Single in Olanda

paola-selfie-cuffietteNome: Paola.

Nomi alternativi: Paolina, Druida.

Età: quarantacinque, oggi.

Figli: una quasi diciottenne.

Stato geografico momentaneo: Olanda.

Stato mentale momentaneo: in evoluzione.

Stato civile momentaneo: singola.

Tasso di probabilità di modifica dello stato civile: 1%. Mica per altro: è che dopo una certa età (e un certo numero di esperienze) ti fermi un attimo, ecco.

Pretendenti: può darsi.

Interesse nei confronti dei pretendenti: so’ ragazzi. Intendo proprio che molti sono ragazzi, intorno ai 30 anni. E io che mi immaginavo anziana. Questi giovani moderni sono spudorati, ah ah.

Interesse verso il rimorchio: meno di 1. Ma io son stanca oh, non c’ho più l’età per certe cose.

paola-quattro-versioni

Paola 4 stagioni: in ordine sparso abbiamo mamma-Paola, lavoro-Paola, sexy-Paola, normale-Paola

Dove farsi abbordare: tre posti ovvi, vale a dire: online, al bar, al lavoro – in quest’ordine.

Il lavoro credo sia il luogo meno utilizzato, forse anche per via del tessuto societario di questa nazione; per dirne una, solo nell’albergo dove lavoro io il 60% dei maschi è gay. Ne guardo alcuni e mi si stringe proprio il cuore, non avrò mai speranza, sigh.

Il bar è un classico posto da rimorchio; molto efficace, se sai dove andare. Ci sono quelli per studenti, quelli per impiegati, quelli per i dipendenti della banca, quelli per gli expat, quelli per gli sfattoni. La cosa bella è che puoi evitare il tacco e il trucco: ti presenti in tuta, scarpe da ginnastica e mollettone, bevi litri di birra e vinci uguale.

L’online è usatissimo: l’annusamento virtuale è così normale che di Tinder gli olandesi ne hanno fatto perfino un verbo, “tinderen”.

Tipi di approccio: ho assistito a due modalità, finora. Il romantico: è perfetto fino all’inverosimile, parlante, propositivo, paziente, scrittore; ottiene l’uscita, ti conquista, raggiunge il suo scopo; ti scarica due appuntamenti dopo. Il diretto: hey ciao posso avere il tuo numero, sei su snapchat per caso, ecco a te una foto del mio amico Fritz – ma come, non hai gradito?. Niente di nuovo sotto al sole, insomma: le tecniche sono ovunque in tutto il mondo. Dove sta la differenza, allora? Se scatta il clic, gli olandesi non si fanno menate e la storia seria parte già dopo un mese.

Cose che colpiscono me: di certo non la foto dell’amico Fritz.

Cose che colpiscono gli olandesi: la nazionalità. Essere italiana è garanzia di buona cucina, femminilità e vacanze gratis in un paese figo. Le italiane piacciono. Ricordo di aver letto un articolo in cui chiedevano agli uomini olandesi cosa pensassero delle donne olandesi e le risposte sono state “alte come alberi e larghe come mucche”, “tronchi con il collo grosso”, “femminili-ché?”, “maschi prepotenti e aggressivi”, “vuoi mettere le italiane, quelle sì che sono donne”.

Come rimorchiare un olandese (senza l’apostrofo, quindi maschio): fagli blink blink con gli occhi, vacci a parlare e sarà tuo. Sfodera un “ho la cittadinanza italiana” e te lo porti a casa la sera stessa. Qui gli uomini stanno tendenzialmente fermi. Che vita difficile.

Come rimorchiare un’olandese (con l’apostrofo, quindi femmina): stai fermo. E porta con te una bandiera dell’Italia (o un marcato accento). Qui le donne fanno tendenzialmente tutto loro. Che vita difficile.

Velocità di accoppiamento e durata media: si fila subito e si disfa subito. Come detto sopra, se un olandese sente il feeling, parte in quarta e va a convivere. Perché la vita è una e va vissuta: questo è il motto locale. Niente paranoie, niente problemi, niente pippe mentali per differenze di età, pelle, religione – ah quanto amo l’Olanda per queste cose. Con la stessa velocità (e lo stesso motto principale) se non funziona si ricomincia. Il tutto è un po’ più complesso di così, ma in generale la fa da padrona la voglia di non perdere tempo. Il risultato è una sovrapproduzione di figli.

