turisti-indiani-italiaDue turisti “indiani” in Italia

A luglio ho festeggiato il mio terzo anniversario con Madre India e quest’anno ha portato una serie di cambiamenti tra cui il fatto che, in meno di 12 mesi, ho cambiato lavoro e casa, ho conosciuto una persona, siamo andati a vivere insieme, ci siamo fidanzati, abbiamo viaggiato in Italia ed abbiamo deciso di sposarci l’anno prossimo. Dalle mie parti c’è un detto che dice “In un’ora Dio lavora”. Tutti questi cambiamenti non sono stati vissuti senza un po’ di stress, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto lavorativo per cui, al momento, sono in una fase di transizione da impiegata ad imprenditrice di me stessa, come ho raccontato in questo post in cui parlo del mio sogno/progetto di aprire un B&B a Delhi.

Mi è difficile seguire un ordine logico e/o cronologico quando parlo della mia vita in India, anche perché qui le situazioni si intersecano senza fine ed una cronaca di ordine temporale non sarebbe possibile. Basti sapere che ad ottobre, ad una festa di compleanno, ho conosciuto il mio attuale compagno, Gaurav, uno che definirei “un bravo ragazzo”, di quelli che non ti chiedono neanche il numero di telefono per non sembrare “a caccia”. Eh si, perché dopo una serata a raccontarci di noi, non ci ha neanche provato a chiedermelo.

Devo ammettere che gli amici in comune, ovvero quelli ci hanno fatto incontrare la prima volta, hanno fatto un buon lavoro creando di tanto in tanto qualche occasione in più per rivederci.

Il mese successivo siamo passati al caffè, poi alla cena, poi al cinema e così via fino a che ne è nata una storia. Ad aprile sono andata a vivere da lui ed a luglio io sarei tornata in Italia per l’ennesimo visto annuale. Abbiamo pensato che fosse una buona occasione per continuare la nostra conoscenza. Sono convinta, infatti, che sia di primaria importanza osservare il proprio partner nel proprio status vivendi.

Io conosco l’India e comprendo molto di Gaurav per questo, ma lui non conosce il mondo nel quale sono nata e cresciuta ed in cui ho vissuto per oltre 30 anni. Era importante, perciò, che lui potesse capire l’origine di certe mie abitudini, del perché io DEVO, improrogabilmente, mangiare la mia insalata con aceto balsamico almeno una volta alla settimana, oppure del motivo per cui, da napoletana, se non canto sotto la doccia muoio, od ancora perché è meglio comprare un capo di abbigliamento di qualità anziché un intero mercatino di robaccia.  

La pratica del visto per Gaurav non è stata una passeggiata. Gli indiani che vogliono visitare i paesi dell’area Schengen devono presentare una serie infinita di documenti quali biglietto A/R, conto corrente bancario sostanzioso, polizza assicurativa per un massimale di 30.000€, lettera di presentazione con indicazione dei motivi del viaggio ed i paesi che si intende visitare. Oltre a questo ovviamente anche il passaporto valido e l’application form con tutte le indicazioni. Almeno, questa è stata l’opzione che abbiamo scelto noi. Una seconda strada per entrare in Europa sarebbe quella di farsi invitare da qualcuno, ma ciò avrebbe comportato una serie di adempimenti da parte dell’ospite piuttosto noiosi e va utilizzata solo se non si ha l’opportunità economica di fare tutto da sé.

Una volta ottenuto il visto, abbiamo programmato il viaggio di circa 20 giorni, durante i quali Gaurav avrebbe conosciuto anche la mia famiglia, come “previsto” dalla tradizione indiana. Atterrato a Roma, abbiamo esplorato la città per due giorni, poi ci siamo spostati a Napoli, mia città d’origine, trascorrendo più tempo in famiglia anche perché io mancavo da sei mesi. Un salto a Sorrento e poi in viaggio verso l’Umbria ed a seguire Firenze, Milano, Como, Verona, Vicenza, e Venezia per poi rientrare su Roma. Devo confessare che non ero molto entusiasta all’idea di visitare così tanto del Belpaese in così poco tempo poiché è stato un vero tour de force ed in qualità di Tour Operator in India con la mania degli itinerari più rilassati, non lo avrei di certo programmato così. Tuttavia, come primo viaggio con il fidanzato, ho dovuto mediare molto con Gaurav che avrebbe voluto includere persino la Sicilia e la Puglia.

