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Leggere libri che profumano d’Italia… per ricordarci la nostra storia e la nostra identità e renderci ancora più ricettivi alla cultura della differenza.


“Alle spalle della luna” è un romanzo di Maria Rita Parsi, celebre psicoterapeuta, edito da Mondadori nel 2009.

Questa è una storia di ombre.

L’ombra di un papà soldato che, nottetempo, dando le spalle alla madre luna, stringe al petto la sua bimba.

L’ombra dei rami di un albero che, sopraggiunto il crepuscolo, sembrano strappare una fanciulla alla dolcezza della mamma.

L’ombra di un sotterraneo scavato per offrire rifugio segreto ai ricercati dai tedeschi, durante il secondo conflitto bellico.

L’ombra dei peccati da espiare nella processione in onore della Madonna venerata nel paese.

L’ombra del tradimento che inghiotte la luce di una famiglia perfetta.

L’ombra di spiriti di morti o mai nati che suggeriscono ad una bambina profezie e denudano verità.

Oscurità amiche, perché l’ombra lasci spazio al sole e alla luna e si proietti dietro corpi e anime, come memoria di un passato crudele.

Maria Rita Parsi affronta con uno stile magnetico un romanzo di formazione dai profili inquietanti, come una fiaba non edulcorata, di quelle antiche, che le nonne raccontavano stringendo bambini e paure intorno al fuoco.

Storie di fattucchiere, di malefici, di bambole stregate e trafisse di spilli, di presagi di morte, di bambine con le scarpe rosse che devono mozzarsi i piedini, di capelli d’oro del diavolo e di orchi cannibali.

Filastrocche da brividi, perché i mostri fossero uccisi nel mito reiterato.

Bambolino bambolino

Ogni buco è un pensierino.

Se io penso una bugia

è la testa che va via

e gli infilavo uno spillo nella testa.

Se io sono un po’ pignola

me la prendo con la gola

e spingevo lo spillo al centro della gola.

Se mi manca un po’ d’amore

ho una spina in mezzo al cuore

e qui infilavo uno spillo nel petto.

E se ho perso la speranza

ho un dolore nella pancia

lo spillo lo infilavo nella pancia.

Se poi sento gran paura

mi preparo per la fuga

E mettevo due spilli nelle gambe del bambolino”.

Custodia è una bambina il cui nome rivela, al lettore attento, il ruolo che le spetta nella vita, ossia quello di serbare segreti, prendendosi cura di vivi e morti. Essendo la prediletta del padre, lo accompagna, ignara, presso l’abitazione della di lui amante, Crocefissa, anch’esso appellativo che trova senso nella narrazione, restando a giocare con alcune bambole mentre i due innamorati si chiudono nella camera da letto.

Dopo la morte del genitore, in circostanze avvolte di ombra, la piccina viene condotta in collegio, dove, per protesta, inizia lo sciopero della fame e della sete.

A seguito di un prevedibile crollo fisico, Custodia inizia a vedere creature che denominerà la Compagnia dei Signori delle Ombre, che parlano attraverso di lei come fosse un oracolo figlio di mito e fede.

Ma chi sono davvero tali Ombre?

Fantasie infantili, esiti di una “santa anoressia”, deliri di una mente provata o creature reali visibili ai prescelti?

Qual è il destino di Custodia, bocciolo di rosa scarlatta che lotta per fiorire?

Solo leggendo “Alle spalle della luna” avrete il piacere luminoso della scoperta.

Emma Fenu


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