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Nonostante il tè sia la bevanda per eccellenza in Marocco, è incredibile quanta cultura si celi dietro una tazza di caffè.

Per un italiano, abituato a bere il caffè nel giro di qualche minuto, il tempo che vi viene dedicato in Marocco è esagerato, quasi irritante. O almeno lo è per me.

Un giorno mi trovai per un caffè con un amico marocchino.

Per lui un café crème (una via di mezzo fra un macchiatone e un cappuccino), per me un caffè espresso corto.

Tralasciando il fatto che il concetto di caffè corto qui non è contemplato, e che ti presentano il bicchiere con il classico café noir dicendoti “Ecco l’espresso”, dopo averlo terminato, il mio amico mi chiese se fossi di fretta. “Perché?” chiesi io. “Perchè hai già finito il caffè”. E il dibattito cominciò.

Non è possibile, o non è normale, per un marocchino spendere meno di 20 minuti per una tazzina di caffè, quando in Italia 5 sarebbero sufficienti.

Qui ci si siede al tavolino, si aspetta (troppo) che il cameriere arrivi, si ordina il caffè, e talvolta possono passare cinque minuti prima di riceverlo. Una volta terminato, si chiede di pagare e capita che ritirino i soldi e che servano qualcun’altro prima di portarti il resto.

Insomma, è più il tempo che si passa ad aspettare, che quello necessario per bere il caffè in sé.

Una volta andavo di fretta e feci un tentativo.

Chiesi un caffè al banco. Il cameriere ci rimase quasi male. “Tranquilla, siediti pure, te lo porto io il caffè al tavolo” disse, pensando, forse, che non riponessi abbastanza fiducia nel servizio. Io insistetti e alla fine riuscii a berlo al banco – per inciso, il banco non esiste nemmeno. Era la cassa.

Pagai il caffè e me ne andai, lasciando il cameriere con un’espressione decisamente interdetta e sconcertata in volto.

Quella volta riuscii nella mia “mission”, ma capii anche che non è una cosa fattibile.

Per me l’essenziale è bere il caffè finché è ancora caldo.

Per un marocchino il concetto di “prendere un caffè” è completamente diverso.

La priorità non viene data alla bevanda di per sé, ma al suo significato.

Il caffè equivale a un momento di piacere.

Per esempio, può essere bevuto prima di cominciare la propria giornata lavorativa, quindi perchè farlo di fretta? E’ bene cominciare la giornata rilassati e pieni di energia.

Dall’altro lato, il caffè non lo bevi: con esso ti devi bagnare appena le labbra e posare ancora una volta il bicchiere sul tavolo.

Fintanto che nella tazza c’è ancora un sorso di caffè (in marocchino “tlsiqa”) – che ormai sarà pure imbevibile – ti auto-autorizzi a restare seduto al bar. E nessuno ti dice niente.

E’ come se la tazza o il bicchiere fossero una clessidra.

Quel giorno, quella chiacchierata è stata illuminante. Ma nonostante ciò, i tempi dilatati in questo caso, continuano ad irritarmi.

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