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VIVERE A SUMMERVILLE 

Sono Michela e ho cambiato vita.

Quante volte avrete letto questa frase? Un migliaio, e anche io l’ho fatto. Ma non avevo mai realizzato la veridicità di queste parole fin quando non ho toccato il suolo americano.
Perché sì, posso dire con grande realtà che ho cambiato totalmente strada.
Un anno di trasferimento dopo e 8 mesi in cui ho applicato per la Green Card, con il mio lip balm appena messo a mo’ di Carrie Bradshaw dei poveri, sono qui a raccontarvi un anno di prime impressioni.
Mi sono trasferita dalla colorata Napoli piena di storia e amore ad una cittadina americana di nome Summerville, situata vicino Charleston, in South Carolina.

A differenza di molti che sono scappati per studiare o per avere una prospettiva di vita migliore, io non sono fuggita; mi sono semplicemente trasferita per amore.

Quindi, a distanza di un anno, non rimpiango assolutamente la mia scelta, ma all’inizio non si può dire che sia stato semplice adattarmi alla vita qui così fortemente diversa dalla mia precedente, in tutto e per tutto. E non nego che tuttora sono ancora in fase.
Il mio motto è “Prendi il meglio dei due mondi e cerca per ogni punto negativo un lato positivo”.
Ecco: per ogni aspetto di vita quotidiana a cui ci si dovrà abituare, risponderò con un lato positivo.

Lingua

Comincio dalla lingua: sono partita conoscendo un americano base un po’ più avanzato, avendo amici americani con cui parlo di frequente.

Credevo di non aver problemi: mai pensiero fu più sbagliato!

Ho avuto varie difficoltà. Non ti puoi trasferire in un posto senza davvero sapere la lingua.

E non mi riferisco alle frasi base con cui conversiamo all’estero ma ad una dialettica più approfondita. Quando ci si trasferisce, bisogna curare aspetti come casa, lavoro, banca, avvocato dell’immigrazione e, nel mio caso, anche rapporti sociali, perché in un posto in cui non conosci nessuno, totalmente nuovo e, per giunta, dall’altra parte del mondo, ci si può sentire soli. E questo lo si sperimenta solo sulla propria pelle.

Lato positivo: le difficoltà iniziali mi hanno spinta ad iscrivermi a corsi certificati, migliorando il mio lessico e la pronuncia, e facendo anche nascere nuove amicizie.

Cibo e rispettivi orari

Il cibo qui è pesante, ma realmente pesante. Un anno fa dopo due cucchiai mi saziavo ed io, che sono abituata a fare anche spuntini pomeridiani, per mesi non ne ho visto uno. Pasta, carne, piatti americani in generale possono risultare molto difficili da digerire, comprese le ricette italiane. Per quanto si voglia cucinare italiano, le marche nostrane che hanno stabilimenti di produzione americani non aiuteranno un granché.

La situazione peggiora quando ti devi adattare agli orari americani, soprattutto quando sei ospite. Pranzo alle 11, cena alle 16 o alle 18. Per me che vengo da Napoli, dove pranzo alle 14 e ceno alle 21, è stato un vero trauma. Trauma che va crescendo quando vedo pizzerie e ristoranti che, almeno qui, chiudono entro le 21:30.

Lato positivo: ho cominciato a mangiare prima, a praticare Yoga e ad andare a correre per mantenermi informa.

Acqua

Sapete quando in una serie tv vedete gli attori prendere l’acqua dal frigo in bottiglia? Mi avevano chiesto se lo facessero per moda. No. E’ una necessità.
L’acqua è piena di cloro che, non solo la rende imbevibile, ma secca terribilmente i capelli e la pelle.
E comprare l’acqua, qui, costa addirittura di più rispetto ad una bevanda gassata. Vedere per credere!

Lato positivo: per ora abbiamo messo un depuratore in cucina. Ho cominciato a curare di più la mia pelle e i miei capelli con prodotti Bio.

Aria condizionata

L’aria condizionata? L’aria condizionata! Ovunque!

Non solo è ovunque in ogni tuo spostamento, anche perché qui al Sud c’è molta afa, ma è anche ai massimi livelli. Insomma ti puoi portare un pinguino con te che tanto starà bene.

I primi mesi, facendo spesso dentro e fuori, li ho passati con la febbre e tante medicine; quindi attenzione viaggiatori, anche con quaranta gradi portate sempre una giacca con voi.

