Sogno rivelatore al Fake Market di Shanghai

“人生就像骑脚踏车,要维持平衡,就得一直往前进。”

“Life is like riding a bicycle; in order to keep your balance, you must keep moving.”shangai metro

E’ un tardo pomeriggio d’estate e mi sto dirigendo al Fake Market vicino alla fermata Science and Technology Museum per un po’ di shopping consolatorio a poco prezzo. Scendo dalla linea 2, una delle principali dell’intricatissima rete metropolitana che si snoda nella Shanghai sotterranea. Quaggiù non sembra neanche più la stessa città, è più affollata di quella a cielo aperto, frenetica e letargica allo stesso tempo. Senza emergere dalla fermata si raggiunge il mercato, fatto di lunghi corridoi e innumerevoli negozietti tutti uguali, dove si possono trovare articoli di vario genere ma in particolare merce contraffatta, una vera “specialità” cinese. Mi infilo nel primo corridoio a sinistra, già arresa all’inevitabile rischio di perdermi di lì a poco.

bambina cineseMentre girovago in cerca non so neanche io di cosa, vengo colpita dal sorriso sdentato di una bimba cinese sui cinque o sei anni, che gioca solitaria in un angolo del mercato.


Lei mi guarda incuriosita piegando un po’ la testa, poi la curiosità per la straniera lascia il posto ad uno sguardo di sfida, che sembra dire «Prova a prendermi». Mi sorride ancora e inizia a correre. D’istinto la seguo, come Alice segue il Bianconiglio nella sua tana. Appena girato l’angolo, la vedo buttarsi tra le braccia del suo papà, un commerciante cinese di tè e teiere nel mercato. Chissà quanti sacrifici per arrivare ad aprire la sua attività li, nel centralissimo Fake Market della sfavillante Shanghai.

Inizio ad esaminare la merce esposta e lui attacca bottone offrendomi una tazza di tè verde, probabilmente per convincermi a comprarne un po’. Iniziamo a chiacchierare, io con il mio cinese traballante e lui sorpreso della mia proprietà di linguaggio (non che io sia Mo Yan, anzi, è semplicemente la normale reazione che tutti i cinesi hanno quando riescono a scambiare due parole con uno straniero nella loro lingua madre).

Gli faccio i complimenti per la sua attività e per la sua splendida bimba, lui sorride e mi ringrazia calorosamente infinite volte.shangai tazze fake market Chiacchieriamo per un tempo indefinito della sua e della mia vita, di come entrambi siamo finiti a Shanghai, lui da un villaggio sperduto nel Zhejiang e io da una piccola cittadina di provincia in Italia. Mi dice che si ricorda di quando da giovane sognava di vivere nella metropoli, pieno di paure ma anche e soprattutto di sogni, tutti puri e umili come una manciata di mǐfàn. La nostra conversazione procede piacevolissima, mi sorprendo quasi di quanto riusciamo a capirci, ma non dal punto di vista linguistico, piuttosto da quello umano.

Si è quasi fatta ora di cena, io ed il mio interlocutore veniamo interrotti dall’arrivo di sua moglie, che mi sorride timidamente e allunga alla bambina una ciotola di zuppa di noodles fumante. Il marito si alza, si scrolla di dosso la stanchezza della giornata e mi sorride nuovamente. Allora mi alzo anche io, un po’ perché si è fatto tardi e il mercato sta per chiudere e un po’ perché preferisco lasciarli cenare in pace. Mentre faccio per congedarmi, il mio gentilissimo nuovo amico mi chiede dove abito. Anche lui sta per tornare a casa, dopo che con la moglie avrà sbrigato le ultime faccende. «Abito nel distretto di Yang Pu» gli dico. «E’ una bella zona, molto tranquilla!» dice guardando l’ora, «Dai, ti accompagno a predere la metro.» Lo ringrazio di cuore, avrei potuto perdermi di nuovo e camminare in tondo per una buona mezz’ora prima di ritrovare l’entrata della stazione. Così ci avviamo insieme per i corridoi tutti uguali di cui lui mi è Cicerone e dopo un attimo inizio a intravedere i tornelli d’ingresso. Mi fermo per salutarlo e lui con il suo fare affabile mi dice:

«Hai già fatto tanta strada per arrivare qui e molta ancora ne farai. Ricorda queste parole: la vita è come andare in bicicletta, per mantenere l’equilibrio devi continuare a muoverti»

Il mio sogno si è concluso così, una mattina di due anni fa. Da quel giorno ho cambiato molte volte idea, ho disfatto e ricostruito tanti progetti, ho abitato in diverse città e visto un po’ di mondo. Ciò nonostante, oggi fuori dalla mia finestra c’è Shanghai, immensa, caotica e meravigliosamente unica. Sono capitata in quel Fake Market proprio questa mattina e ho non ho potuto fare a meno di sorridere tra me e me ripensando al commerciante di tè, alle coincidenze e ai sogni.

shangai fake market 2


  1. Mo Yan è uno scrittore e saggista cinese. Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 2012, è considerato uno dei più importanti scrittori cinesi contemporanei.
  2. Il mǐfàn è il riso cotto al vapore e scondito, principale piatto di accompagnamento nei pasti cinesi.
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