Ho contattato alcuni amici in Italia, sia per poterli rivedere dopo tanto tempo ma soprattutto per dare a Gaurav la possibilità di vivere una realtà differente, più a contatto con i locali e meno turistica. Inutile dire che se n’è innamorato, anche se ha privilegiato località come Todi ed Orvieto in Umbria, o Sorrento, in Campania. Milano è quella che gli è piaciuta meno, anche per i costi di una vita cittadina che, forse, non tutti possono permettersi.  Ora ha deciso che vuole ritirarsi in Umbria per la pensione, tanto da pensare di comprare un casale e vivere immerso nella natura. Sarà forse perché veniamo da una realtà caotica, affollata e problematica come quella di Delhi?

In cima alla lista di entrambi c’è la Serenissima: Venezia ci ha rubato il cuore ed in tutta sincerità è complicato spiegarne le singole ragioni ma, si sa, viverla da turisti è tutt’altra cosa. Con Gaurav abbiamo mangiato la vera pizza napoletana nei Quartieri Spagnoli, abbiamo divorato un panino con la porchetta a Trastevere, gustato una birra con cicchetto nel parco a Murano, abbiamo visto la partita dell’Italia al Mercato Vecchio di Firenze, abbiamo scorrazzato in motorino sulla collina di Posillipo, abbiamo mangiato la migliore polenta della mia vita in un ristorante con vista sul Lago di Como, ci siamo quasi ubriacati al wine tasting nella Valpolicella, abbiamo ballato il liscio alla Sagra dello stinco di Todi, abbiamo provato l’ebbrezza di un calice di Amarone – che in India costa quanto un mese di fitto – e via discorrendo ma abbiamo anche annunciato, in perfetto stile indiano, il nostro fidanzamento alla mia famiglia.

Sono tante le esperienze e le sensazioni che l’Italia ci ha regalato in questi venti giorni ma sono anche certa che avevano un sapore speciale perché non erano la norma ma l’eccezione.

È da tempo, forse da quando sono sbarcata qui in India, che cerco di vivere la mia vita con il minimo indispensabile e questo mi aiuta ad apprezzare molto di più ciò che mi viene donato in eccesso. In India cantare sotto la doccia significa potersi beccare il tifo a causa dell’acqua inquinata, mangiare insalata tutti i giorni significa dover spendere una cifra giornaliera con cui puoi vivere una settimana intera, acquistare un capo firmato significa pagarlo dieci volte di più per poi vederlo rovinare dalla lavatrice che non lava veramente perché l’acqua è piena di calcare. In India, prima di fare jogging al parco ci pensi due volte perché credi che fare attività fisica all’aperto possa intossicarti i polmoni più velocemente e la Verde Umbria qui diventa la Grigia Delhi.

Al rientro, questo viaggio in Italia che è stato una vera esperienza sensoriale tra i profumi ed i sapori di una terra millenaria, ci ha insegnato qualcosa in più sulle diversità delle nostre culture, senza giudicare l’una migliore  dell’altra. Io ho impiegato qualche giorno in più per tornare alla realtà della mia vita in India che oggi è meno rosea e più smaliziata per quanto riguarda i tanti aspetti negativi del paese. Lui, sebbene avesse già viaggiato in Asia, Australia ed Inghilterra, non poteva capire fino in fondo tante mie sfaccettature perché, consentitemi, essere italiana non è come essere tedesca, americana, cinese o francese.

Ogni persona porta dentro di sé un po’ del proprio paese, della propria cultura, della propria appartenenza ad una storia antica fatta di usi, costumi e tradizioni ed anche se vivo in India, da “soli” tre anni, e indosso un saree mentre mangio dal e chapati, il sangue che mi scorre nelle vene è italiano e sempre lo sarà.

15 commenti
  1. Dalila-Rotterdam
    Dalila-Rotterdam dice:

    Essere italiana non è come essere, consentitemi, tedesca, americana cinese o francese.

    Non potrei essere più d’accordo ?
    Felicitazioni!

