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Il 1 Aprile, data storica per me: ho festeggiato i miei primi due anni a Ginevra.

Sono partita subito dopo la mia laurea magistrale in relazioni internazionali.

Senza soldi in tasca, senza mai aver vissuto all’estero o per conto mio (se non un anno e mezzo durante il periodo universitario, quando dal mio piccolo peasello abruzzese a 60 KM da Roma mi sono trasferita nella capitale).

Sono venuta a Ginevra per un tirocinio. Gli anni universitari li avevo totalmente dedicati allo studio e partire così all’avventura senza sapere cosa aspettarsi, per me che sono super ordinata ed ho sempre pianificato tutto, è stato un bel salto nel vuoto.

Pongo che la voglia di partire e viaggiare ha sempre fatto parte di me. Sembrava però non fosse mai il momento giusto per farlo: università, esami, legami affettivi. È sempre una sfida abbandonare il noto per l’ignoto.

Sono approdata a Ginevra a primavera e mi sono innamorata della città. E’ a grandezza d’uomo, mezzi pubblici efficienti, parchi in riva al lago e animata da una straordinaria e vivida varietà culturale, grazie alle innumerevoli organizzazioni internazionali che hanno sede qui e al relativo personale che vi lavora, proveniente da tutto il mondo.

Sono arrivata a Ginevra un sabato pomeriggio, con due valigie cariche e un animo tormentato, alla ricerca di cambiamento. Il viaggio in treno da Roma é stato memorabile ed è impresso nella mia mente come fosse ieri; non tanto per il paesaggio o per l’interminabile attesa, ma per le sensazioni che sperimentavo per la prima volta e che probabilmente non rivivrò’ molto presto, poiché legate a un determinato periodo della mia vita e del mio percorso. Era un misto tra spirito di avventura, incertezza e speranze per il futuro, venate da una leggera malinconia dovuta alla consapevolezza che stavo iniziando una nuova vita: non sapevo quando e se mai sarei tornata dove avevo vissuto per 24 anni. Poteva essere una avventura di breve durata o poteva drasticamente cambiare il corso della mia esistenza.

Devo ammettere che il primo giorno non è stato pero’ uno dei migliori! Indovinate un po’, dopo meno di 24 ore dal mio arrivo a Ginevra, bam: mi rubano il portafoglio! Prima volta in vita mia! Ho perso i documenti – di cui avevo bisogno per il primo giorno di tirocinio – e qualche risparmio. La cosa strana pero’, è che di li’ ad una settimana, il mio portafoglio è stato ritrovato! Abbandonato in una piazza dall’altra parte della città, con ancora i miei documenti all’intero e consegnato alla polizia che mi ha prontamente contattata. Beh, che dire? Di quell’esperienza più che l’aspetto negativo, ricordo l’incredulità e la felicità del colpo di scena finale, che ha rafforzato le mie impressioni positive verso questa bella città.

Dopo due anni, posso dire che ho trovato un mio equilibrio, mi sono stabilita. Non so se è il luogo dove metterò le radici, ma sembra essere un buon inizio.

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