Tip yogico # 4 Fai la spesa con il terzo occhio

Fai la spesa con il terz’occhio!

Insomma, non intendo uno sguardo laser che dalla fronte mette i vostri biscotti preferiti sul carrello, ma del modo di portarvi a casa quello di cui avete veramente bisogno.

Con questo intendo quello di cui il vostro corpo, o meglio, il vostra “sistema” ha bisogno.

Vitamine, proteine, zuccheri di varia natura.

A me capita di andare a fare la spesa quando sono affamatissima, quindi mi farei incartare anche la commessa e il magazziniere, ed anche il carrello.

Poi però arrivo a casa e non sento di nutrirmi seriamente.

Per esempio mangio in piedi, oppure mi preparo una cosa veloce.

E poi non mi sento né bene e in forze, né di essermi presa cura di me.

Così ho sperimentato una cosa.

Prima di fare la spesa mangio un po’ di frutta secca. Un po’ significa 5 nocciole, per esempio.

Ed entro al supermercato o al mercato concentrandomi sul mio corpo, su quello di cui ho davvero bisogno.

Mi accorgo che scelgo meglio le verdure, la frutta, che immagino i miei pasti, cosa voglio preparare e come voglio che appaia il mio piatto. Perché si mangia anche con gli occhi, no?

Secondo me dovremmo cucinare per noi come quando lo facciamo per qualcun altro e vogliamo far bella figura, ce ne vogliamo prendere cura.

Dunque respiro e provo a rilassarmi.

Nei supermercati è un po’ più difficile, anzi per me molto, perché sono proprio immaginati per stressare e spingere all’acquisto compulsivo. Provate a ricordare che con le famose “offerte” comprate cose di cui non avete assolutamente bisogno, e che sono di qualità così scadente che non vi fanno bene.

E’ ovvio che sarebbe sempre meglio comprare biologico, ma a volte preme sulla tasca. Meglio i gruppi di acquisto solidale, spesso, che le botteghe bio.
Per i cosmetici io mi regolo così: non metto nulla in faccia e sul corpo che non mi mangerei.

Scelgo ottima qualità e cruelty free, se possibile.

In Germania è facile, rispetto all’Italia, perché il rapporto qualità-prezzo dei cosmetici è incredibilmente adeguato.

Io sono vegetariana verso il veganesimo, semplicemente perché così mi sento meglio, e perché riflettendoci è una carneficina incredibile, e poco sostenibile.

Ma seguite i vostri gusti e le vostre tendenze. La vostra consapevolezza del momento.

Come insegnante di yoga so che posso ispirare i miei studenti, ma non forzarli.

Quello che personalmente noto è che il mio corpo sta bene dopo anni e anni di buona alimentazione, yoga e movimento.

E’ un corpo giovane, e con questo intendo una pelle idratata, e la forza di fare quello che mi fa stare bene, in termini di movimento.

Non sono una fanatica di nulla, anzi ho paura dei fanatismi, ma sono ubriaca di Prana.

Prana è l’energia vitale.

E’ il respiro, ed anche il sole.

La quantità di sole (fuoco) e buona acqua, terra e aria in cui crescono le verdure di cui ci nutriamo (ma estendibile a tutti gli alimenti) li rende davvero nutrienti per il nostro sistema, oltre ad essere gustosi e soddisfacenti.

Purtroppo il mondo in cui viviamo non è fatto per le poche quantità di qualità.

Per questo io uso una piccola tecnica. E’ alla base di tutte le preghiere di ringraziamento.

Saranno stati gli anni in Africa e India a darmi la consapevolezza che poter mangiare quanto e quando ci pare sia un privilegio incredibile.

Quindi davanti a qualsiasi piatto, io ringrazio. Velocemente e molto discretamente.

Ma ringrazio davvero. Tocco il piatto con le mie due mani e poi le unisco nel mudra della preghiera e sussurro semplicemente: grazie.

Non importa dove sono e con chi sono. Certo, mi è capitato di ricevere risolini e critiche, a cui ho sempre risposto con un sorriso, senza spiegare né cercare di convincere nessuno.

Io ringrazio il cibo che ho nel piatto. Lo benedico. Ne miglioro la portata pranica.

E ringrazio il lavoro di tutti coloro che lo hanno portato fino a me e il miracolo di potermelo permettere, di poterlo scegliere, e di usarlo per coocreare energia per fare le cose che amo, come scrivere per voi, adesso.

