Una delle prime cose che mi ha colpito appena arrivata a Vancouver è stato vedere nei cantieri edili e stradali delle donne a lavorare in qualità di operaie. Mai viste in Italia. Qui le donne professionalmente possono occupare le stesse identiche posizione degli uomini e non solo sulla carta, ma di fatto.

Le trovi a tutti i livelli di tutti i settori, ma risulta ancora una certa (molto leggera rispetto all’Italia) disparità di trattamento economico.
I ruoli, anche in famiglia, sembrano molto più condizionati da esigenze pratiche che di genere. Per esempio qui molti uomini sono disponibili a prendersi la paternità e favorire il rientro al lavoro delle donne se in famiglia loro occupano una posizione economica importante o hanno tempistiche di carriera da rispettare. Le ragazzine giocano a calcio più e mediamente meglio dei maschi, le fidanzate vanno a fare camping e trial bike nel fango con i loro ragazzi. Non c’è l’ossessione della femminilità a tutti i costi. Le donne vestono in modo semplice, difficilmente si truccano, andare dal parrucchiere per loro sembra essere un vero evento, culturalmente la battaglia contro la stereotipizzazione fisica è all’ordine del giorno. Salute sì, linea da fotomodella no. Seguire la moda è solo un optional. Insomma non vedo quelle linee di demarcazione tra la vita dei “maschi” e quella delle “femmine” che vedevo in Italia, ma non solo, Vancouver è una delle città più sicure in cui mi sia capitato di stare e le donne hanno una grande libertà di movimento.
Escono la sera da sole, tornano da lavoro a qualunque orario, prendono l’autobus in quartieri bruttino, passeggiano con il cane per viali residenziali semi deserti e male illuminati. Mi ci sono abituata anche io che inizialmente avevo una fifa blu!
Puoi fare tutto, con un po’ di cervello, e stare tranquilla.
Socialmente parlando le donne sembrano completamente equiparate agli uomini. Non mi sembra vengano nemmeno percepite come persone “diverse”, intendo dire con bisogni specifici. Da una parte tutto questo ha degli innegabili lati positivi ma anche…
Bèh, facciamoci due risate e parliamo dell’uomo medio canadese e dell’approccio che ha verso le donne, decisamente diverso da quello a cui siamo abituate in Italia!
Genericamente parlando, quando si cammina per strada i canadesi, uomini e donne, tendono a guardarti in faccia, a sorriderti e salutare. In Italia ahimè non è più così se non in qualche piccola realtà di provincia.
Ma mai mai e poi mai vi sentirete uno sguardo platealmente ammirato addosso, un commento galante o un semplice ammiccamento. Che siate uscite in pigiama e sembriate Maga Magò o somigliate alla Jolie vestita per la notte degli Oscar, non ci sarà maschio canadese a darvi la soddisfazione di essere osservate.

uomini-donne-uguaglianza
Direte voi: meglio così! Forse. Forse è vero che in Italia certe attenzioni possono risultare fastidiose. Bene, in Canada scordatevele. E scordatevi anche qualunque forma di galanteria o se vogliamo semplice educazione che il vostro sesso richiederebbe in Italia. Per la gioia dei paladini della totale uguaglianza l’uomo medio canadese non cede mai il posto in autobus a una donna, nemmeno se incinta all’ottavo mese. Non apre mai una porta per lasciarti passare, non ti dà la precedenza in nulla, non ti aiuta a portare un peso o altre cose carine o solo gentili che un uomo medio italiano farebbe.
Non ho sposato un canadese, non ho mai nemmeno avuto una storia con uno di loro, ma altre amiche che hanno un’esperienza diretta descrivono con i seguenti aggettivi i loro compagni (dei quali sono perdutamente innamorate, ci tengo a precisare!). Gli uomini canadesi sono, rispetto agli italiani, più rispettosi, maturi, sportivi, easy (nel senso che sono ragionevoli e non esigenti, non pretendono per capirci il ragù di mammà, la casa uno specchio e la donna in tacchi a spillo). Sono positivi, generosi, un po’ ingenui e…lenti.
Ma forse questi due ultimi aggettivi calzano un po’ a tutti gli uomini del mondo 🙂

18 commenti
  1. Simona Cumbria UK
    Simona Cumbria UK dice:

    “Non apre mai una porta per lasciarti passare, non ti dà la precedenza in nulla, non ti aiuta a portare un peso o altre cose carine o solo gentili che un uomo medio italiano farebbe.” In quasi vent’anni di ‘uomini italiani’, nessuno dei miei ex ragazzi o fidanzati ha mai fatto una cosa del genere… penso sia uno stereotipo per giustificare che sono palle attaccate ai piedi!

