2017, UNO

Se si sommano le singole cifre del numero 2017 si ottiene 1.

Uno. Il principio. Il guerriero.

Secondo la Kabbalah ebraica esistono molte corrispondenze tra numeri, lettere e realtà. Il 2017, anno che da ragazzina mi sembrava fantascientifico tanto era lontano, potrebbe essere il numero di una delle corrispondenze cui si fa riferimento. Almeno nel mio caso.

2017 – LA FINE DEL CICLO SEYCHELLESE

Avrebbe dovuto chiudersi  nel 2014, dopo sette anni, come nella migliore tradizione saturnina.

Guai a rompere le tradizioni. Invece, la mia permanenza sulle isole si è protratta oltre il tempo limite fino ad oggi. C’è voluto un evento inatteso quanto straordinario, come la chiusura dell’albergo dove lavoro, a mettere fine al ciclo seychellese.

In esso vi leggo un significato nascosto: quando noi non vogliamo scendere e non ci fermiamo, ci pensa l’Universo a fermare tutto per farci scendere.

Dunque, siamo al capolinea, si lascia la carrozza e si torna in Europa. Questa volta senza una porta aperta alle spalle. Le Seychelles, casomai, potranno essere di nuovo calpestate per qualche fugace vacanza.

In considerazione di questa prospettiva, sto approfittando del mare e delle spiagge come mai prima d’ora. Dopo tanti anni in cui  ho mantenuto il colore biancolatte della mozzarella,  finalmente, anch’io sfoggio un’invidabile abbronzatura. E mi sento perfettamente a mio agio nella mia nuova pelle.

Sono diventata all’improvviso frivola e vanitosa? Non lo so, ma… se anche fosse? 🙂 

2017 – LA RESA

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Otto anni fa chiudevo il mio laptop mandandoti a quel paese. Tu facevi lo stesso dall’altra parte del globo.

In tutti questi anni abbiamo perseguito i nostri obiettivi senza pensare a noi. Per me non esistevi più.

Invece, lo scorso marzo durante un breve soggiorno in Italia, la sorpresa: una sbarra di ferro immaginaria è scesa dal soffitto, mi è entrata nella testa, si è infiltrata nelle viscere e, durante la cena vegetariana cui stavo partecipando, mi ha diviso in due. Ho fatto clac, mi sono spezzata. “Da dove viene e perché questa visualizzazione spontanea?” ho chiesto a me stessa in subbuglio e con angoscia.

Ho scoperto in quell’istante, con un senso di  vertigine, che quello che credevo di aver dimenticato era sempre lì, più potente che mai.

Da quel momento l’Universo brucia e fa cenere della mia stella.

Si dice addio, dunque, in maniera lenta e dolorosa. Addio a me stessa in primis, a quella che sono stata finora.

2017 –  RECALCITRANTE, MI FACCIO STRIZZARE IL CERVELLO

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Non potevo andare in giro divisa in due, mentre il mio Universo era in fiamme e la mia stella moriva.

Così, riluttante, ossessionata, sfiduciata e con un senso di sconfitta addosso da cui è difficile spogliarsi, mi sono rivolta alla terapeuta. La prima sessione è andata male, ero in stato confusionale e a fatica si comprendeva quello che dicevo.

Poi, piano piano, le cose sono migliorate.

Lavoriamo tanto sui sogni, cosa che mi è congeniale perché, per me, la dimensione notturna è quasi più reale di quella del giorno.

Nel tempo, ho scoperto di conoscermi meno di quanto credessi.

Mi pare sia emersa la necessità di fare cool down ogni volta che mi eccito e che desidero intraprendere qualcosa. Sembra che il TROPPO non vada bene. Invero, la sottoscritta ha spesso inquadrato come noioso o privo di interesse ciò che troppo non è.

Ecco, alla mia età, mi ritrovo ad educarmi a un nuovo modo di pensare, sentire e vedere le cose. Tutto questo mi ringiovanisce e, inoltre, mi conferma che il tempo lineare è solo un’invenzione umana per facilitarci il conteggio degli eventi. In realtà, ad un livello a noi inaccessibile, tutto esiste contemporaneamente.

Penso a Mercurio, che rappresenta la funzione intellettiva e comunicativa nonché lo spirito fanciullesco. Il mio Mercurio è congiunto al mio Sole di nascita e si trova in dodicesima casa: deve esserci stato un cortocircuito per un lasso di tempo che mi è parso infinito.

2017 – DI NUOVO SUI LIBRI PER I PROSSIMI 3 ANNI!  

2017

Mentre ero divisa in due, mi sentivo come se fossi all’interno di una capsula spaziale lanciata a velocità supersonica. Con un senso di tremolio continuo e l’impressione di trovarmi al centro di un campo vibrazionale potentissimo.

Prima di ogni altra istanza – e già dal momento in cui mi trovavo nel ristorante vegetariano con una sbarra di ferro immaginaria conficcata in testa – il mio pensiero si è rivolto, dopo tanti anni che non lo facevo più, alle configurazioni planetarie ed agli aspetti che si formavano nel cielo in quel preciso periodo.

