turchia-colpo-stato


La notte tra il 15 e il 16 luglio c’è stato un tentato colpo di stato in Turchia.

Alcuni militari hanno cercato di fare cadere Erdogan, l’attuale presidente, per cercare di arrivare a nuove elezioni.

Lo scorso inverno (novembre 2015) ci furono  le elezioni, e Erdogan fu  confermato presidente con la maggioranza. Non era la prima volta che vinceva, dunque ha il consenso di molti elettori.

Eppure non è molto amato da buona parte dei turchi. Per esperienza, la maggioranza dei miei amici e delle persone che conosco non lo appoggia. A me non piace!

Per quanto sappia poco di politica, vivendo in Turchia ho sentito e sperimentato sulla mia pelle i cambiamenti “post Erdogan”. Sembra di tornare indietro nel tempo. Se con Ataturk, padre della Repubblica turca, c’erano stati grossi passi avanti e modernizzazioni, con l’attuale presidente si sta retrocedendo. Erdogan è di mentalità più chiusa: forse a causa delle origini, proviene infatti da un piccolo paesino del Mar Nero, nel nord est della Turchia. O per credenze religiose. Sta di fatto che sotto il suo governo ci sono stati cambiamenti piccoli e grandi.  Le donne intorno a lui indossano il velo, cosa che si era un po’ persa con Ataturk. Le libertà, soprattutto quelle delle donne, sembrano essere pian piano nuovamente limitate.  In televisione non possono più comparire alcool e sigarette. Di conseguenza in tutti i film o programmi ecc vengono entrambe offuscate. Questo vale anche per i film stranieri, doppiati o meno.

Quella notte hanno appunto cercato di farlo cadere. Io capisco il tentativo, ma ho avuto così paura che non so se lo approvo, nonostante la mia poca simpatia  per l’attuale presidente.

La mattina seguente, il 16 Luglio, avevo un volo prenotato da Izmir per Dusseldorf con il mio ragazzo. Avevamo chiesto a sua mamma di chiamarci alle 7:00 per essere sicuri di svegliarci. Ci siamo addormentati verso le 23:30 e ad un certo punto mi sono svegliata con il suono del suo cellulare. Ho pensato fossero gia’  le 7:00, mi sono alzata e sono andata a prendere il telefono per passarlo al mio ragazzo. Stavo fondamentalmente ancora dormendo: ho visto che era effettivamente sua madre a chiamare, ma non ho notato l’ora. Era solo l’ 01:20.

Gli ho dato il telefono, e quando ha risposto ho capito che qualcosa non andava. Era preoccupato, cercava di capire dalle veloci parole di sua mamma cosa fosse successo. Dopo poco ha messo giù dicendole ti faccio sapere.

Si è alzato e io preoccupata ho chiesto cosa fosse successo. Mi ha detto “se mia mamma ha ragione dalle 6 di stamattina non possiamo più uscire da casa. Se è così siamo finiti!“. Ho chiesto spiegazioni ma ero in panico, lui era preoccupato, ci eravamo appena svegliati.. eravamo confusi. Insomma, non ho capito niente di quello che mi ha detto se non i militari hanno occupato tutto. Sono andata ancora di più nel pallone. Ci siamo accorti solo allora dei suoni provenienti dalla strada: sirene, clacson, cori.Dalla finestra non potevamo vedere nulla. Abbiamo chiamato la reception e chiesto cosa stesse succedendo. Il receptionist sembrava tranquillo e ci ha detto che secondo lui tutto sarebbe finito nel giro di poche ore.  Abbiamo provato a rimetterci a letto ma io ero terrorizzata.. e se avessimo perso il volo? Premetto che per questioni di visto suo e di permesso di soggiorno mio dovevamo per forza uscire il 16 luglio dalla Turchia.

Abbiamo deciso di scendere a vedere cosa stesse succedendo. La televisione della lobby mostrava immagini di folle urlanti, di militari. Il receptionist era calmo, non si sentivano urla o spari ma solo auto e cori, la gente era preoccupata ma non terrorizzata, quindi mi sono un poco calmata anche io e ho cercato di capire dal tg cosa fosse successo. Venivano mostrate Ankara ed Istanbul e a tratti Izmir, dove ci trovavamo noi. I conduttori parlavano velocemente, i sottotitoli correvano veloci, le immagini non erano di guerra ma erano comunque immagini che non rappresentavano la Turchia che conosco.

