono i loro prodotti su coperte e tovaglie stese per terra.

Zucche, funghi, polli e galline, bottiglie di Coca Cola riempite di latte fresco, mote (grano) cotto e tante erbe come spinaci, coste, bietole.

Prodotti della terra, ciascuna signora ne vende un paio, non di più. La venditrice aspetta avvolta in una, due, tre, coperte di lana per riscaldarsi nel freddo mattino di Temuco, con temperature intorno allo zero.

Quando piove, il mercato esterno si rimpicciolisce un po’ ma la vendita continua.

Chissà, qualcuno di voi è stato a Milano nel 2015 a visitare Expo e, chissà, qualcuno è passato al padiglione del Cile.

Ecco, sapete dov’è finito oggi quel padiglione? A Temuco!

È stato smontato e ricostruito e oggi ospita la stessa esposizione di Milano, insieme a un negozio e a uno spazio per attività per la comunità. Se avete visto l’esposizione di Milano probabilmente avrete notato che il Cile è un grande esportatore di frutta e verdura nel mondo: uva, noci, mirtilli, frutti di mare.

Abbiamo finito. Torniamo a casa con mele, zucca, funghi, piñones e merluzzo.

Buon appetito a noi, e anche a voi!

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