Ore 17.00; venerdì; giorno libero.

Ho voglia di tornare a casa; ho passato una gran bella giornata, un’escursione in solitaria che ha rilassato il mio corpo e la mia anima e, anche se è presto, mi aspettano ancora due ore di viaggi su un bus.

La spiaggia era bellissima, il lungo viaggio ne è valso la pena.

Arriva il bus, con qualche minuto di ritardo, prendo posto a sedere nel primo sedile vicino all’uscita secondaria , dalla quale appena si ferma posso scendere subito, senza dover aspettare che lo facciano tutti gli altri passeggeri.

Dopo un paio di fermate sale un ragazzo che attira la mia attenzione: è moro, alto, sguardo penetrante, rispecchia un po’ i miei canoni di bellezza, avrà una trentina d’anni che si nota da una leggera stempiatura e qualche piccola ruga d’espressione sul volto. Prende posto quattro file davanti a me, il bus è mezzo pieno e io, tuttavia, non ho un compagno di sedile; “meglio così”, penso.

Alla seguente fermata scende per aiutare una famiglia in difficoltà a posizionare il passeggino nel bagagliaio e, risalendo, una coppia aveva occupato il suo posto e quello a fianco.

L’unico sedile disponibile è quello accanto a me e così riprendo il viaggio con un compagno di posto.

Con una scusa banale questo ragazzo inizia ad attaccare bottone e, dato che mi aspettano due ore di bus, colgo l’occasione per fare due chiacchiere.

Appena inizia a parlare penso, tra me e me:  “finalmente la classica scena da film!” iniziando a fantasticare di aver trovato l’uomo della mia vita, perché sì, io sono convinta che il grande amore lo troverò così, per segno del destino.

Queste mie fantasie vengono smontante però dopo pochi istanti quando mi confessa che  sarebbe rimasto sull’isola, solo per qualche mese per poi ripartire in Argentina con la sua FIDANZATA.

Nonostante non sia il mio principe azzurro, continuo con piacere la conversazione, parliamo di viaggi, esperienze e, quando finisco di raccontargli parte di me, lui mi sorride e mi dice: “tu eres un alma solitaria”,  tu sei un’anima solitaria.

Quelle due parole mi rimbombano nelle orecchie come un eco.

ANIMA SOLITARIA, cosa vuol dire? È così che mi vede la gente?

Il bus arriva a destinazione, ci separiamo; forse il destino non ha voluto che incontrassi il grande amore ma mi aveva dato uno spunto su cui riflettere.

Quel ragazzo aveva ragione. Sono un’ anima solitaria.

Sì, è così che mi sento. Un’ anima. Libera, indipendente, viaggiatrice, venuta al mondo con un calcio nel sedere e un “cavatela da sola”.

Essere solitari può essere scelta o indole. Questo si riflette prettamente in tre aspetti: i viaggi, le relazioni e i pensieri; entriamo assieme nel dettaglio.

I VIAGGI

Se sei un’anima solitaria, ami viaggiare sola, egoista delle tue emozioni, non riesci a giungere a compromessi.

Diventa poi un’abitudine tanto che, il prossimo viaggio che organizzi neanche ci pensi; lo comunichi  solo quando hai comprato il biglietto.

Ricevi risposte come: “Oh che bello vai li? Con chi vai?” ed è proprio alla domanda “con chi vai” che realizzi che per te è così naturale andare sola che neanche ti sei posta il problema di chiederlo a qualcun altro.

Ti piace girare per le città, senza paura, a testa alta, assaporando ogni centimetro del nuovo posto.

Non provi vergogna a mangiare sola al ristorante o a chiedere ciò di cui hai bisogno in una lingua che non è la tua.

Sei abituata ad essere un’anima solitaria nella vita di tutti i giorni che non ti fa differenza trovarti nel tuo paese, in una capitale europea, in Asia o in Africa.

Non sempre verrai capita. Alcuni ti definiranno coraggiosa, altri pazza, altri associale o persino triste. Ma alla fine di quello che pensano gli altri a te non interessa.

Tu vivi, fai esperienze, ti emozioni.

E per te è così eccitante sapere che farai il tuo prossimo viaggio sola, che ti metterai nuovamente alla prova, ti stimolerai e che ti darà tantissimo. Ti arricchirà come persona e ti darà quell’adrenalina che ogni tanto si affievolisce nella tua vita quotidiana a causa della routine.

Le solitarie hanno bisogno continuo di dar vita alla loro anima, e cosa meglio che un bel viaggio?

LE RELAZIONI

Le relazioni per un’anima solitaria sono leggermente complicate.

Anche quando stai con qualcuno con cui stai bene, un caro, un familiare, un amante, dopo qualche ora hai bisogno di prendere del tempo per stare con te stessa.

