Se siete donne emigrate all’estero nelle vicinanze di Coachella andateci,

ma se siete Donne emigrate all’estero in Europa…venite a Paléo, Nyon, Ginevra

C’è una categoria fatta di donne, uomini, bambini, nonni, zii, famiglie intere. Carrozzine, future mamme col pancione, gente con le stampelle…sono loro: gli irreducibili appassionati di Paléo.

Il Paléo è un grande festival di musica contemporanea che raggruppa diversi stili dalla pop, al rap, passando per la musica sperimentale.

Ci sono stata ieri, domenica 23 luglio, e ho pensato a voi! Un piccolo reportage per farvi assaporare l’atmosfera di questo incredibile Festival che non ha niente da invidiare a Coachella.

Un po’ di storia…

Il Paléo nasce circa quaranta anni fa, la prima edizione ufficiale fu nel 1976, ma come raccontato dal suo papà e fondatore, Daniel Rosselat (che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo durante una lezione di event management, che poi se lo insegna lui come si fanno gli eventi, c’è solo da imparare), Paléo esisteva anche prima, aveva solo un formato più piccolo, più informale…era una cosuccia da niente tra amici insomma! Quella cosuccia da niente si è oggi trasformata in uno dei più grandi festival di musica all’aperto di tutta Europa, con i suoi: 230.000 spettatori, 230 concerti in 6 giorni, 200 stands e 8.000 volontari di tutte le età, sesso, origine e religione che si occupano di tutto e di più e grazie ai quali il Festival sopravvive.

Un po’ di storia personale…io & Paléo

Da ragazza ventenne di concerti ne ho fatti pochini, per non dire pochissimi o quasi nulla. Non so perché. Sono forse mancate le occasioni o semplicemente non avevo voglia di farmi spintonare per delle ore a destra e a sinistra. Se a questo aggiungiamo la mia ansia da folla e la mia scarsa sopportazione per la gente che ti si incolla addosso, otteniamo come risultato la spiegazione della mia mancata storia da assidua frequentatrice di concerti. Appena arrivi in Svizzera, tutti parlano di questo Festival, come l’appuntamento immancabile dell’estate, impossibile avere i biglietti. Tutto è sold out lo stesso giorno dell’apertura della biglietteria. Non mi sono mai piaciute queste cose dove tutti vanno perché fa chic…ma due anni fa il programma del Festival prevedeva Sting…non potevo perderlo e quello fu per me il primo appuntamento col Paléo.

Da quel concerto di Sting sono ormai passate ben due edizioni di Paléo alle quali non sono mancata.

La prima volta, quella di Sting, arrivai giusto giusto per il concerto, e scappai subito dopo. L’anno scorso vidi due concerti, quest’anno: ne ho visti 5 !

Il Paléo é un concerto organizzato dagli Svizzeri

Quindi tutto è organizzato alla perfezione: ci sono i trasporti che funzionano benissimo fino a fine concerti, i bagni puliti, poca sporcizia per terra, nessuno che spintona (ripeto c’erano donne incinta e carrozzine), l’atmosfera è bonaria e rilassata. Quindi per chi come me ha rinunciato ai concerti per la paura di rimanere schiacciata, no problem…Paléo is the solution ! (vi giuro non é una marchetta per entrare gratis!)

Il Paléo é per tutti !

Come ho già detto poc’anzi il Paléo è di tutti e per tutti. Distribuiscono caschi ai bimbi per proteggerli dai suoni troppo forti e anche le persone a mobilità ridotta hanno facile accesso ai diversi concerti. Il Paléo nasce come una specie di Festival a conduzione familiare. Anche se qualcuno direbbe che si è oggi trasformato in un evento mondano a tutti gli effetti, basta guardare le pagine Instagram dedicate e vedere i diversi buzz : i look fatti apposta per farsi fotografare, il cibo, …

Io ho due amici che sono da tempo volontari per il Paléo, prendono proprio le ferie apposta al lavoro per poterlo fare. Uno di loro due, addetto alla sicurezza nei parcheggi, mi ha raccontato di aver visto un tipo in muta da sub nuotare per tutto il fiume per poter raggiungere l’ingresso naturale e gratuito al Festival!

Paléo è anche un enorme villaggio che propone diversi stand di cibo, bevande e merchandising di diverso tipo. Molta gente va al Paléo proprio per quello… figuratevi che ieri abbiamo anche trovato il chioschetto della cucina delle Antille.

Il mio Paléo 2017!

Eccomi qui felice e beata all’ingresso! Giusto in tempo per il concerto di Imay.

Wowww con la mia migliore amica Sophie, e chi ci ferma a noi 30enni, gli facciamo un baffo ai ragazzini.

L’ho trovata BELLISSIMA Imay la sua voce un brivido. Poterla ascoltare è stato davvero un dono. Il video non rende per niente…

Eravamo un po’ lontane dal palco ma il suo messaggio ci è arrivato lo stesso: non lasciate spazio alla paura, piuttosto investite nella speranza e siate dei supereroi come Nelson Mandela e Ghandi!

E dopo una grande donna come Imay, ne segue subito un’altra: Calypso Rose !

É lei l’intramontabile icona di Trinidad and Tobago. Piccola, piccola, ma una voce potente e un’energia da pazzi. Ha fatto ballare tutti, proprio tutti, pure i cow boys:

BOOMERANG CALYPSO

Sentite qui:

Balli a parte…anche il suo di messaggio non era male: uomini siete stati nel ventre di una donna per nove mesi…non azzardatevi a toccarle, nemmeno con un dito!

Il mio look per il Paléo

Zainetto, bicchiere in tasca e scarpa che ha fatto la guerra con pantalone strappato tutto incluso.

Foto look dei vicini

I nostri vicini non erano da meno

Dopo Calypso, è stata la volta di due artisti che non conoscevo: Bachar Mar-Khalifé e Keny Arkana.

Bachar fa un tipo di musica a metà tra la moderna e sperimentale elettronica e la più tradizionale musica orientale:

Keny é una vera ragazza del Bronx marsigliese, rap a gogo:

Perché Paléo serve anche a farti una cultura musicale.

E dopo quattro concerti direi che ci siamo proprio meritate una bella pausa a base di cupcakes!

Ah, il cupcake con la pipetta era al mojito, una vera delizia.

Il tutto coronato dagli stupendi fuochi d’artificio, visto che era l’ultimo giorno di Festival.

E dopo i fuochi, quel fuoco vivente di Manu Chao: in assoluto uno dei migliori concerti che io abbia mai visto. Non si è fermato un attimo: saltava ovunque cantando i suoi brani più conosciuti. Pura vita! Due ore di musica, un viaggio stupendo. Ci ha portati a spasso tra i suoi sogni, le sue paure, le sue lotte.

Il tempo è volato con te e quel concerto lo abbiamo proprio fatto insieme.

Spero che l’avventura vi sia piaciuta, io ci torno anche l’anno prossimo e voi? Ci sono Festivals cosi dalle vostre parti?

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