tatuaggi-barcellona

Oggi vi racconto l’incontro di mia moglie Sara  con  il mondo dei tatuaggi in quel di Barcellona.

Questa settimana ho festeggiato 2 anni di lavoro nell’azienda che ha deciso di darmi fiducia a soli due mesi dal mio arrivo a Barcellona. Due anni di grandi sacrifici e, ad essere onesti, anche di qualche soddisfazione, tra crescita e tanto, tanto impegno.

Da quando io e Sara ci siamo trasferite, nonostante gli innumerevoli tentativi e le costanti ricerche, lei ha sempre trovato lavori temporanei per lo più nella ristorazione, settore in cui era solita lavorare in Italia. Orari sfiancanti, nessuna prospettiva per il futuro e salari da fame erano il minimo comun denominatore.
Benché io avessi abbandonato il mio mestiere (idroterapista per animali da compagnia) con grande dolore e malinconia, per mancanza di opportunità in questa nostra città di adozione, ero quella delle due che fin da subito poteva contare su un “sueldo fijo”, uno stipendio fisso. Mettere in dubbio quell’unica certezza non era e non è mai stata un’opzione fino ad ora.

Dibujo S.kinny InkSognavo però di vedere Sara finalmente felice e realizzata dopo troppi mesi di inattività. Abbiamo perciò passato settimane a pensare e ripensare a come utilizzare i suoi punti forti.

1. Ha una voce meravigliosa. Aveva già cantato in Italia, ma trovare opportunità di reddito grazie al canto qui era quantomeno improbabile.

2. Ha una grande passione per l’arte. E qui, di colpo l’illuminazione! Perché non utilizzare le sue doti nel campo e farne un mestiere? Disegnare era sempre stato uno dei suoi passatempi principali e costanti e vederla alle prese con fogli, matite e colori era un’evenienza tutt’altro che rara.

Così, in men che non si dica, abbiamo trovato una scuola che potesse fornirle basi da cui partire e Sara ha fatto i suoi primi passi nel mondo dei tatuatori.

Ecco la scuola per diventare tatuatori  che abbiamo scelto qui a Barcellona: http://eetp.eu/

I mesi passavano e io assistevo a tutti i suoi miglioramenti: l’avvicinarsi dell’esame finale, Tattoo Ohm S.kinny Inkla soddisfazione e il momento di tentare di mettere a frutto quanto appreso. A quel punto, però, già nell’istante in cui ha cominciato a cercare uno studio dove poter fare l’apprendistato, la situazione che ha iniziato a palesarsi non è stata delle più confortanti. Tanta, forse troppa, concorrenza: ovunque c’erano tatuatori residenti nelle decine e decine di studi del territorio, troppo gelosi della propria arte e dei propri clienti per condividere il proprio sapere. Un mondo quasi totalmente maschile, machista ed estremamente settario, dove non conoscere qualcuno ti marchia e il più delle volte ti esclude a priori.

Tattoo guitarra S.kinny InkCon  fatica e determinazione, Sara è finalmente riuscita a scovare uno studio dove terminare le ore necessarie per conseguire il titolo ma dove, malgrado tutto, non le è mai stato dimostrato davvero l’interesse di vederla crescere. Uno studio che, alla fine, le ha preferito “l’amico di un amico”, pur riconoscendo l’originalità della sua arte in un mercato, quello di Barcellona, dove gli stili proposti sono limitatissimi.

Da allora, non abbiamo mai interrotto le ricerche; il vasto mercato degli “affitta cabine”, che vogliono ammaliarti prospettandoti l’ingresso nel proprio organico per poi prendere una percentuale per l’affitto dello spazio, si è mostrato prepotentemente davanti ai nostri occhi.Tatuaggi unalome S.kinny Ink

Così, proviamo ancora a risollevarci dopo ogni sgambetto e stiamo battendo ogni strada possibile, lei con un po’ più di amaro in bocca ad ogni giorno che passa e con l’ansia di non farcela che la fiacca, e io che a denti stretti non smetto e non smetterò di sostenerla facendo tutto ciò che riesco; ma, d’altra parte, finisco mio malgrado per riversare su di lei un po’ della frustrazione che altrimenti nascondo tra le pieghe delle mie giornate tra casa e lavoro.

Non abbandono mai la speranza, quello sì, di vedere tutti i nostri progetti e sogni realizzarsi, qui, lontane dalla Terra che ci ha fatto nascere e che ci aveva ormai voltato le spalle. E quello, per delle expat come noi, è già un lavoro a tempo pieno!

E per finire vi dico che Sara sta partecipando ad un concorso che potrebbe darle una svolta. Che ne dite, donne, di darci una mano e se vi va di mettere un like? Questo è l’indirizzo:
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10212018577887924&set=o.789027777876376&type=3&theater

Grazie in anticipo e buona fortuna a tutte le expat come noi! 

5 commenti
  1. Irene Geninatti
    Irene Geninatti dice:

    Mi piace tanto come scrivi e mi piace leggere le vostre storie. Vi sono, per quanto possibile, vicina in spirito, perché anche se non sono andata via da questa bella e faticosa terra, i vostri sforzi li sento anche un po’ miei. Forza ragazze!

    Rispondi
  2. Miren
    Miren dice:

    Forza Chiara e Sara, Chi vuole puo’! Anche io sono expat a Barcellona, con mezzo piede nel mondo del tattoo con progettino Fra le mani.
    Se Sara vorra mai uno spazio tutto per se’ e gestire la propia clientela, saro’ felice di darvi qualche info in piu’. Ti lascio la mía mail: mirentxo@hotmail.it

    Rispondi

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