Ci sono momenti in cui vorresti condividere la tua vita con qualcuno e, nel profondo del tuo cuore, credi che esista un’anima gemella anche per te.

Ma deve essere la persona giusta perché, altrimenti, sei in grado di farne a meno. Generalmente non  inizi relazioni sentimentali se non ne sei convinta: non riesci a stare con qualcuno giusto per passatempo. Cerchi l’amore, quello vero e, se no, sai che puoi vagare per il mondo anche solo in compagnia di te stessa.

Ami le relazioni vere, sincere, non stringi facilmente amicizia fin quando non capisci che hai di fronte a te un’amico o un’amica leale e fedele. E quando stringi un rapporto dai tutta te stessa.

PENSIERI

Hai una capacità di isolarti nei tuoi pensieri.

Giri sola e anche quando sei in mezzo alla gente riesci a proiettarti in quel mondo che hai costruito nella tua testa.

Stai bene con te stessa e spesso preferisci una serata con un bicchiere di vino e un bel libro a  una serata in discoteca.

Non sempre è facile convivere con questo tipo di carattere, ma bisogna sapersi accettare per quello che si è.

Onestamente io, come anima solitaria, ho trovato la mia dimensione all’estero, abbandonando gli stereotipi con cui sono cresciuta ( solitudine sinonimo di imbarazzo, tristezza, depressione).

A Mallorca, la mia anima ha vissuto i momenti di massimo respiro, si alimenta di gioia e emozioni quando prendo un bus e rimango guardando le immagini di alberi e cespugli scorrere veloci, quando mi allontano dalla città in cui vivo per andare in una spiaggia isolata e rimanere ore e ore a osservare il mare.

Sorrido, ogni qualvolta la mia anima si riempe di vitalità e energia.

Espatriare sola comporta anche questo, ho dovuto fare i conti con la mia persona e realizzare che in fondo, sono sempre stata così, con la differenza che ora non mi sento giudicata o criticata perché quello che mi interessa è che sono felice.

C’è, poi, una piccola differenza tra l’essere soli e l’essere solitari: solitari si nasce ma si può anche diventare, essere soli può, talvolta, non dipendere da noi.

La vita è imprevedibile per tutte le persone del mondo e non tutti hanno qualcuno su cui poter sempre contare.

A volte questa verità  può far male, a volte ci si può trovare la forza.

La solitudine non deve avere una connotazione negativa, certo, per chi è solo la vita è più difficile: sai che se cadi l’unica spalla su cui potrai appoggiarti per rialzarti è la tua. Ma bisogna prenderne coscienza, rimboccarsi le maniche ed essere padroni della propria vita.

E dopo ogni battaglia che  affronterai potrai guardarti allo specchio, con quello sguardo da guerriera e dirti: “brava, ce l’hai fatta anche questa volta”.

Poi davanti ai tuoi occhi prenderà forma tutto quello che hai costruito e realizzerai che tutto merito tuo.  Sarà la tua soddisfazione.

Trova nella solitudine la forza, il tuo scudo. Vivi in tua compagnia, perditi nei tuoi pensieri, viaggia sola, ma non sentirti mai sola.

Sei forte, libera e sei un’anima solitaria.

6 commenti
  1. Stefania Conte
    Stefania Conte dice:

    Che belle parole, condivido in pieno il tuo stato d’essere. Io mi definisco un eremita, ed ho appena scelto di passare il compleanno con la persona con cui mi trovo meglio: me stessa, piuttosto che un festeggiamento forzato. Viaggio da sola da anni e lo trovo fantastico. 😍

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Stefania,
      Grazie per il tuo commento.

      Ho fatto lo stesso per il mio 26esimo compleanno: ho affittato un 500 cabrio, preparato un bel pranzo al sacco e sono partita verso delle spiaggette dall’altra parte dell’Isola. Mi sono goduta la giornata e ho passato uno dei compleanni più belli della mia vita! 🙂

      Ti auguro un felicissimo compleanno e ti mando un abbraccio.

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi
  2. Federica
    Federica dice:

    A volte le persone intorno a noi non ci capiscono, ma uno sconosciuto può cogliere la tua anima nel tempo di una conversazione. Un giorno un uomo su un treno mi definí un’anima antica. La cosa piu bella che mi abbiano mai detto. Mi sono rivista nelle tue parole, i viaggi in solitaria, le relazioni centellinate, ma importanti e i pensieri che ti accompagnano nella vita di tutti i giorni. Grazie per aver reso una bella immagine di noi anime solitarie.
    In bocca al lupo per tutto, da un’altra anima solitaria in terra londinese!

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Federica,
      Grazie a te per le belle parole.

      Fa effetto di come ti sia successa un episodio simile al mio. Anima antica ha un suo fascino 😉

      Sono contenta che siamo tante anime solitarie a vagare in questo mondo.

      Un abbraccio

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi

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