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao Dalila che bel nome che hai. Grazie per essere passata. Quando ho scritto questa frase, non volevo sottolineare che gli italiani siano meglio dei cinesi, americani, ecc ecc ma che ognuno è speciale a proprio modo e anche se è vero che non bisogna generalizzare in base alla nazionalità, è altresì vero che le tradizioni, la storia e la cultura lasciano comunque un segno nella nostra persona, formando poi la personalità. Almeno questo è il mio punto di vista. Saluti

      Rispondi
  2. dorella
    dorella dice:

    Cara Susy mi sono commossa, le tue parole sono profonde e percepisco tt la tua gioia e felicità per questa tua nuova vita personale, lavorativa e soprattutto amorosa. Ti auguro il meglio. Le amiche d’infanzia rimangono x sempre . Un abbraccio

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao tesoro, certo che le amiche di infanzia restano nel cuore per tutta la vita. Però…potresti anche pensare di venirmi a trovare per farti una vacanza no? 😀 Baci

      Rispondi
  3. Monica Pagano
    Monica Pagano dice:

    Carissima non sai quanto sono felice di leggerti felice e realizzata!!
    Hai rincorso il tuo sogno, ci hai creduto fino in fondo, e dunque la vita, l’universo intero ti hanno premiata per la tua determinazione e coraggio!
    Auguro a te e alla persona fortunata che ti è accanto di essere felici sempre… Perché la felicità è dentro e ovunque si è, si può raggiungere!
    Brava amica mia!
    Ti ricorderò sempre come grande esempio di voglia di farcela!
    Un bacio forte.
    Monica

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Grazie Monica, è vero che la felicità e dentro di noi eppure ci sono dei momenti in cui si ha bisogno di allontanarsi da tutto ciò che ci circonda per capirlo. Nel mio caso, l’India ha fatto scattare la scintilla e certamente mi da la carica a far bene, o almeno a provarci, comunque vada. Un augurio anche a te, a presto!

      Rispondi
  4. Cinzia Ongari
    Cinzia Ongari dice:

    Una bella storia un bel coraggio che arriva solo quando lo senti veramente dentro di te….
    Complimenti e che sia anche una bella vita d’amore……

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao Cinzia e grazie per l’augurio. La storia d’amore con l’India non finirà mai. La storia d’amore con il fidanzato è nelle mani di Dio ehehe 😛 Ad ogni modo è vero quello che dici: è qualcosa che è dentro di me, ormai è consolidato. Grazie del passaggio

      Rispondi
  5. Elena
    Elena dice:

    Ciaoo, non posso non lasciare un commento perché l’India è anche un po’ casa mia. Sono stata in India, ad Indore, per un anno in quarta liceo e da allora non mi sento più solo e completamente italiana ma piuttosto un ibrido. Ti ammiro molto per il coraggio e la voglia di adattarsi ad un paese a volte difficile da capire e spero un giorno di poterci tornare a vivere anch’io. Mi piacerebbe sapere come vivete la vostra relazione e se sentite molto la differenza culturale. Durante la mia esperienza ho incontrato ragazzi, compagni di classe, molto distaccati e quasi intimiditi dalle ragazze e da me in particolare, essendo straniera.
    A presto

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao Elena e grazie del commento.
      Ebbene, la differenza culturale, se così vogliamo definirla, tra il mio ragazzo e me ha dei limiti molto netti, diciamo più delle sfumature. Ad esempio, posso dirti che io vivo in famiglia (nel nostro caso solo la madre che è vedova) e che per me non è assolutamente la norma. Noi, in Italia o comunque in Europa, cerchiamo di lasciare la famiglia d’origine non appena ne abbiamo la possibilità economica, e salvo casi in cui, forse più per necessità che per scelta, si vive con i genitori o i nonni, generalmente il primo pensiero è: devo comprare la casa (per poi andarci a vivere da soli o da sposati).
      Ecco, nel mio caso, la mia futura suocera è una persona non invasiva, di carattere dolce, rispettosa degli spazi e della privacy. Immagino che se mi fosse “capitata” una suocera diversa avrei spinto per vivere da soli ma, oltre ad essere una persona di cuore, ha una certa età, è vedova, non troppo in salute anche se indipendente, ed io non potrei, di cuore, lasciarla qui e trovarmi un appartamento per noi due. Chi non lo farebbe? Ecco che quindi, mi ritrovo in una situazione lontana dalla mia cultura ma che mi permette di fare un’esperienza diversa. Non dico che sia facile ma è forse una questione di abitudine.
      A presto

      Rispondi
  6. Nilamsamira
    Nilamsamira dice:

    Il buon Dio mi ha benedetto sono molto felice insieme ai miei suoceri . Siamo amiche con la mia suocera, e’questa fa invidia a tutti ma per fortuna ci vogliamo molto bene come madre e figlia!!!!

    Rispondi

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