paolaE fu così che una domenica di ottobre ho scoperto la stanchezza.

Sono sempre stata una persona molto attiva e con un’energia prorompente.

Quando nel lontano 2008, Federico, mio marito, mi ha conosciuta, mi ha chiamata Uragano Paola.

E in effetti era cosi. Fino ad oggi.

Mai ferma.

Arrivata negli States, a giugno 2015, benché non parlassi inglese,  mi sono subito data da fare su più fronti.

Volontaria in biblioteca e poi insegnante di italiano, commessa part-time, collaborazioni per associazioni culturali e ovviamente cuoca  mantentendo alta la tradizione di donna italiana di casa. Sì, perché in America il pane e i biscotti non si comprano, si preparano in casa la domenica.

Nel Minnesota la mia energia è esplosa in modo esponenziale. Senza il supporto della mia mamma, mi sono ritrovata ad organizzare la vita quotidiana alla perfezione, “schedule” impeccabile.

Una macchina sola con mio marito, orari che devono combaciare, cene e pranzi pronti in anticipo, il tutto accompagnato da una intensa dose di  romanticismo e di ironia!!!

Sempre avanti, dalle 6 am  alle 11 pm, 7 giorni su 7!

Ma ad inizio ottobre qualcosa cambia.

Un pomeriggio mi stavo dedicando alla preparazione di una cena per amici: pasta fatta in casa a mano, focaccina e la classica millefoglie.

Ad un certo momento, all’improvviso, mi sono seduta.

Stop. Slow down my dear. Che succede? Sto male? Pressione bassa?

No, sto benissimo, è solo che la creatura che porto in grembo ha cominciato a pretendere la mia attenzione.  Il suo messaggio è chiaro: carissima, adesso il centro del tuo mondo sono io!

Finora sono riuscita a mantenere tutte le mie attività marciando a 100 all’ora e Lui cresceva tranquillo, bravissimo. Nessun problema.

Mai avuta una nausea, un mal di schiena o un giramento di testa.

Ma quel pomeriggio di inizio ottobre, all’improvviso mi ha chiamata a granvoce, e io l’ho ascoltato e mi sono fermata. Distesa sul divano, l’ho cullato con i walzer di Chopin. E Lui ha iniziato a ballare.

Sentirlo muovere dentro di me è stata una delle emozioni più forti e intense della mia vita.

Ho chiamato Federico, e siamo rimasti increduli e attoniti per questo miracolo.

La maternità dura nove mesi, è il tempo giusto non solo per formare Lui, ma anche per formare la nuova me. Più cresce il bambino, più cambio io. Ogni giorno imparo qualcosa di più.

Sto imparando ad accettare la nuova Me che ogni giorno cambia. Non ti riconosci più.

La tua pancia cresce e la tua mente cambia. Non sei più solo tu. Siete  in due. Ogni momento della tua giornata è dedicato a Lui, con Lui condividi ogni scelta.

Ti guardi allo specchio e ti piaci molto e sei orgogliosa di portare avanti la gravidanza qui in Minnesota. Ritrovi dentro di te una forza nuova, ti senti invincibile.

Qualche volta vorresti chiedere un consiglio a tua mamma o alle tue amiche, ma è troppo tardi, in Italia è notte fonda.

Così parli con il tuo Federico e con il tuo bambino, e la risposta arriva da sè.

Aspetti il prossimo appuntamento dalla tua ginecologa e soprattutto rivolgi lo sguardo verso il basso.

Hai l’impressione che il tuo pancino si muova e il tuo piccolo ti dica: non preoccuparti, ci sono qua io.

E in effetti è così.  E’ lui che più di tutti mi aiuta.

E’ questo il mistero profondo che lega una mamma al proprio figlio.

Amore mio, non vedo l’ora di conoscerti.

12 commenti
  1. Annalisa
    Annalisa dice:

    Vedrai quando lo prenderai in braccio!!!! Ogni mattina lo guarderai e ti renderai conto di amarlo più del giorno prima, sarzi completamente conquistata da lui.
    Un abbraccio grande?

    Rispondi
    • Paola - Minneapolis
      Paola - Minneapolis dice:

      Cara Annalisa,
      mancano solo 4 settimane alla data prevista e non faccio che pensare ad altro!!
      Un abbraccio grande anche a te,
      Paola

      Rispondi
  2. ANTONELLA
    ANTONELLA dice:

    cara Paola,
    mi sono commossa, sei sempre stata un vulcano, quando non sei operativa fisicamente lo sei mentalmente, regalandoci queste meravigliose sensazioni, i tuoi racconti toccano il cuore. Ti voglio bene, Brava Paola, sei un’italiana di cui andare fieri.

    Rispondi
    • Paola - Minneapolis
      Paola - Minneapolis dice:

      Cara Antonella,
      sono le tue parole a commuovermi.
      Quello che sto vivendo qui e’ straordinario e nonostante la famiglia sia lontana posso sentire il calore, l’affetto e il supporto dei miei genitori che da VIcenza mi stanno vicini!!
      Un abbraccio forte,
      Paola

      Rispondi
  3. EGLANTINA
    EGLANTINA dice:

    E una stanchezza molto sentita si,fai la vita da emigrata prepari cene sfiziose aiuti le persone collaborando ad insegnare la lingua italiana ovviamente sei ben accettata dalla comunità americana , lavori ,ti organizzi la casa ,machina eccetera .bene poi sei stanca per una giusta causa e bellissima poi specialmente che il nascituro sarà cittadino americano. ( gli italiani sognano l’America ) questa emigrazione che racconti e una favola ,percepisco una grande emozione per tutto ciò che fai bella storia e una grande opportunità per il futuro.( P.s questa emigrazione pero è solo una pagina del vero racconto di vita di una emigrata ) cmq sei grande come tuo padre hai il cuore nobile

    Rispondi
    • Paola - Minneapolis
      Paola - Minneapolis dice:

      Cara Egla,
      ti ringrazio per le gentili parole.
      Sto vivendo un’eperienza meravigliosa, fatta di gioie e di dolori e tutto sta per essere rivoluzionato dall’arrivo del bambino!!
      Un abbarccio forte,
      a presto,
      Paola

      Rispondi
  4. Anna Muscetta
    Anna Muscetta dice:

    Cara,
    Bellissima riflessione. Grazie per averla condivisa.
    Leggi Nascita di una madre di D. Stern
    È un libro di divulgazione pieno di riferimenti scientifici ma scritto in modo poetico.
    Ti potrà servire a capire meglio ed assaporare questi momenti unici.
    Un abbraccio

    Rispondi
    • Paola - Minneapolis
      Paola - Minneapolis dice:

      Cara Anna,
      ti ringrazio per per il suggerimento,
      cerco il libro su Amazon!!
      L’emozione comincia a farsi sentire,
      un abbraccio forte,
      Paola

      Rispondi

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