Ho trascorso diversi giorni a studiare le posizioni dei pianeti, per giungere alla conclusione che il tempo era arrivato: avrei dovuto affrontare la materia astrologica in maniera seria e strutturata. Anni prima avevo letto con passione autori come Rudhyar e Arroyo, famosi astrologi del secolo scorso, ed avevo divorato diversi volumi inerenti la materia, imparando a tracciare grafici e ad interpretarne i significati in maniera sommaria. Ma il “sommario”, adesso, non mi basta più.

Sono approdata, così, al corso triennale di Lidia Fassio, la massima esponente nel campo dell’astrologia umanistica in Italia. Ad oggi ho già quasi finito i moduli del primo anno. Alla fine del triennio dovrò sostenere un esame e scrivere una tesi. Lo studio mi appassiona e mi sostiene al contempo.

Mi sono accorta che ciò che dice la psicologa durante le sedute e ciò che sostiene l’astrologa durante le sue lezioni collima alla perfezione.

Unica differenza, almeno per quanto mi riguarda: con l’astrologia le cose mi risultano tangibili a livello visivo subito, chiare e senza sbavature.

2017 – ZAPPARE L’ORTO

orto-coltivato-serra

Trovare un altro lavoro alle Seychelles non sarebbe stato difficile, ma non lo voglio.

In passato ho lavorato bene ed ho lavorato tanto, sono stata felicissima di far crescere le aziende altrui e di ricevere, in cambio, gratifiche e riconoscimenti. Adesso, però, sento che è arrivato il momento di virare il timone. Quello che dovevo dimostrare a me stessa l’ho dimostrato. Punto.

Che farò, dunque, da grande?

Nessuna idea precisa. Aspetto di avere un’intuizione.

Intanto tornerò a vivere a casa mia in Italia e mi adopererò per fare delle piccole ristrutturazioni che ho sempre rimandato in questi anni di Seychelles: imbiancare, trattare il legno delle travi, far pulire il caminetto e sostituire ciò che è vecchio, rotto e inutilizzabile. Se proprio l’intuizione dovesse tardare a venire, mi piacerebbe fare un lavoro dipendente di tipo manuale. Qualcosa come piantare fiori o curare un orto, oppure tenere pulito un canile o un gattile. Se non dovessi trovare un lavoro retribuito in questo senso – cosa probabilissima – lo farò in forma di volontariato. Per l’orto nessun problema, ne abbiamo uno di famiglia!

Mi piace anche lavorare con le mani: sego, incollo, taglio, assemblo.  

Un tempo dipingevo. 

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Ma non potrei farlo adesso. Dipingere non è un lavoro e, soprattutto, non è un lavoro propriamente manuale. Devi lasciarti possedere dall’ispirazione, viaggiare nell’Oltremondo e tornare, poi, con i tesori che sei riuscita a strappare all’altra dimensione. Solo allora sei in grado di trasferire su tela qualcosa che ha un significato. Non sarò mai una pittrice della domenica.

Mi piace l’idea di tenermi libera. Posso apparire come un’avventata sognatrice con i piedi poco piantati in terra – cosa peraltro possibile – ma sento che è questo quello che devo e voglio fare in questo periodo della mia vita.

Poi, un domani, passato questo momento, magari tornerò a lavorare negli alberghi, chi lo può sapere!

2017 – LE DONNE, DCEE E L’ESPATRIO

DCEE

Nell’immediato, non ho intenzione di emigrare di nuovo. Tuttavia, non è detto che non lo rifaccia, in futuro. Continuerò a seguire il sito ed a guidare e sostenere il team di donne che lo animano come ho sempre fatto, indipendentemente dal luogo che mi ospita. Donne che Emigrano all’Estero e’ stata la mia finestra sul mondo durante gli ultimi anni seychellesi.

Le donne che sono passate attraverso il blog hanno tutte lasciato un segno nella mia anima.

Le considero amiche, compagne, sorelle, confidenti.

Il comune denominatore dell’espatrio ha azzerato le differenze di età e di status; ha messo in secondo piano tutte le diversità, i credo personali, gli orientamenti politici, sessuali, religiosi o filosofici che ognuna di noi persegue nella propria vita.

Si vive in un continuo scambio di energia che apporta, ogni giorno, nuove acquisizioni e nuovi ampliamenti di visione a vari livelli. Si discute, non si litiga mai in malo modo. Quest’ultima è, tra le molte altre, una delle conquiste di cui vado maggiormente fiera.

2017 – UNO

boa-mare-isola

Siamo quasi alla fine di questo anno 2017 che, per me, si è rivelato rivoluzionario. Un anno che mi ha messo al muro e mi ha costretta, come un serpente, ad un lento cambio di pelle. La muta è ancora in corso.

Ormai, qui, non mi resta che fare le valigie, chiudere i lucchetti, salutare tutti e ringraziare con devozione queste isole per la lunga accoglienza che mi hanno riservato.

 Uno. Come la somma delle cifre dell’anno 2017. UNO. Come la somma delle cifre della mia data di nascita.

Uno. Il principio. Il guerriero.

