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Thanksgiving, Canada: 1000 ragioni per dire “grazie”

photoIl 12 ottobre si festeggia in Canada il Thanksgiving. Una tradizione tutta nuova per me e nel cui spirito riesco ad entrare ancora poco seppure lo senta contagioso. Qui è un evento importante tanto quanto il Natale. Un rito, un momento di riflessione, di condivisione.

E’ diversa dall’omonima festività americana che si festeggia a novembre. Non si celebra “l’incontro” con i nativi (mi verrebbe da dire con che coraggio si possa fare, ad avere un minimo di cognizione storica). Questa festa affonda le radici in una cultura contadina dove le buone stagioni facevano al differenza tra la vita e la morte. Qui si festeggia il raccolto, la famiglia, la gratitudine per ciò che si è avuto, che si è riusciti ad ottenere nei mesi buoni di sole e abbondanza per affrontare l’inverno, il periodo più buio e difficile della natura. Gente sorridente con torte di zucca in mano cammina per il quartiere andando a trovare amici e parenti, ti salutano e ti augurano un “Happy Thanksgiving”. Per tutti i giorni precedenti non si fa che parlare di questo: tacchini ripieni, ricette tradizionali, biglietti d’auguri confezionati a scuola, “tu dove vai?” “io lo festeggio con i miei, li vado a trovare per il long week end a Toronto/a Winnipeg /a Kelona…”. 3 o 4 ore d’aereo non sono nulla, purché si stia insieme.
Nonostante sia una tradizione nuova per me, ammiro molto una società che per un giorno ferma tutto per dire Grazie.
Dire Grazie, dedicare a questo atto un giorno speciale dell’anno significa molte cose. Significa riconoscere che senza l’aiuto degli altri non avremmo ottenuto lo stesso risultato. Significa riconoscere i propri limiti individuali ed esaltare i valori di solidarietà e cooperazione su cui si basa una comunità sana. Significa dare importanza alle relazioni, significa aver capito che il sostegno quotidiano o occasionale che riceviamo è importante, significa non dare per scontato che gli altri ci siano.thanksgiving-canada
Ringraziare è una presa di distanza dal narcisismo, l’egocentrismo e l’individualismo che hanno spesso il sopravvento nei rapporti interni alle nostre società.
Fermarsi un giorno, preparare cose buone per riunire intorno alla tavola le persone che amiamo, prendersi del tempo per riflettere su ciò di cui possiamo e dobbiamo essere grati è una grande cosa. E’ un balsamo per l’anima che si arrovella su quello che vorrebbe, sui suoi desideri, sulle ambizioni, sui traguardi ancora da raggiungere. Tutte cose giuste, umane, ma che devono trovare un equilibrio nel nostro cuore affinché non si trasformino in sterile cupidigia e possono farlo solo se bilanciate dalla consapevolezza che abbiamo già avuto molto, moltissimo.
E’ il mio secondo Ringraziamento qui. Ne ho di cose di cui essere grata. Noi tutti ne abbiamo se ci pensiamo bene. Allora happy Thanksgiving anche a voi!

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1 commento
  1. Ylenia
    Ylenia dice:

    PS: In realta’ il thanksgiving americano non festeggia l’incontro con i nativi, la storia e’ leggermente diversa ma la sostanza e’ praticamente identica al thanksgiving canadese, ringraziare per l’abbondante raccolto 🙂
    In ogni caso, in entrambi i paesi e’ una giornata magica, sopratutto quando la si festeggia insieme ad americani e canadesi, seguendo le vere tradizioni!|
    Io l’ho festeggiato sia in USA che in Canada e devo dire che in America e’ molto più sentito, si sente proprio quel desiderio di avere la famiglia riunita, non si va in giro tutto il giorno a fare shopping (infatti lo fanno il giorno dopo ahah) mentre qui in Canada nel negozio in cui io lavoro e’ stata una giornata tremenda! (volevo infatti urlare alla gente “ma andate a mangiarvi il tacchino!!”)
    Comunque hai scritto delle cose bellissime nel tuo post! Happy thanksgiving one day late!
    Ylenia – Nord America

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