adozioneMamma, da dove vengono i bambini?”

Ovvero una  storia d’amore travolgente.

“Mamma, da dove vengono I bambini?” Domanda a bruciapelo del mio 4 enne.

“Ecco, ci siamo” penso.  Preoccupata mi preparo a parlarti di api e fiori, cicogne e Gesù che ti ha mandato giù..da noi.. e poi mi fermo un secondo a riflettere e mi dico: “no.. aspetta, ti racconterò una storia d’amore travolgente e meravigliosa: la nostra”.

Tu amore mio piccolo sei nato nel mio cuore, ti abbiamo tenuto stretto lì io, papà e le tue sorelle per un po’, sei cresciuto nei nostri pensieri e nelle nostre conversazioni su come eri e che facevi.

La prima volta che ci siamo incontrati, bambino mio, avevi poco più di un anno e mezzo,  da poco camminavi da solo ed eri ancora incerto e traballante sulle tue gambette cicciotte , ma cercavi di andare veloce e di calciare la palla . Sì, perchè la palla è  la tua passione più grande .

Il nostro primo incontro è stato meravigliosamente strano, imbarazzante. Mi chiedevo:” ma gli piaceremo?” Tanta ansia e trepidazione, desiderio di abbracciarti forte a me , ma anche la consapevolezza che non volevo spaventarti. Tu mi guardavi incuriosito e con le tue manine paffute e tenere toccavi le mie.

Abbiamo giocato insieme quel giorno per un po’ e tu, piccolo com’eri, nonostante fossi con persone estranee, eri sereno, risoluto e tenace. Te le ridevi di cuore quando Papà faceva girare la trottola veloce e tu, con il tuo ditino, la toccavi e cadeva giù.

Mi ricordo il suono della tua risata e mi commuovo ancora oggi: che tenerezza. Adesso riguardo le tue foto di allora e quasi non ti riconosco quanto sei cresciuto e cambiato.  Hai fatto passi da gigante  e credo fermamente che il merito sia dell’amore che abbiamo l’uno verso l’altro.

La prima volta  che ti ho visto fu in una piccola foto sfocata dove tu avevi appena 9 mesi e ho sentito come se un brivido freddo attraversasse il mio corpo; eri piccolo con due guance bellissime e paffuttissime, morbide, gli occhi grandi e due ciglia lunghissime che ti davano uno sguardo languido e tenero, così  mi sei entrato nel cuore, proprio dentro lì, e ci sei rimasto.

Da tempo io, tuo padre e le tue sorelle dicevamo che sarebbe stato bello aggiungere un altro membro alla nostra famiglia, volevamo un altro figlio e sognavamo di poterlo adottare, dare una chance a un bambino che era nato meno fortunato, dire grazie alla buona sorte che ci aveva mandato già due figlie sane e brave.

Ma sei stato tu che ci hai fatto fortunati, fortunati di avere te ogni giorno, con il tuo carattere dolce e scherzoso, con la tua risata limpida e gioiosa, le tue domande intelligenti e la tua sensibilità e i tuoi mille baci.

Così  abbiamo iniziato il nostro percorso burocratico per adottarti qui in UK,  del resto tu sei nato qui e sei Cittadino inglese.

Abbiamo cominciato con un meeting informale con le assistenti sociali, che poi abbiamo incontrato regolarmente  per 6 volte.  Anche le tue sorelle hanno incontrato l’assistente sociale e chiacchierato con loro .

Il processo burocratico è stato difficile a volte, coinvolgente ed esasperante, laddove la burocrazia è lenta e trovi i soliti narrow minded  che  seguono le regole fino allo sfinimento e davanti un  ostacolo  si fermano a mani alzate. Ma nonostante i set back,  i ritardi  e gli ostacoli ce l’abbiamo fatta.

Non sempre è stato facile condividere i nostri pensieri più intimi in un interrogatorio pressante delle assistenti sociali, ma anche loro hanno  ragione, devono conoscerti bene e testarti, prima di darti la cosa  al mondo che è più preziosa di ogni altra cosa: un figlio.

Abbiamo, infatti, superato i momenti di scoraggiamento con tuo padre riguardando la tua foto e immaginandoti con noi. Nel nostro cuore cresceva l’amore per te, la tenerezza e l’impazienza di averti.

In quella piccolo foto  indossavi una camicia a righe marroni e avevi tanti riccioli.  La  conservo ancora gelosamente, mi ricorda delle ansie, dei timori, ma anche delle gioie ai traguardi raggiunti per averti con noi , quella foto che avevamo trovato su un opuscolo delle adozione del nostro borough un giorno ci ha dato te.

E così i mesi sono passati tra varie approvazioni ufficiali per diventare i tuoi genitori. Finalmente seduti, io e tuo padre di fronte ad una commissione di esperti, abbiamo dovuto presentarci e parlare del  perché ti volevamo , perché tu…e nessun altro.

Mi ricordo io dissi perché “è stato amore a prima vista…” e così è ancora e sopratutto oggi.

La  strada fatta insieme da quel giorno di quasi 3 anni fa  non  è stata  facile, ma  insieme ne abbiamo passate tante.

Pianti, lacrime, capricci, ansie e bonding ci hanno fortificato, ci hanno fatto conoscere meglio e amarci l’un l’altro ancora di più.  Oggi sei mio, tutto mio, figlio Mio, non sei venuto dalla mia pancia come le tue sorelle ma ti ho tenuto in un posto speciale: nel cuore.

Perchè vedi, amore mio, i bambini possono crescere o dalla pancia della mamma o nel suo cuore, ma non importa realmente, l’importante è amare. Quello che mi auguro per il tuo futuro è che tu senta questo nostro amore e cresca felice e sereno, consapevole delle tue origini ma sicuro di avere una famiglia alle spalle che ti supporterà sempre.

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