Nella mia vita ho traslocato 4 volte.

La prima volta sono partita con il mio fidanzato, un quadro di foto, una valigia pesantissima e la giacca a vento invernale addosso perchè se l’avessi messa in valigia avrei dovuto pagare il supplemento per il bagaglio in aereo.

E appena arrivati a Poitiers (la nostra destinazione) c’erano 25 gradi e una lunga scalinata da fare a piedi, trasportando la valigia di cui sopra. Probabilmente quando sono arrivata a casa avevo perso 2 kg.

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Tre anni più tardi, abbiamo lasciato la casa di Poitiers.

Il bagaglio del secondo trasloco si era decisamente ingrandito. E anche la famiglia, visto che stavamo tornando in Italia in 3, con una bimba di 9 mesi. I nostri genitori ci hanno aiutato a fare il trasloco, venendo a trovarci con un furgoncino vuoto che è tornato in Italia pieno di tutte le nostre cose.
Le tazzine del caffè gialle e blu, che abbiamo da quando viviamo insieme, sono arrivate intere in Italia.

Dopo una piccola pausa di due mesi in Italia è stato il momento di partire di nuovo, stavolta per il Cile. Il bagaglio era solo quello che potevamo portare con noi in aereo, 7 borse da 23kg, più i bagagli a mano. Sembra tanto, ma ci è voluto poco a riempire ogni spazio libero! Vestiti, giochi per la nostra bimba, il piumone, le tazzine, computer, libri, medicinali, macchina foto. E un kg di grana, che non si sa mai! E mentre io ero lì a pesare le calze, per far entrare tutto nella valigia, mia mamma mi mandò un messaggio: “Ci sarà posto per un passeggino per le bambole per la mia nipotina in valigia??”. Ecco, ci mancava proprio il passeggino per le bambole 🙂

Il quarto trasloco, l’ultimo, è stato l’unico in cui abbiamo “solo” cambiato casa. Un trasloco da una casa all’altra, nella stessa città, nella stesa nazione, nello stesso continente. Cosa sarà mai, pensavo. Infilo tutto nelle scatole e una volta arrivati nella casa nuova le apriamo e mettiamo via tutto. Ci metteremo 3/4 giorni in tutto.
E puntualmente sono stata smentita. Abbiamo finito le scatole mezz’ora prima che arrivasse il camion a prendere i nostri mobili, abbiamo scatole piene di “cianfrusaglie” che sono ancora lì in attesa di essere messe a posto, abbiamo tenuto tante cose inutili e se avessimo fatto meglio gli scatoloni ci saremmo resi conto di poterle eliminare. Delle tazzine ormai rimane solo la gialla, visto che quella blu si è rotta.

E il prossimo trasloco? Chissà dove sarà, chissà cosa ci porteremo dietro, chissà quanto spazio avremo per le nostre cose. Di sicuro ci porteremo dietro la tazzina!

Chi sono

paola-cile
1 commento
  1. Grazia
    Grazia dice:

    Ma che bel racconto! Mi ha parlato forte perchè anche noi dall’Italia (e con già due traslochi alle spalle) ci siamo trasferiti proprio a Poitiers, dove è nata la nostra piccola, e da dove tra poco ripartiremo di nuovo. Grazie per questa condivisione!

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