 

15 commenti
  1. Noemi Fioretti
    Noemi Fioretti dice:

    Ciao , sembrava che avessi scrito gli ultimi nostri mesi qui in svizzera francese (Ginevra) dopo 4 anni il 30 novembre faremo l’ennesimo trasloco con tanti sogni e speranze in più sia per noi che per nostra figlia . al.contrario tuo non torneremo in italia ma saremo ancora in svizzera però nel cantone italiano . ti auguro di trovare la tua strada e un tuo equilibrio .. In bocca al lupo

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  2. Rossella
    Rossella dice:

    Ciao Katia. Io, essendo entrata da poco nel team, non ero a conoscenza di tutte queste cose: il cambio di rotta, le tue passioni per l’ astrologia e la pittura, le tue capacità da tuttofare. Finora avevo percepito solo la tua devozione nei confronti del blog e il tuo spirito materno e amichevole allo stesso tempo, che avvolge tutte noi come un caldo abbraccio. Avevo notato il tuo essere informata, gentile e disposta ad aiutarci con ogni mezzo. Ad ogni modo, leggere queste righe mi ha permesso di fare un passo dentro la tua vita. Non percepisco tristezza o rammarico in queste parole, eppure io nel leggerle ho avuto la sensazione del “nodo in gola” che mi accompagna ogni qual volta chiudo una porta nel mio percorso di vita, per quanto quella nuova che si sta aprendo possa esser anche più intrigante.
    Il testo in sé, infine, è poesia. In bocca al lupo o, nel tuo caso, alle stelle. 😉

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  3. Laura
    Laura dice:

    Oh come mi ritrovo nella domanda ‘che voglio fare da grande?’..Eh si’, perchè noi viaggiatrici ci sentiamo sempre bambine forse a causa del non mettere mai radici. Ma tu grande non lo devi diventare per forza, soprattutto ora che la scienza delle stelle ti aprira’ a nuovi mondi! Il tuo team di donne ti sostiene! Vai Harry Potter il nuovo fantastico mondo si sta solo cominciand ad aprire!

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  4. Elisabetta Cork
    Elisabetta Cork dice:

    In bocca al lupo Katia. Mi hanno colpito le tue parole, la tranquillità che trasmettono nonostante tu parli di un grosso cambiamento. Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, forse con gli astri potrai sbirciare un pochino! Un abbraccio!

    Rispondi
  5. Fabiola
    Fabiola dice:

    Cara Katia,
    Che belle parole. Ho letto tutto d’un fiato questa analisi così matura su un momento delicato della tua vita.
    L’esperienza, l’emigrazione ci forgia e ci cambia e, che tu stia in Italia, in Europa o alle Seychelles, l’importante è la persona che sei ora.
    Credo che quando facciamo qualcosa di importante per la nostra vita, scaturiamo un vortice di energia e, una volta in cui ti trovi in mezzo, non lo fermi più e continui a crescere con esso, evolvendoti e migliorandoti.
    Questo il motivo per cui non trovi una risposta a “cosa farò da grande?”; perché in verità continueremo a “diventare grandi”.
    Ti mando un forte abbraccio e tanta forza per questa nuova avventura.
    Fabiola – Mallorca

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  6. Cristina
    Cristina dice:

    1..!! Un inizio …. Che bello, sopratutto perché ti leggo serena..con tanta voglia di fare anche se non sai esattamente cosa !! Auguri…cara Katia …perché ti vada bene la tua prossima vita …

    Rispondi
  7. Giovanna
    Giovanna dice:

    Katia cara, UNO anche per me… Lasciare l’Oman é stato più doloroso di quanto potessi pensare. Cerco di far cose per non vedere il futuro come un grande buco nero. Mi sono messa a dieta, vado in palestra, mi sfinisco di fatica per non pensare. Da quando sono tornata, non riesco più a scrivere. Ho fermato anche il mio blog di cucina. Per scrivere io devo star bene e ora sono troppo triste. Non è più casa mia mia questa Italia: più volte mi ha tradita e non la riconosco. Ho scelto di non tornare nella mia città… Troppi brutti ricordi, anche se là ho una figlia che adoro. Ho letto con passione ogni tua riga e ancora una volta, anche se non ci conosciamo di persona, nel tuo aprirti con noi, ti ho sentito amica, sorella. Grazie per avermi dato l’opportunità di far parte di questo bel gruppo e di parlare di un paese che amo. Spero di vederti presto, magari qua sul lago.. a primavera, quando le nebbie si saranno diradate… anche sulla mia esistenza… Spero! Inshallah! Buona vita!

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    • Katia
      Katia dice:

      Giovanna, ora che saremo entrambe in Italia organizzeremo un incontro e faremo qualcosa di interessante! E poi chissa’, magari un giorno ripartiremo!

      Rispondi
  8. Valentina
    Valentina dice:

    Cara Katia, non posso che augurarti il meglio per questa nuova stagione della tua vita. Poi se vorrai sperimentare i frutti dei tuoi studi mi rendo disponibile come “cavia”. Sono affascinata dall’astrologia è in qualche modo mi sono affidata ad essa.

    Rispondi

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