Lato positivo: ho comprato un pinguino (non è vero ma mi piaceva dirlo!). Vediamola così: le mie difese immunitarie si sono rafforzate ai cambi climatici troppo repentini.

Lunghe distanze

Sebbene io viva in una cittadina, le lunghe distanze da percorrere sono molte. Napoli potevo girarla a piedi inoltrandomi tra i vari vicoli pieni di colori, profumi, storia, musica e amore.

A Summerville non esistono marciapiedi, giuro, è vero.

Li si trova solo nel piccolo centro, unica parte della cittadina in cui si può camminare.

Non esistono neanche mezzi pubblici.

Non si può percorrere la città a piedi, visto le strade troppo pericolose e le distanze abnormi da ricoprire. Le strade alternano il nulla cosmico a viali pieni di mall, i centri commerciali.

I centri commerciali sono diversi da quello che intendiamo noi; in genere i negozi si susseguono semplicemente uno dietro l’altro in un enorme spazio.

Lato positivo: sto prendendo la patente americana, imparando nuovi termini e leggi stradali. E la benzina qui costa pochissimo rispetto all’Italia.

Inoltre:

Abituatevi all’acqua, al cibo, alle distanze, ma anche alla moquette in ogni stanza, al salutare sempre le persone perché qui è di buon costume, ai dialetti più stretti, a vedere la gente andare in pigiama a fare la spesa. E godetevi ogni tramonto: da quando sono qui ne ho visti di spettacolari.

In conclusione, non direi che l’Italia è simile all’America: non lo è per nulla. E non partite basandovi su luoghi comuni sentiti, conosco troppe persone rimaste deluse dalla realtà, così diversa.

Ogni tanto è dura, ma ogni sfida porta a traguardi meravigliosi.

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8 commenti
  1. Annalisa
    Annalisa dice:

    Bellissimo, solare e pieno di ottimismo. Decisamente il modo mugliore per affrontare un cambiamento così radicale

    Rispondi
    • Michelle Pellino
      Michelle Pellino dice:

      Grazie Annalisa, ho subito pensato che per un cambiamento del genere dovevo averne tanto di ottimismo ❤

      Rispondi
  2. Moro luigi
    Moro luigi dice:

    Incredibile racconto di un’Italiana di Napoli, che si trasferisce negli USA.
    É davvero un ´altro Mondo, é soprattutto la dove sei….
    Bellissima narrazione della tua vita, lì dove sei….
    Mi dispiace vedere che tutte queste differenze, devono essere una pena da vivere tutti i giorni.
    Fortuna che l’amore ti dà la forza di affrontare tutto questo.

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    • Michelle Pellino
      Michelle Pellino dice:

      Non li vedo come una pena ma sicuramente come un gran cambiamento a cui ci si deve abituare.
      Grazie delle belle parole, mi fa piacere che questo mio articolo piaccia.

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  3. Michele
    Michele dice:

    Michela anche io sono di Napoli….coniugato con due figli di 17 e 13 anni e per problemi lavorativi costretto a emigrare all’estero, anche se la mia lei dopo 27 anni tra matrimonio e fidanzamento non mi seguirà e quindi non cambierò solo paese e lavoro ma anche altro…..Un cambiamento a 360 gradi direi. Ho letto il tuo articolo tra tanti e mi ha colpito davvero molto . Intuisco subito, non perché sei mia compaesana, che sei una donna davvero. meravigliosa e il tuo uomo con te ha avuto una gran fortuna . Mi piacerebbe condividere le nostre esperienze da emigranti

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    • Michelle Pellino
      Michelle Pellino dice:

      Cavolo mi dispiace davvero tanto.
      Spero che tu riesca ad affrontare al meglio questo tuo cambiamento. Questo blog aiuta molto a capire la vita di tutti i giorni nei vari paesi.

      Rispondi
  4. SusIndia
    SusIndia dice:

    Forza Napoletani all’estero! Brava Michela, come siamo abituati a fare con l’arte di arrangiarci, noi troviamo sempre il lato positivo in ogni cosa. Al prossimo racconto.
    @ Michele: fatti forza, deve essere dura, ora ti dovrai ingegnare a vivere una vita diversa, ti auguro tante belle sorprese in futuro

    Rispondi

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