società-irlandese

Se mi chiedeste di descrivervi con qualche aggettivo il popolo irlandese, non avrei di certo problemi a fare un rapido elenco.

Civile e generoso sono sicuramente gli aggettivi che sceglierei di mettere in cima alla mia lista.

Se c’ è una cosa che ho imparato vivendo qua è il rispetto profondo e assoluto verso gli altri che lo si dimostra attraverso anche i più piccoli gesti di vita quotidiana.

Chi ha trascorso abbastanza tempo in Irlanda si sarà reso conto di quante volte gli irlandesi chiedono scusa.

Dovete infatti sapere che nessuna società al mondo si scusa tanto come quella irlandese.

”Sorry if I bother you”, ”Sorry about that”, ”Sorry can I ask you something?” ”Sorry do you have the time?” e via di seguito.

Diversi sono i motivi che spingono gli irlandesi a dire spesso sorry: attirare l’ attenzione su di sè (come in questo caso ”Sorry do you have the time?”), evitare un conflitto sociale, solo per citare qualche esempio.

Ora, al di là delle ragioni per cui lo fanno, rimane il semplice fatto che è una caratteristica davvero notevole e che non ha bisogno di ulteriori commenti a mio giudizio.

Accanto al sorry c’ è un’ altra espressione che gli irlandesi ripetono costantemente: thank you.

A questo punto potreste anche dirmi: ”Ma Aurora ringraziare è una pratica comune che fa parte di un codice sociale che accresce la cortesia e il rispetto verso il prossimo”.

Ovviamente, io non potrei che darvi ragione in questo.

Ma aspettate, ora vi dico un’ altra cosa: sapete che qui è usanza comune ringraziare l’ autista dell’ autobus quando si scende?

Proprio così.

Dopo tanto tempo che vivo a Dublino anche io sono arrivata a fare lo stesso e a concepire questa pratica non solo come buona e giusta, ma credo che tutti dovrebbero adottarla.

Accanto a questi aspetti ce ne sono altri che vanno ad arricchire l’intero quadro e, forse, vi fanno comprendere meglio perchè descrivo il popolo irlandese con questi due aggettivi.

Se passate per le campagne e i villaggi irlandesi, mi raccomando, non stupitevi se le persone vi salutano per strada.

Non stupitevi se vedete un irlandese portare un tè o una zuppa calda ad un homeless, non stupitevi di ricevere un sorriso al quale non sapete dare una spiegazione.

Non stupitevi se appena scesi  da quelle piccole scale di quell’aereo che vi ha portato fino a qua, comincerete a respirare questa atmosfera cordiale, generosa e accogliente.

Volevo concludere questo post con un altro semplice, forse banale, esempio che dimostra ulteriormente la civiltà del popolo irlandese.

Lavoro allo stadio da diversi anni.

Agli irlandesi si sa piace bere e questa abitudine ce l’ hanno anche quando frequentano i bar dello stadio soprattutto durante l’ half time.

In questi anni di lavoro allo stadio, non ho mai visto scene di violenza ne’ assistito ad aggressioni di tipo verbale.

Qui dovete sapere che anche le famiglie partecipano agli eventi sportivi: bambini di 8 e 10 anni sono spesso presenti.

A pensare che per me da bambina andare allo stadio significava andare incontro a possibili scontri tra tifoserie opposte.

15174573_10212059464225199_617644728_nMio fratello era molto attento a non perdermi di vista e rimaneva accanto a me per tutto il tempo della partita.

Purtroppo in Italia il concetto di tifoseria si allaccia subito alla violenza: massima competizione, nessuno si diverte realmente perchè tutti vogliono vincere e il senso, lo spirito del gioco, non esiste più.

Comunque io ringrazio il popolo irlandese per mostrarmi come una società dovrebbe comportarsi anche in un contesto come quello dello stadio.

Questi, a parer mio, sono aspetti che fanno la differenza in una società che vuole definirsi civile.

A proposito, questa sono io.

Un saluto dall’ Aviva Stadium di Dublino.

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13 commenti
  1. Luana Devon
    Luana Devon dice:

    Io vivo in Inghilterra e la situazione e’ praticamente la stessa. “Thank you” e “sorry” sono sicuramente le parole piu’ usate in assoluto. Lavoro in una caffetteria e non hai idea di quante volte i clienti dicano “Thanks” “Thank you” “Thank you so much” solo nella frazione di tempo in cui appoggio la tazza di caffe’ sul tavolo. 😀

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  2. Maria Rita Scorcioni
    Maria Rita Scorcioni dice:

    Come siamo diversi qui!
    Forse abbiamo “più beni” (forse), ma l’ “umanità” degli Irlandesi, quella ci manca, la definiamo “provincialita’”…. mi sa che stiamo perdendo il bello dello stare al mondo!

    Rispondi
  3. Fabrizio
    Fabrizio dice:

    Grazie, mi hai fatto rivivere le stesse esperienze e sensazioni che ho vissuto personalmente 25 anni fa. Grazie un abbraccio

    Rispondi

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