valentina

35 anni, qualcuno dei quali sprecato vivendo una vita preconfezionata: un posto fisso, un’ auto, una casa, relazioni che finiscono sempre nello stesso modo. Poche situazioni che realmente suscitano emozioni travolgenti.

Sono inquieta e il mio desiderio di cambiamenti mi spinge a lasciare un posto di lavoro sicuro per un progetto di crescita professionale. Non funziona. Non è il mio ambiente, scopro con il tempo che neanche è il lavoro che voglio fare.

Mi ritrovo senza lavoro e per la prima volta assaporo l’emozione della libertà.

Decido di lasciare l’Italia per andare a Londra con la scusa di una vacanza-studio e full-immersion in inglese.

Ci resto un mese. Capisco che Londra non è la mia città, per il tempo, il ritmo frenetico.

Quando torno in Italia so di non volerci restare, in meno di un mese sono pronta a partire di nuovo, questa volta la destinazione è la città dei miei sogni: Barcellona.

Il 17 febbraio 2013 inizia la mia avventura catalana, la scusa è studiare spagnolo, perché devo trovare una giustificazione a me e agli altri. Dovevo restarci 3 mesi…sono passati 3 anni.

Barcellona è stata il mio amore a prima vista, l’unica città nella quale sono sempre tornata. Adesso è casa.

Nonostante la crisi spagnola, ci impiego poco a trovare un lavoro, purtroppo è lo stesso che mi ero ripromessa di non fare quando mi ero trasferita a Barcellona. Odio i numeri eppure ho sempre fatto la contabile, perché i numeri sono una certezza (2+2 farà sempre 4)…forse l’unica ragione che mi aveva portato a loro.

Barcellona è una fonte di energia. Lontano dal mondo in cui ero cresciuta, dalle comodità e dalle aspettative che gli altri avevano su di me, ho cominciato a sentirmi IO. Mi sono tolta finalmente la “maschera dell’apparenza” che una città come Milano spesso ti costringe a indossare.

Ricomincio da zero, ho imparato a volermi bene e amare come vorrei essere amata. Sono cambiata, cresciuta ma ancora qualcosa non va…finisco nello stesso loop seppur qualitativamente la mia vita sia notevolmente migliorata.

Il problema è il lavoro, l’energia e il tempo che mi ruba. Cresceva il mio stipendio ma appassiva la mia persona. A febbraio mi licenzio, nonostante la decisione l’avessi presa da tempo. Molti non capiscono, mi considerano una pazza altri una sorta di eroina. A me sembra solo istinto di sopravvivenza. Lascio un posto di lavoro ben pagato, non ho nessuna giustificazione, voglio solo vivere un sogno: viaggiare, la mia vera passione.

Il 4 aprile è il giorno della mia rinascita. Seduta sull’aereo non posso trattenere le lacrime, l’emozione è indescrivibile, ripensandoci sento gli occhi inumidirsi. E’ questa un’emozione travolgente.

Viaggio senza limiti di tempo. La mia scelta è il Sud America, per una questione di idioma, per la vicinanza culturale e perché il sud in generale ha un fortissimo richiamo su di me. Io del nord (monzese per adozione), ho sempre avuto relazioni con ragazzi dalle origini meridionali, mi trasferisco alla stessa latitudine di Napoli, scelgo il sud America e tra i miei progetti c’è un viaggio nel sud Italia a me sconosciuto, nel sud-est asiatico e in Sud Africa. Non so dove mi porterà la vita, conosce la strada e mi affido a lei…sempre rotolando verso sud.

https://rotolandoversosudtravelblog.wordpress.com/

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