o.o.s.Mi chiamo Giulia Pettenuzzo, ho 27 anni, sono un operatore socio sanitario da 7 anni e, da Febbraio 2017, mi sono trasferita a Londra.

Ho lasciato Verona il 1 febbraio 2017 perché non trovavo il lavoro che mi piaceva.

Come professione sono una  o.s.s.  che ha lavorato per molte cliniche e cooperative con contratti temporanei di 2/6 mesi.

Ho prestato servizio per la maggior parte del tempo in ambito psichiatrico: è il settore in cui voglio lavorare e crescere professionalmente.

Mi sono informata un po’ prima di partire, ma ero pronta ad affrontare qualsiasi sfida!

Oggi, dopo 4 mesi che sono qui, posso confermare che non è per niente facile ma, con un po’ di coraggio e di buona volontà, tanto impegno e tantissima pazienza, si può fare.

Sono arrivata come au-pair e attualmente lo sono ancora.

La au-pair è una soluzione che consiglio per chi è giovane e vuole partire: il tipo di esperienza fa crescere molto e ti permette di vivere bene, almeno qui in U.K. (ho cercato sul sito au pair world).

Si viene pagati per fare le pulizie e accudire i bambini. Lo stipendio varia da famiglia a famiglia; alcune ragazze che ho conosciuto riescono a guadagnare anche 100£ a settimana.

Attualmente, vivo in una famiglia che mi lascia libera dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 17:30: orari in cui posso gestirmi il tempo come meglio credo. Frequento un corso intermedio di inglese due mattine a settimana e il resto del tempo leggo libri in lingua o scrivo gli articoli per il mio blog.

Il week end sono libera e così, da qualche settimana, ho iniziato a lavorare in una care home.

Appena arrivata in U.K. mi sono iscritta ad un corso di lingua perché il  mio inglese era base e non riuscivo a sostenere una conversazione.

Mi sono fatta aiutare dalla famiglia che mi ospitava a chiamare l’ufficio preposto ed a prendere appuntamento per l’ottenimento del NIN, il national insurance number: una sorta di codice, formato da lettere e numeri, che ti permette di accedere al mondo del lavoro.

Senza il NIN  non puoi essere assunta da nessuna impresa.

Per avere questo codice bisogna telefonare, dotandosi di un recapito telefonico inglese altrimenti non rispondono, a questo numero di telefono: 0345 600 0643.

Ti viene accordato un appuntamento in un job center. A me è stato dato 4 giorni dopo la chiamata, mi hanno chiesto informazioni circa i miei recapiti telefonici e l’indirizzo del domicilio inglese. 

Mi sono dovuta presentare all’appuntamento con il passaporto, un documento che attestasse che vivevo qui in UK e il codice fiscale italiano. Ci sono andata di persona perché facevo fatica a capire per telefono, invece a voce mi risultava più semplice. Mi hanno controllato il passaporto, hanno fatto la prova di indirizzo (io mi sono fatta fare una lettera dalla famiglia che mi ospitava attestante che vivevo da loro e che ero loro amica) e il codice fiscale.

Dopo aver verificato i vari documenti, mi hanno dato un foglio con il NIN “provvisorio” che mi permetteva di lavorare. Quello definitivo è arrivato dopo 4 settimane per posta, all’indirizzo che avevo fornito.

Nel frattempo ho cercato sul sito ufficiale per trovare lavoro in ambito sanitario che, qui in U.K., si chiama NHS.

Sul sito del NHS puoi cercare annunci di lavoro come o.s.s. mettendo come parola chiave healthcare assistant o care assistant o support worker.

Vi sono riportate le descrizioni del lavoro, il tipo di contratto e la paga. Cercando sul sito del governo U.K. si può vedere che, chi ha dai 25 anni in su, guadagna come minimo 7,50£ l’ora (per tutti i tipi di lavori).