Quanto conta l’aspetto fisico: non conta, qui il bello è relativo. La popolazione è troppo mista e gli olandesi troppo alti e grandi per avere come riferimento i nostri canoni estetici. Sono benvenute tutte le taglie e le altezze. Sono benvenuti i capelli neri. Per gli italiani sono benvenute tutte le ragazze, come ho sentito commentare al supermercato da due connazionali convinti di non essere capiti.

Cosa volevo da piccola: un marito straniero, possibilmente inglese parlante, per avere figli da far crescere bilingue.

Gestire i mix di coppia nella realtà: comunicare in coppia in lingua straniera può essere difficile, a lungo andare. Per quanto riguarda me, io parlo inglese dall’età di quattro anni, lavoro in inglese, a volte penso in inglese; ma ci sono momenti in cui sono stanca e le parole non mi vengono. Semplicemente, mi si inceppano nella testa. Mi chiedo come sarebbe la mia giornata se anche la mia vita di coppia fosse in inglese (o in spagnolo, in francese, o una qualunque altra lingua che parlo).

Film romantico preferito: The Wedding Planner, conosciuto in Italia come “Prima o poi mi sposo”, anno 2001, con Jennifer Lopez e Matthew McConaughey. Lo ho visto mille volte, in italiano e inglese. Ne conosco le battute a memoria. Ho costretto il mio storico ex a vederlo. Curiosità: ho fatto la wedding planner per qualche anno, non per via del film.

La mia teoria sull’amore: una volta scrissi che l’amore è come una pizza margherita: ingredienti semplici e lungo tempo di lievitazione. Nel corso degli anni ho cercato altre forme. È sempre stata una mia ambizione trovare la risposta definitiva, the ultimate answer; un obiettivo chiaramente espresso nel mio blog personale, dove parlo spesso del viaggio interiore anche nei rapporti uomo-donna. Oggi, a quarantacinque anni, un divorzio, relazioni finite, sbagli, fallimenti, compagni di varie generazioni, una figlia cresciuta, non ce l’ho una teoria sull’amore. Mi sono fermata. Sicuramente non è legato all’età, questo lo ho imparato; ho conosciuto diverse coppie con tanti anni di differenza e nessuno ci fa realmente caso, fuori dall’Italia. Le farfalle nello stomaco possono essere un optional, ma non è detto che siano buone. La teoria della pizza mi intriga sempre. Il sogno romantico ce l’ho ancora.

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12 commenti
  1. Elisa
    Elisa dice:

    Mi rivedo molto in quello che scrivi, avendo vissuto in Germania per 6 anni e ora sono rientrata in Italia… E contenta di essere rientrata anche per gli aspetti che descrivi… 😉

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  2. Elisa
    Elisa dice:

    Fantastico io sono arrivata alla conclusione che gli uomini sin uomini cambia la nazionalità mha….se sognavo di avere un bimbo con la jota che parlispagnolo
    Beh ci rinuncio perchè come dici tu non ho più energie gli italiani poi….

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  3. Giulia - Norimberga
    Giulia - Norimberga dice:

    Bell’articolo veramente! Mi ha sbellicare dalle risate in alcuni punti… come il “so’ ragazzi” e cosa pensano gli olandesi maschi delle loro connazionali donne!!!
    Leggendolo mi è ritornato alla mente al mio periodo erasmus a Leiden, ho ritrovato alcuni caratteristiche che mi era sembrato di cogliere di questo popolo e in primis il loro motto!

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  4. Valentina
    Valentina dice:

    Leggo e sorrido visto che un olandese me lo sono scelto, o è lui che ha scelto me? 🤔
    Troppo poco per sbilanciarmi ma sono d’accordo sulla vita è una e va vissuta. Vediamo dove arriviamo.😉
    Mantieni il tuo stato di single fino a quando qualcuno bussa alla tua porta.

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