carnevale
Qui in Vancouver non esiste un equivalente di questa nostra festa tradizionale e non è facile spiegarne lo spirito a chi non ne ha mai sentito parlare.

Complice il fatto che la religione cattolica è una risicata minoranza e che la comunità italiana non è tanto numerosa da portare le sue feste fuori dal proprio contesto, il Carnevale resta per i più un misconosciuto evento.

Quando inizio a spiegare ad amici e studenti cosa significhi per gli italiani il Carnevale la prima cosa che mi dicono è “like a Carnival?”….emmm no, la traduzione Carnival è sbagliata perché sostanzialmente si riferisce ad una fiera all’aperto. Attacco quindi con la spiegazione delle maschere “hooo like Halloween!”…emm no, quello non c’entra proprio nulla a parte una affinità con il travestimento che comunque ha scopi e significati diversi. Quando poi inizio a raccontare delle diverse forme di festeggiamenti in tutta Italia, dei dolci e delle tradizioni di Viareggio, Venezia o Ivrea, vedo andare i miei cari canadesi totalmente in confusione.

La cosa un po’ triste è che anche molti italiani di seconda generazione non hanno in realtà idea di cosa sia il Carnevale, lo associano più che altro ad un certo tipo di cibo preparato in casa per quell’occasione.

Il Carnevale, in sostanza, è una manciata di giorni di follia e sospensione delle regole prima dei quaranta giorni di penitenza, un evento che affonda le radici nella tradizione cristiana ma anche politica del nostro paese (ci si mascherava per garantirsi un anonimato che permetteva di contestare il potere).

A Roma c’era, non so se ci sia ancora, un bellissimo e piccolo museo dedicato alla storia del carnevale nella mia città che racconta tradizioni, usi e pratiche di un periodo fondamentale nella vita del popolo.

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Come molte altre tradizioni, che non possono essere assimilate o tradotte nel paese di accoglienza, questa sembra sopravvivere a stento tra i giovani della nostra comunità. Per fortuna ci pensa la Scuola del Centro Culturale Italiano di Vancouver a tener vivo e raccontare il Carnevale italiano ai nostri bambini, agli adulti italo-canadesi e a tutti quanti abbiano voglia di saperne di più. Ogni anno la Scuola del Centro organizza una festa gratuita nella sala più grande, i bimbi si mascherano e per mano ai loro genitori vengono ad assistere ad uno spettacolo (breve e comprensibile per tutti) che spiega in modo divertente caratteristiche e provenienza delle maschere della Commedia dell’Arte, si organizzano giochi a tema e si mangiano i dolci tipici della nostra tradizione: frittelle, chiacchiere, frappe o bugie che dir si voglia.

Chiaramente non tutti gli avventori apprezzano e capiscono pienamente il senso della festa: vedo qualche sguardo scettico che considera questo evento come un caos folcloristico e nulla di più, ma vedo anche molti imparare, interessarsi, vedo i bambini godere dei festeggiamenti, sporcarsi la faccia di zucchero, tirarsi i coriandoli e fare tesoro di questa esperienza.

Non dirò mai abbastanza quanto è importante conservare la nostra tradizione culturale, non dimenticare chi siamo e da dove veniamo. Questa coscienza è l’unica bussola che ci orienta nel cammino verso il futuro, soprattutto quando siamo lontani da casa.

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