Un altro modo che ho usato per cercare lavoro è stato quello di scaricarmi un po’ di app gratuite come ad esempio Jobrapido, Indeed, Jobtoday e Monster e vedere se nella mia zona c’erano ospedali, cliniche, case di riposo dove poter inviare la mia candidatura.

A fine marzo, dopo aver inviato alcune domande di lavoro, ho ottenuto un colloquio, una interview con una Care Home di lusso vicino a dove abito.

Ho compilato il loro cv, sebbene avessi già il mio in inglese preparato in precedenza: guardando su internet i modelli idonei per UK, che sono molto diversi da quelli italiani, lo ho rivisto e fatto correggere dalla mia insegnante di inglese e, infine, ho parlato con la Manager della Care Home. 

La manager è stata molto disponibile e, capendo la mia difficoltà con la lingua, mi ha rassicurata dicendomi che avremmo parlato un po’ per testare il livello del mio inglese. Mi ha chiesto come mai ero qui a Londra, perché volevo fare questo lavoro, se avevo esperienza, quali erano i miei pregi e i miei difetti e, nel caso un anziano mi avesse attaccato, come avrei reagito per difendermi.

Non ha guardato il mio attestato perché qui in U.K. non serve!

Se dimostri di lavorare sodo vieni premiato: esiste la meritocrazia.

Dopo la proposta di lavorare durante i week end, che a me va benissimo visto il mio impegno come au pair, mi hanno chiesto di compilare molti documenti e di aprirmi un conto in banca, nonché di fare richiesta per il medico di base che qui viene chiamato GP, General Pratictioner. Inoltre, hanno chiesto due referenze di cui una rilasciata da qualcuno che mi conoscesse da più di 5 anni ed entrambe da persone che sapessero l’inglese.

Io ha fornito una referenza rilasciata dalla famiglia che mi ospitava e una da una persona per cui avevo lavorato in Italia.

In quella settimana sono andata ad aprire il conto in banca e mi sono fatta assegnare il medico di base.

Nel frattempo, loro hanno mandato un e-mail al mio vecchio posto di lavoro, quello che mi aveva rilasciato la referenza, chiedendo conferma sulla mia persona e informazioni sul mio vecchio contratto di lavoro. Poi, hanno fatto richiesta del mio DBSDisclosure and Barring Service: l’equivalente della nostra fedina penale. Dal momento in cui mi era stato proposto il lavoro, ad inizio aprile, al momento della firma del contratto, è passato un mese circa.

Lunedi 8 maggio 2017, finalmente,  ho iniziato a lavorare!

Ho fatto 3 giorni di training – pagati: il primo giorno ho guardato molti dvd in inglese e, dopo ognuno, dovevo compilare dei test, i 2 giorni successivi  sono stati molto pratici, sempre affiancata da altre o.s.s.

Parlando dei turni, noi o.s.s. facciamo 12 ore di lavoro giornaliero, ma tutte le professioni sanitarie sono così, qui.

Dove lavoro io il contratto full time è di 42 ore, i turni sono tre o quatto a settimana; abbiamo 5 minuti di pausa la mattina, mezz’ora di pausa pranzo, con cibo incluso e offerto dall’azienda a metà giornata e 5 minuti di break nel pomeriggio. Le pause sono pagate. 

L’O.s.s. in U.K. può crescere a livello professionale in base alla meritocrazia molto velocemente; in molti posti di lavoro l’azienda paga il training ed è possibile arrivare a somministrare farmaci, fare prelievi, misurare la pressione.

Per ulteriori informazioni io consiglio di guardare su questo sito e sul sito del governo U.K. 

È un’esperienza che consiglio a tutti ma bisogna partire pronti e con le idee chiare.

Il lavoro c’è e bisogna saperlo cercare. 

Se volete ulteriori informazioni e vi va di leggere le mie avventure potete seguire il mio blog sulla figura dell’o.s.s. in Italia e in U.K.

 

concorso-letterario

Concorso Letterario per Racconti: “Expat, le paure ed il coraggio delle Donne”, aperto fino al 31 luglio 2017. Leggi il bando.

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