Ho cercato su Facebook informazioni in italiano, nei vari gruppi di italiani in Turchia. Le notizie lì erano pessime. Come del resto sempre succede le cose vengono ingigantite, ne sono a conoscenza, ma in quel momento sono stata sopraffatta dallo sconforto e sono scoppiata a piangere. Per la tristezza, la rabbia, la preoccupazione. Cosa stava succedendo alla mia amata Turchia????

Il mio ragazzo ha cercato di calmarmi, dicendo che il colpo di stato era fallito, che erano ormai solo manifestanti che a breve sarebbero tornati a casa. La tv di stato, che era stata occupata dai militari, era tornata già nelle mani di Erdogan. Al tg hanno poi mostrato l’intervista al presidente, d Erdogan appunto. Era così tranquillo che per una volta vederlo mi ha tranquillizzata. Era sicuro che tutto sarebbe passato a breve. Mi sono calmata , ma in realta’ ero ancora sotto shock. Non riuscivo a parlare, ad esprimere dubbi, a fare domande.Provavo solo un’ infinita tristezza.

Siamo scesi in strada a vedere con i nostri occhi il motivo di tutto quel trambusto. C’era traffico ovunque, gente che cantava cori, dalle moschee è iniziato il richiamo alla preghiera nonostante non fosse l’ora della preghiera. E dopo il solito richiamo è iniziata un’altra nenia, un’altra “preghiera” presente nel Corano ma che non viene mai letta dagli altoparlanti. Anche questo mi ha fatto preoccupare, mi ha rattristato: era una cosa del tutto anormale!

Il mio ragazzo cercava di spiegarmi. Ora cominciavo a capire, ma avevo comunque mille domande, mille dubbi che mi frullavano in testa ma che non volevano uscire dalle mie labbra. Nella piazza centrale della zona diverse autovetture blindate della polizia controllavano tutto. La situazione era effettivamente tranquilla, o per lo meno tranquilla come può esserlo durante una manifestazione. Ma non era pericolosa. I negozianti era fuori, seduti tranquilli ad osservare, fumare, commentare..

Siamo entrati in un’agenzia di viaggi, aperta a quell’ora, per avere informazioni sui voli: cancellazioni?

Ci ha confermato che gli aeroporti di Istanbul erano chiusi in quando ancora occupati, ma che da Izmir non dovremmo avuto avere problemi. Alle 03:30 siamo tornati a letto, un po’ più tranquilli, entrambi dispiaciuti e con il magone per la situazione. Intanto per strada i clacson e i cori cominciavano a diminuire. La situazione sembrava tornare alla normalità.

Anche il mio ragazzo non approva Erdogan, ma non ha approvato nemmeno il colpo di stato.” La democrazia ha eletto Erdogan, ora non si può semplicemente farlo cadere” mi diceva.

Alle 04:00  siamo riusciti ad addormentarci e la mattina dopo, al nostro risveglio, tutto era tornato alla normalità. Sembrava non fosse accaduto assolutamente nulla, per lo meno ad Izmir. Siamo riusciti a prendere il volo senza problemi. Uno dei due aeroporti di Istanbul però, quello in parte europea, è rimasto chiuso.
La sera abbiamo sentito sua mamma, che vive a Manisa, una piccola città ad un’ora da Izmir. Ci ha detto che là c’erano ancora parecchi militari in giro, nonostante la situazione fosse tornata alla normalità.

Per essere una che non ha avuto paura a vivere ad Istanbul quest’inverno, nonostante le bombe e gli attacchi terroristici, ho avuto paura la notte del 16 luglio. Non ho mai vissuto una guerra se non al tg, da lontano insomma. E vivere e provare quello che abbiamo provato quella notte è stato quanto di più simile a quello che per me può essere l’inizio di una guerra.

In questo momento noi siamo in Germania, seguiamo indirettamente quello che succede. Siamo tranquilli, la paura è passata. Ma io sono convinta che non sia finita qui. Erdogan è forte, su tutti i fronti, e per una volta sono stata contenta di questa suo forza. Ma coloro che hanno dato il via a questo tentato colpo di stato, sicuramente riproveranno a fare qualcosa.

Rimandiamo la paura (non le preoccupazioni) al futuro…

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi