nurseIl giorno prima di partire per le vacanze, purtroppo brevi, di Natale in Italia, ho scritto un post su Fb,  che poi ho pubblicato qui sul sito, diventando  quasi virale. Trattava della mia esperienza di lavoro in U.K. come nurse. Ho ricevuto tante mail di persone interessate ad emigrare, che guarda caso, hanno piu’ o meno 50 anni e sono insoddisfatte del proprio lavoro in Italia.

Purtroppo non posso rispondere a tutte, cosi’ prendo lo spunto per scrivere nuovamente un articolo su Donne Che Emigrano all’Estero per spiegare a chi fosse interessata a portare la propria professionalità e preparazione in Inghilterra.

Il primo passo e’ quello di iscriversi all’NMC, Nurse and Midwifery Council, ovvero l’Ordine britannico delle infermiere e Ostetriche. Cio’ che pubblico infatti, e’ valido sia per la prima che seconda specializzazione. La pagina esatta dove trovare come richiedere la spedizione dell’Application Pack per l’iscrizione e’ la trovate a questo link:  www.nmc.org.uk

Troverete dettagliatamente l’elenco dei documenti necessari per l’iscrizione, tenete ben presente che OGNI DOCUMENTO RICHIESTO VA TRADOTTO DA UN TRADUTTORE CERTIFICATO E ASSEVERATO DAL TRIBUNALE DELLA CITTA’ DI RESIDENZA. Solitamente chi traduce, si preoccupa anche dell’asseverazione, che e’ compresa nel costo. Tenete presente che l’NMC e’ l’organo piu’ preciso, caparbio e rompiscatole che io abbia mai incontrato in tutta la mia vita, e che ogni volta che si sbaglia un certificato e viene richiesto , comporta almeno 40 giorni di ritardo per l’iscrizione.  Nel mio caso ci sono voluti 3 mesi in più perché dovetti rifare il certificato sostitutivo di diploma e rinviare la richiesta di Pin dopo aver pagato la tassa di iscrizione. Il trucco e’ produrre  TUTTA LA DOCUMENTAZIONE IN COPIA ORIGINALE, NON SI ACCETTANO FOTOCOPIE O COPIE RESE CONFORMI DAL COMUNE.

Dal 18 gennaio 2016, le regole per l’iscrizione all’NMC richiedono il superamento con media non inferiore del 6.5 dello IELTS. Cos’e’ lo IELTS ?  International English Language Testing System, è una certificazione internazionale che attesta il livello di conoscenza della lingua inglese del candidato che per motivi di studio o di lavoro si reca in paesi anglofoni.  Normalmente e’ un corso molto impegnativo e costoso. Ultimamente ci sono le recruiters agency italiane, cioe’ le agenzie che si occupano di inserire l’infermiera/e in U.K. , lo pagano personalmente se poi firmerete il contratto lavorativo con loro.

Lo IELTS fatto privatamente ha un costo di circa Euro 1000 (questa la cifra che pagai io due anni fa, oggi probabilmente il prezzo è ribassato, infatti leggo che online costa Euro 225 ed il doppio direttamente in sede. Il mio consiglio: verificare personalmente) e ha una durata come scadenza di due anni, cioè’ sappiate che se dopo averlo conseguito, non lavorate immediatamente, dovrete rifarlo entro due anni dalla scadenza dello stesso.  Ecco la ragione fondamentale per cui viene proposto dai recruiters.

Quindi, immediatamente dopo aver mandato l’application pack all’NMC, con la richiesta di PIN NUMBER, cioe’ di essere registrate come english nurses, potrete prendere contatto con un recruiters.

Io consiglio di farlo anche prima, perché normalmente l’agency vi potrà aiutare per quanto riguarda anche la compilazione dei forms che saranno acclusi nel pacchetto. Di seguito pubblico alcuni link di job agency molto conosciute, ma ce ne sono a dozzine:

Linkedin.com 

Lavoroinfermiere  

hclpermanent.com

cphealthcare

jobs.nhs.uk 

L’ultimo e’ il sito di recruitment dell’ NHS, il sistema sanitario nazionale britannico, ma se non parlate un inglese accettabile, ve lo sconsiglio.

Very well, gente, a questo punto, per avere il PIN Number, dovrete aspettare da 20 giorni a tre mesi.

Nel frattempo, se avrete contrattato con una job agency il vostro probabile lavoro in U.K. , sarete alle prese con il corso IELTS.  Una cosa che raccomando a tutti, e’ sempre la stessa: la lingua la perfezionerete sul posto, ma dovrete essere in grado di capire e farvi capire. Noi non vendiamo pesce al mercato, ( con tutto il dovuto rispetto per chi lo fa, ma al quale e’ chiaro, non serve una grande formazione linguistica !! ) ma ci occupiamo di salute umana. Dobbiamo essere in grado di comprendere cosa si vuole da noi, e rispondere in maniera adeguata. Il problema della lingua e’ davvero consistente e purtroppo, dannatamente reale. Troppe volte mi sono dovuta far ripetere un ordine, o avendolo interpretato male, ho dovuto rifare tutto da capo. L’inglese e’ una lingua breve, concisa, e un solo termine significa il più delle volte, una marea di cose. Quando in italiano ad esempio, ti chiedo ” per cortesia, puoi togliere il catetere al paziente Pallino”, in inglese mi basterà dire” please, catheter out for Pallino” , quindi è fondamentale iniziare a lavorare con almeno le basi di un inglese accettabile.

Superata la certificazione IELTS e con il PIN Number, sarete un’English Nurse.

Generalmente e’ l’agency che propone l’ospedale pubblico o privato per il quale fare le job interviews.

Di norma i recruiters pagano anche il viaggio per l’U.K. e da uno a tre mesi di accommodation gratuita, dipende dal pacchetto e dall’ospedale che lo offre.

RICORDATE SEMPRE: TUTTE LE PRESTAZIONI DELLA RECRUITER AGENCY SONO GRATUITE PER L’UTENTE. VOI NON SARETE ASSUNTI DALL’AGENCY, MA DIRETTAMENTE DALL’OSPEDALE PER IL QUALE SARETE RECLUTATI, IN INGHILTERRA PER LEGGE ( A DIFFERENZA DELL’ITALIA !! ) I RECRUITERS NON POSSONO ASSUMERE !

Altra cosa importante da tenere sempre presente: anche se con consistente esperienza lavorativa sulle spalle, si ricomincia da capo, gente!!

LE METODICHE DI LAVORO INGLESE SONO COMPLETAMENTE DIFFERENTI DA QUELLE ITALIANE,  a cominciare dalla marea di paperwork che dovrete compilare ogni giorno, a finire , e tenete ben presente la frase, IF ISN’T RECORDED, IT DIDN’T HAPPEN ! SE NON LO HAI MAI SCRITTO, NON E’ MAI ACCADUTO! In U.K. devi scrivere sempre tutto, specialmente data, ora e firma per comprovare la reale esecuzione della pratica. Se non lo fai significa che non lo hai eseguito, e le regole dell’NMC in materia di legislazione sono severissime.

Per finire, tutte le job agency promettono nell’ordine:

1) rapidissimo avanzamento di carriera

2) splendidi ambienti di lavoro

3) vita facile

4) incrementi di stipendio annuali elevati  

TUTTE BALLE

Gli inglesi lavorano moltissimo e non sono disposti a regalare assolutamente nulla, meno che mai all’altimo arrivato. Per cui, se non volete piangere lacrime amare, almeno i primi sei mesi, vi suggerisco quanto segue: profilo basso, dimostrate di avere molta voglia di lavorare e soprattutto di imparare, abolite il lamento, abolite la frase ” in Italia noi facciamo cosi’…”, quando vi correggeranno, ed accadrà molto spesso, non trovate scuse, ammettete l’errore, chiedete scusa e rifate tutto da capo in modo corretto. Conquisterete in questo modo anche la piu’ becera delle Sister di reparto. Ora siete English Nurses, la musica e’ cambiata , guys.

Detto ciò, auguro a tutti il meglio per il 2017. E ricordate, l’inizio in U.K. e’ duro e molto. Ma le condizioni di vita e di lavoro non sono assolutamente comparabili con quelle italiane. Spero di vedere molti post di donne e perché’ no, uomini, che scriveranno sul blog di Donne Che Emigrano all’Estero di essere riusciti finalmente, a trovare la propria strada.  Auguri di cuore a tutti !

9 commenti
    • Niky
      Niky dice:

      Ottimo ma sintetico articolo. Si vede che son consigli che provengono da una vita vissuta sul campo e non come motli sul sentito dire. ma avrei una domanda se hai tempo di rispondere … come ti trovi in Uk, intendo come cittadina non come professionista. E’ vero che a parte il diosrientamento iniziale tutto lì sembra più facile? Che la vita scorre perchè funziona meglio che qui in Italy? Ciao e grazie per l’articolo. 😉

      Rispondi
      • Mary Mile
        Mary Mile dice:

        Ciao Niky e grazie per l’attenzione. Ho dovuto necessariamente scrivere un articolo cercando di sintetizzare, ma nello stesso tempo cogliere e sottolineare l’essenziale, cio’ che veramente ha importanza, anche per non rischiare di annoiare chi legge. E’ evidente che alla fine per ragioni di forza maggiore, ho dovuto omettere qualcosa. Prometto pero’ di tornare sui miei passi appena possibile. Detto questo posso confermare che qui senza dubbio la qualita’ della vita e’ migliore, anzi, per me non ha confronti con l’Italia. A partire dalla spesa nei supermercati, per non parlare poi dei servizi al pubblico. Ti basti pensare che il Parmigiano lo trovi allo stesso prezzo dell’Italia, ed io che vengo da Parma posso dirti che anche la qualita’ e’ la stessa. Per non parlare della scelta e della varieta’ di dove fare la spesa. Un’ora prima della chiusura, qui puoi trovare supersconti sul fresco. In genere io compro un filone di pane ed il secondo mi viene regalato, per non avere sprechi. Potrei parlarti dei servizi, di quanto loro tengano al giudizio dle pubblico, e come si facciano in 4 per conquistare e soddisfare il cliente. La pressione fiscale e’ del 20%, contro il quasi 45% italiano. Il contro della medaglia : le council tax da pagare sono parecchio alte, e sono obbligatorie. Sono in pratica le imposte sui rifiuti urbani e sulla manutenzione della citta’. Alti sono anche i prezzi degli affitti, che variano moltissimo dal sud al nord del Paese, ma se stai attenta, e non hai la pretesa di vivere in centro, alla fine sono sopportabili. I mezzi urbani costicchiano, ma…..che puntualita’, che servizio impeccabile, che bello trovare le poltroncine di velluto pulite, al posto dei sedili di plastica spesso sporchi in dotazione sui mezzi pubblici in Italia ! Il costo dei treni e’ invece molto elevato e niente affatto competitivo, ma anche li’………..servizio impareggiabile. potrei dilungarmi per ore, e il risultato sarebbe sempre lo stesso non tornero’ piu’ in Italia. Almeno ui anche se butto giu’ rospi ( e non sono frequenti !! ) sono ben pagata ed apprezzata, per vivere in un paese con il quale l’Italia non puo’ minimamente confrontarsi. P.S. leggevo l’articolo sugli assenteisti italiani : qui si timbra con l’impronta del dito indice. E con questo ho detto tutto.

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  1. Barbara
    Barbara dice:

    Ciao, grazie per tutte le info.
    Io sono già in contatto con alcune agenzie, e una in particolare mi ha proposto un offerta per un ospedale in una piccola città del sud dell’Inghilterra che ci assumerebbe come Healtcare Assistent in attesa di superare l’esame IELTS pagato da loro. Consigliesti questa opzione o è meglio partire direttamente con IELTS e PIN, quindi come Nurse? E’ molto complicato superare l’IELTS senza essere sul luogo?
    Ovviamente il contratto prevede un “loyality period” di almeno due anni perchè l’ospedale deve recuperare l’investimento fatto, ma questo non mi convince molto perchè sarebbe la mia prima esperienza fuori e perchè la città è molto piccola e monotona, mi mette un pò d’ansia l’idea di restare bloccata lì per due anni se non dovessi stare bene.. ecco perchè vorrei partire già con il pin, così da poter avere meno vincoli in termine di tempistiche (Mi hanno detto che se vuoi lasciare l’ospedale prima e non ti hanno pagato il corso, al massimo devi restituire parte della quota dell’accomodation), e magari sperare anche in qualche offerta a Londra o in una città che possa sembrarmi meno triste.
    Hai consigli? ancora grazie!

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    • Mary Mile
      Mary Mile dice:

      Ciao Barabara, mi scuso per il ritardo della risposta. Ho letto con interesse la tua lettera, e posso dirti che, come per tutto, dipende da cosa vuoi e da cosa vuoi fare. Io ho fatto l’iscrizione all’NMC subito prima che scattassero le restrizioni dello Ielts, quindi sono stata una delle ultime, penso, infermiere italiane a trovare lavoro senza. Per mia personale esperienza posso dirti che ho iniziato a lavorare in UK, nel privato, senza Pin, in quanto mi e’ arrivato circa tre mesi dopo essere stata assunta. Anch’io nel frattempo ho lavorato come HCA, utilizzando questo periodo per fare l’induction. Posso dirti che Ielts o no, non c’e’e niente che superi l’esperienza del duro e quotidiano lavoro per imparare correttamente una lingua. Quando la parli e la ascolti per 14 ore al giorno, non ci sono santi che tengono, e’ ben diverso dal fare corsi di qualsiasi tipo. Per quanto riguarda il discorso dell’agency che propone quanto tu esponi, la conosco molto bene, gia’ un’altra amica sta facendo il percorso con loro per espatriare, abbiamo circa la stessa eta’, e non ci interessa particolarmente il fatto che il posto dove andiamo a lavorare offra divertimenti o svaghi particolari. Quando si ha una famiglia da sfamare, come potrai ben capire, non si va tanto per il sottile. Il pacchetto che propongono e’ buono, e’ ovvio che devi fare almeno due anni con loro per poter rientrare nei costi di quanto ti offrono. Anch’io se lascio prima di un anno devo rifondere la mia company in proporzione di quanto sono rimasta con loro, e’ ovvio che non lo faro’, anche perche’ in UK lasciare prima di un anno non e’ una buona nota sul tuo c.v. In ogni caso il luogo proposto e’ vicino a Londra, qui i mezzi pubblici funzionano benissimo, treni inclusi anche se costicchiano, quindi il rischio noia mi sembra veramente molto basso. Spero di averti potuto dare una mano. Ad ogni buon conto, sopra ho pubblicato il mio indirizzo di posta inglese. Good Luck !!

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  2. Emanuela Kasa
    Emanuela Kasa dice:

    Buonasera,
    stavo leggendo attentamente le vostre conversazioni. Sono un’infermiera neolaureata, ho 24 anni e sto pensando di intraprendere un’esperienza di lavoro in UK con lo scopo, se tutto va bene, di rimanerci. Come può immaginare sono piena di dubbi e paure, anche perchè quì lascerei la mia famiglia, ma vedendo la realtà italiana, sia io che mio marito non vediamo buone prospettive per il futuro. Pur vivendo in Italia da 10 anni non ho ancora la cittadinanza per cui per me tutto è più difficile (ho una laurea italiana ovviamente). Sono cittadina albanese, quindi extra UE. Una delle agenzie di reclutamento a cui ho scritto (HLC) mi ha risposto che loro si occupano solo degli italiani o comunque cittadini UE, poi ho contattato un’agenzia che si chiama IMS Recruitment i quali mi hanno detto di ottenere lo IELTS (conosco bene la lingua, devo solo ottenere il certificato), iscrivermi al NMC e una volta che ho pronti tutti i documenti per l’NMC loro invieranno il mio cv alle strutture britanniche. In segutio alle mie domande mi hanno spiegato che per quello che riguarda l’accomodation ed il supporto lo avrò così come per gli infermieri dell’UE. Ho paura però, che dopo aver fatto tutti i documenti necessari (IELTS, iscrizione NMC ecc) possa avere difficoltà per il fatto che necessito di un visto d’ingresso, non so come funziona, non vorrei sprecare denaro che ahimé scarseggia per poi sentirmi dire che nessun ospedale si impegna ad assumermi. Capisco che è forse fuori tema, o che voi parlate di donne italiane che emigrano ma per quanto io sia o mi senta anche italiana, la burocrazia mi frena. Per caso conosce/conoscete persone come nel mio caso? Pensate, una volta arrivata lì, che possa essere difficile portare anche mio marito (non è un’infermiere), anche lui albanese?
    Cosa mi consigliereste in generale? Mi scuso se il mio caso è fuori tema, tutti i consigli e/o critiche sono ben accolte. Grazie!

    Rispondi
    • Mary Mile
      Mary Mile dice:

      Ciao Emanuela, purtroppo non sono ferrata in materia di scienze politiche, nel senso che non saprei consigliarti riguardo le procedure da intraprendere se non sei cittadina UE. Qui in UK ci sono moltissimi polacchi e rumeni, ma fanno parte della Comunita’, come tu ben sai. Le procedure per i non-UE sono sempre molto piu’ lunghe, e dopo la Brexit, l’aria sta cambiando, anche se molti non lo vogliono riconoscere. Sinceramente mi sembra molto piu’ giusto darti il link della pagina Fb ” Infermieri Italiani in UK ”. Puo’ darsi che iscrivendoti e mettendo il post con le tue domande, ci sia qualcuno che possa aiutarti, magari anche qualche tuo connazionale che potrebbe avercela fatta. Per quanto riguarda il lavoro di tuo marito, non e’ certamente facile come prima trovare posizioni senza specifiche manualita’. Non sapendo di cosa si occupi lui,ti suggerisco di pensare innanzitutto a te. Poi magari, con un po’ di fortuna, chissa’…..l’importante e’ che tu possa avere una risposta alle tue domande. Il link della pagina Fb e’ il seguente : https://www.facebook.com/infermieritalianiuk/?fref=ts Good Luck and Fingers Crossed !!

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  3. Emanuela Kasa
    Emanuela Kasa dice:

    Buongiorno, ho letto solo ora il suo commento. La rigrazio molto per avermi risposto.
    Ad oggi ho già un’idea più chiara rispetto a come funziona tutto quello che dovrà essere il mio percorso per trasferirmi. Mi sono iscritta per sostenere lo IELTS e una volta ottenuta la certificazione procederò con l’iscrizione all’NMC (dato che mi sono laureata in Italia l’iscrizione funziona come per gli italiani 🙂 ) e poi a candidarmi nelle diverse strutture ospedaliere. Appena qualcuno vuole assumermi mi assisteranno con il visto e l’accomodation, mio marito potrà raggiungermi con un’apposito visto solo 3 mesi dopo. Quì sono ancora senza lavoro e la vedo dura, spero di trasferirmi al più presto anche se sicuramente le difficoltà iniziali non mancheranno.
    Le auguro buone cose e grazie dei consigli!

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    • Mary Mile
      Mary Mile dice:

      Sara’ molto dura, almeno i primi sei mesi, inutile mentire e dirti che avrai la cosidetta scala di seta ai tuoi piedi. Non so ancora quale saranno i cambiamenti dopo che la May ha invocato l’art.50 sancendo il pieno inizio del divorzio dall’Europa, prossimamente scrivero’ qualcosa anche su questo. In ogni caso, grinta, caparbieta’ e volonta’ sono gli ingredienti principali per riuscire. Sfoderali e vedrai che anche tu sarai dei nostri. Auguri di cuore. Mary.

      Rispondi

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