E se vado a studiare all’estero? Come accedere a scuole o corsi oltreconfine

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Scrivendo questo articolo, mi torna in mente l’estate dei miei 17 anni, quando capii che da grande volevo diventare traduttrice e mi misi davanti al mio ingombrante computer a cercare informazioni sull’Università da frequentare.

Tra le varie facoltà, trovai Ca’ Foscari. Perfetto, pensai. Sede di Treviso, numero chiuso, non troppo lontana da casa, offrivano una borsa di studio: avrei potuto mantenermi senza gravare sui miei.

A settembre tornai a scuola e passai l’anno in attesa di concluderlo. L’estate segnò l’inizio della mia indipendenza: andai a fare la “stagione” al mare con due amiche. Mi preparai al test d’ingresso e fui una dei fortunati 35 su 300 candidati a passare.

Iniziò così l’avventura: nuova casa, nuova città, nuova vita.

Dopo 3 anni mi laureai, ma, stanca di studiare solo traduzione e interpretariato, scelsi come Laurea Magistrale un Master’s Degree in Anglo-American Literature valido in vari paesi.

Offrivano la possibilità di studiare all’estero per uno o due semestri. Un solo posto disponibile per andare negli Stati Uniti, a New York. Inviai il CV accademico e incrociai le dita. L’unico paese per il semestre all’estero che decisi di indicare fu USA. Fu un’emozione grande quando mi comunicarono che sarei partita oltreoceano. Che esperienza indimenticabile!

Oggi per fortuna è ancora più facile accedere a un corso o a una scuola all’estero.

Ed è proprio di questo che voglio parlare. Se stai frequentando un liceo, un istituto tecnico o professionale e vuoi provare un’esperienza di studio all’estero di qualche mese o addirittura di un anno intero, prendi nota di quello che sto per dirti.

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Per prima cosa cerchiamo di capire cosa si intende per mobilità studentesca internazionale individuale, le cui Linee di indirizzo sono state dettagliate nella Nota Prot. 843 del 10 aprile 2013 dal MIUR.  

Qui si parla non solo di esperienze di studio o formazione all’estero degli alunni italiani, ma anche di brevi soggiorni di studio in Italia da parte di studenti stranieri.

Ogni Istituto inserisce nel proprio Piano dell’Offerta Formativa (POF) la possibilità di fare periodi di studio all’estero, regolamentando le procedure, valorizzando tali scambi e individuando le figure dedicate (tutor). Potenzialmente, chiunque può fare domanda per attivare un periodo di studio all’estero.

Molto spesso vengono concesse borse di studio per agevolare, anche da un punto di vista economico, la mobilità internazionale degli studenti meritevoli. Servono poi altri requisiti come la capacità di adattarsi velocemente a contesti diversi, un buon rendimento scolastico e una competenza linguistica almeno di livello B2 per poter seguire più facilmente le lezioni nella scuola estera.

Appreso che il tuo Istituto scolastico ti permette di trascorrere un periodo di studio all’estero, resta da decidere dove andare.

Le destinazioni disponibili sono tante. Puoi scegliere un paese europeo a seconda della lingua e delle materie che intendi approfondire, il Nord America (Canada o Stati Uniti) se vuoi conciliare studio e sport o, ancora, Nuova Zelanda o Australia se vuoi partire nel periodo estivo riducendo i mesi di assenza nella scuola italiana.

Se il tuo Istituto ha già degli accordi di scambio con altre Scuole straniere, l’organizzazione si semplifica molto; altrimenti puoi appoggiarti ad agenzie o enti come Intercultura, Wep, STS e You abroad che da anni gestiscono e organizzano soggiorni scolastici.

Se invece sei già studente universitario avrai sentito parlare del programma Erasmus+ (European Region Action Scheme for the Mobility of University Students) che proprio l’anno scorso ha festeggiato 30 anni.

Tra le principali motivazioni, sia di carattere professionale che personale, che spingono un giovane a fare domanda per il progetto Erasmus ci sono: l’apprendimento di una lingua straniera, il potenziamento del proprio curriculum, la voglia di vivere fuori casa e di condividere un’esperienza importante di vita assieme ad altri coetanei provenienti da tutto il mondo.

In quanto cittadino dell’UE, hai diritto di frequentare l’Università in uno qualsiasi dei paesi dell’Unione Europea alle stesse condizioni degli studenti del luogo.

Il programma coinvolge circa il 90% delle università europee in 31 paesi (circa 4.000 atenei in Europa), con iniziative di mobilità studentesca e didattica, progetti multilaterali di cooperazione tra università, imprese e organismi pubblici. Il periodo di studio all’estero varia dai 3 ai 12 mesi e devi essere iscritto almeno al secondo anno di università.

Esiste anche il programma Erasmus Mundus, che permette di seguire un percorso formativo di elevata qualità, con mobilità obbligatoria in altri paesi Ue o extra Ue, e di conseguire un titolo di studio di grande valore sul mercato del lavoro europeo e internazionale.

Infine, ti segnalo Fulbright Italia/USA, programma di scambio culturale e accademico per percorsi di studio attraverso master, phd e tirocini presso le aziende statunitensi.

Queste sono solo alcune delle possibilità oggi disponibili per chi vuole svolgere un periodo formativo all’estero, incontrare coetanei da tutto il mondo e conoscere culture e abitudini diverse.

Dal canto mio, ho respirato aria di multiculturalità da sempre, avendo una mamma polacca. I viaggi in auto per raggiungere i nonni significavano attraversare mezza Europa. L’altra mezza l’ho visitata con gli scambi culturali e i viaggi personali e di lavoro.

Non è mai troppo tardi per intraprendere un’esperienza di studio all’estero, vedi l’esempio di Miguel Castillo, notaio spagnolo che alla veneranda età di 80 anni ha scelto Verona per il suo Erasmus+. 

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