Il due dicembre di tre anni fa, dopo un viaggio che mi sembrò infinito, raggiunsi finalmente la meta del mio espatrio (la cittadina di Jena, in Germania) carica di sogni, paure, aspettative e due valigie che racchiudevano “il minimo indispensabile”. O almeno così credevo.
Sono partita con il solo obiettivo di scrivere la mia tesi di Laurea Magistrale e – complice una prima offerta di lavoro, una cameretta dove mi sento a casa e una vita che tutto sommato mi piace – sono rimasta. Per quanto ancora non lo so, ma questa è un’altra storia…

Oggi, a distanza di tre anni, le valigie sono sotto il letto e del loro contenuto è rimasto poco o niente, perché con l’espatrio non cambiamo solo noi ma anche le nostre priorità, spesso le nostre abitudini e fortunatamente anche i nostri punti di vista.

Per festeggiare questi tre anni, oltre ad una fetta di torta virtuale, ho deciso di presentarvi tre oggetti che parlano del mio espatrio, che ne raccontano aspetti diversi e che in fondo dicono qualcosa anche sulla persona che sono. Che ne dite di venire a dare un’occhiata?

Alla meno peggio potete sorridere perché al mio solito nel VIDEO mi sono impaperata un paio di volte.. 😉

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