soup Fai la spesa con il terz’occhio! Insomma, non intendo uno sguardo laser che dalla fronte mette i vostri biscotti preferiti sul carrello, ma del modo di portarvi a casa quello di cui avete veramente bisogno. Con questo intendo quello di cui il vostro corpo, o meglio, il vostra “sistema” ha bisogno. Vitamine, proteine, zuccheri di varia natura. A me capita di andare a fare la spesa quando sono affamatissima, quindi mi farei incartare anche la commessa e il magazziniere, ed anche il carrello. Poi però arrivo a casa e non sento di nutrirmi seriamente. Per esempio mangio in piedi, oppure mi preparo una cosa veloce. E poi non mi sento né bene e in forze, né di essermi presa cura di me. Così ho sperimentato una cosa. Prima di fare la spesa mangio un po’ di frutta secca. Un po’ significa 5 nocciole, per esempio. Ed entro al supermercato o al mercato concentrandomi sul mio corpo, su quello di cui ho davvero bisogno. Mi accorgo che scelgo meglio le verdure, la frutta, che immagino i miei pasti, cosa voglio preparare e come voglio che appaia il mio piatto. Perché si mangia anche con gli occhi, no? Secondo me dovremmo cucinare per noi come quando lo facciamo per qualcun altro e vogliamo far bella figura, ce ne vogliamo prendere cura. Dunque respiro e provo a rilassarmi. Nei supermercati è un po’ più difficile, anzi per me molto, perché sono proprio immaginati per stressare e spingere all’acquisto compulsivo. Provate a ricordare che con le famose “offerte” spesso comprate cose di cui non avete assolutamente bisogno, e che sono di qualità così scadente che non vi fanno bene. E’ ovvio che sarebbe sempre meglio comprare biologico, ma a volte preme sulla tasca. Meglio i gruppi di acquisto solidale, spesso, che le botteghe bio. Per i cosmetici io mi regolo così: non metto nulla in faccia e sul corpo che non mi mangerei. Scelgo ottima qualità e cruelty free, se possibile. In Germania è facile, rispetto all’Italia, perché il rapporto qualità-prezzo dei cosmetici è incredibilmente adeguato. Io sono vegetariana verso il veganesimo, semplicemente perché così mi sento meglio, e perché riflettendoci è una carneficina incredibile, e poco sostenibile. Ma seguite i vostri gusti e le vostre tendenze. La vostra consapevolezza del momento. Come insegnante di yoga so che posso ispirare i miei studenti, ma non forzarli. Quello che personalmente noto è che il mio corpo sta bene dopo anni e anni di buona alimentazione, yoga e movimento. E’ un corpo giovane, e con questo intendo una pelle idratata, e la forza di fare quello che mi fa stare bene, in termini di movimento. Non sono una fanatica di nulla, anzi ho paura dei fanatismi, ma sono ubriaca di Prana. Prana è l’energia vitale. E’ il respiro, ed anche il sole. La quantità di sole (fuoco) e buona acqua, terra e aria in cui crescono le verdure di cui ci nutriamo (ma estendibile a tutti gli alimenti) li rende davvero nutrienti per il nostro sistema, oltre ad essere gustosi e soddisfacenti. Purtroppo il mondo in cui viviamo non è fatto per le poche quantità di qualità. Per questo io uso una piccola tecnica. E’ alla base di tutte le preghiere di ringraziamento. Saranno stati gli anni in Africa e India a darmi la consapevolezza che poter mangiare quanto e quando ci pare sia un privilegio incredibile. Quindi davanti a qualsiasi piatto, io ringrazio. Velocemente e molto discretamente. Ma ringrazio davvero. Tocco il piatto con le mie due mani e poi le unisco nel mudra della preghiera e sussurro semplicemente: grazie. Non importa dove sono e con chi sono. Certo, mi è capitato di ricevere risolini e critiche, a cui ho sempre risposto con un sorriso, senza spiegare né cercare di convincere nessuno. Io ringrazio il cibo che ho nel piatto. Lo benedico. Ne miglioro la portata pranica. E ringrazio il lavoro di tutti coloro che lo hanno portato fino a me e il miracolo di potermelo permettere, di poterlo scegliere, e di usarlo per coocreare energia per fare le cose che amo, come scrivere per voi, adesso. tip-yogico-4-fare-la-spesa-con-il-terzo-occhio tip-yogico-4-fare-la-spesa-con-il-terzo-occhio

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2 commenti
  1. Katia
    Katia dice:

    Elisabetta, che bello questo tuo post sull’energia dell’acqua e del cibo. Quanta pacata verità nelle tue parole non ingerenti e rispettose, da vera insegnante di yoga, sul nostro modo di acquistare il nostro cibo, sull’ascolto del vero bisogno del nostro corpo, al momento dell’acquisto di quei prodotti che nei supermercati sono sempre meno vicini alla forma che il cibo ha in natura, e sono sempre più simili al package che li contiene.

    Anche io insegno yoga, anche se da poco, e mi sento attratta dal cibo fresco, fruttuoso e dissetante quando fa caldo e dalle zuppe di verdura fumanti, gli sformati e le torte semplici quando fa freddo. Poi pero’ mi prendono quelle stupide voglie di patatine ‘junk food’ e mi detesto tanto perché so che il mio povero corpo e la mia pelle non ne hanno proprio bisogno! la mia strada verso una dieta sattvica è ancora parecchio lunga mi sa…
    Ma mi ha fatto davvero piacere leggerti e sperare di diventare più brava di adesso, nel mio imminente trasferimento in Svizzera. Non vedo l’ora di andare al mercato e di prendere il cibo che i miei occhi, soprattutto il terzo in mezzo alla fronte, bramano di più e davvero! ;))

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  2. elisabetta
    elisabetta dice:

    Cara Katia, intanto grazie infinitamente per le tue parole gentili.
    Ma mi preme molto dirti che non devi detestarti, questo non è proprio yogico 🙂
    accetta quei momenti, cosa c’è di male in un pacco di patatine?
    magiale con gioia, essere “fondamentalisti” e puristi ci allontana dall’essenza.
    Con profondo affetto,
    Elisabetta

    Rispondi

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