    “Ma mai mai e poi mai vi sentirete uno sguardo platealmente ammirato addosso, un commento galante o un semplice ammiccamento”
    E dopo questo, ho deciso che ci potremmo trasferire in Canada!!! 😀
    Ho sempre odiato tale comportamento, è una cosa sessista dovuta all’ambiente patriarcale e veramente disgustosa. Lo so che ci sono donne che vivono per quello perchè si sentono ‘valutate e ammirate’, ma mi piace che piuttosto si ammiri le mie virtù di altra categoria. Lo so, non si vedono, quindi apprezzo che gli sconosciuti che mi incontrino per strada stiano zitti!! 😀

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      • Simona Cumbria UK
        Simona Cumbria UK dice:

        Va bene anche qui in UK sotto quel punto di vista, per essere onesti. Il Canada piacerebbe sia a me e mio marito (e poi ha un PM femminista, non quel caprone che abbiamo al governo qui), però l’inverno lunghissimo mi ha sempre scoraggiato un pò. Per il resto farei la valigia subito!! 😉
        Non potrò mai andare/ritornare in paesi in cui la struttura patriarcale la fa da padrona, perchè ne ho sofferto troppo in prima persona. Per me dove c’è l’eguaglianza tra i due generi sono paesi in cima alla lista dove vivere 🙂

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  2. Margherita
    Margherita dice:

    Fantastico! Sembra che hai scritto l’articolo pensando agli uomini irish. Sopratutto il finale quando menzioni la lentezza. A me manca a volte L’interessamento maschile, anche se il mio compagno irlandese e’ romantico e anche complimentoso grazie a Dio! Però se esci un pochino più in tiro credo sia normale veder se qualcun’altro lo nota.
    Capisco cosa intendi quando parli di parità, qui per la prima volta, 13anni fa, ho visto donne guidare i bus e di certo non si aspettano che cucini come la mamma o peggio ancora non ti ritrovi suocere e cognate a gestirti la vita familiare come ti può capitare in Italia. Nonostante ciò una via di mezzo non guasterebbe.. Anche perché qui difficilmente sollevano lo sguardo dallo Smart fon i gentili maschietti?.. Se non alla 10ma pinta?

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  3. Lui
    Lui dice:

    “non ci sarà maschio canadese a darvi la soddisfazione di essere osservate.”…Soddisfazione? Io odio essere osservata, soprattutto se in modo ammiccante! Quindi la soddisfazione è proprio quella di sentirmi libera da sguardi di qualsiasi tipo!
    Per fortuna anche qua in UK sono tutti molto rispettosi e mi sono sempre sentita sicura e a mio agio.
    Anche rispetto alla parità, non siamo magari ai livelli del Canada o dei paesi Scandinavi, ma la situazione non è brutta: si vedono tranquillamente donne al lavoro nei cantieri, guidare il bus, e nelle forze armate. Il capo supremo della sicurezza nell’università dove lavoro è una donna, e fantasticamente tosta 🙂

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    • Simona Cumbria UK
      Simona Cumbria UK dice:

      “Quindi la soddisfazione è proprio quella di sentirmi libera da sguardi di qualsiasi tipo!” Vero, e non solo dagli uomini ma da tutti in generale. Anche le donne che mi squadravano in strada o dalle finestre in Italia mi davano un fastidio… Qui posso andare da Tesco in tuta di pile che non frega niente a nessuno. Una delle più grandi libertà di vivere qui e una cosa che adoro!! 🙂

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      • Simona Cumbria UK
        Simona Cumbria UK dice:

        Vero, ma… ti senti di dire che non è meglio? Nel senso, non è molto meglio dove la donna può far quel che vuole ed essere quel che vuole senza impedimenti? Ho avuto persino un fidanzato che non mi faceva uscire di casa se non truccata. Lo trovo ridicolo. Alla fine scambi il padre con un altro uomo. La validità di una donna dovrebbe prima passare per se stessa e poi attraverso il resto. Se a una piace truccarsi bene, così come il contrario. Non una regola che se non lo fai, sei additata come se avessi le pustole della peste addosso (magari tu sei giovane, non puoi capire. Mi sono sentita anche dire ‘spostati, vecchia gallina’ in Italia….).
        “Non c’è l’ossessione della femminilità a tutti i costi.” E’ una cosa che io trovo fantastica!!!!
        Una domanda…. dici che non danno il posto a una donna incinta. Curiosità, ma nei bus canadesi le donne incinte/elderly people o donne col passeggino non hanno i loro posti riservati? Perchè in Scozia li avevano e rimanevano vuoti, non ci ho mai visto mettersi nessuno anche col bus pieno.

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        • Elena
          Elena dice:

          Non mi sento di dire che “è meglio” mi sento di dire che è un ottimo posto dove vivere sicure e libere da certi stereotipi. Tuttavia, se vuoi il mio parere, il mio ideale di vita è una situazione dove vengano riconosciute e valorizzare le diversità, non genericamente appiattite in un “siamo tutti uguali” che tra l’altro non è vero. Perché se io porto un pancione di 8 mesi e tu tieni sulle ginocchia un sacchetto di mirtilli da 250 grammi e non mi cedi il posto perché hai i suddetti mirtilli..sei un grande cafone! A Vancouver i posti riservati sono solo per disabili e persone anziane. Non per le donne incinta.

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          • margherita
            margherita dice:

            Questo delle donne incinta e’ un discorso a me caro, avendo vissuto la seconda gravidanza in Irlanda del Nord(UK). Non mi e’ mai capitato ne che mi facessero sedere su un bus ne che mi facessero saltare la fila alla cassa di un negozio, cosa che invece mi e’ successo in un normalissimo Auchan di Cagliari dove addirittura c’e il cartello per dare la precedenza alle donne gravide. Io nel mio piccolo quando ho lavorato in cassa qui ho sempre chiesto la gentilezza di far passare le donne incinta e gli sguardi non erano sempre dei più entusiasti. Sono d’accordissimo che siamo tutti uguali. Non esiste poi il paese ideale, ci sono pro e contro in ognuno, poi certo si fa’ una media e si decide quale paese ti somiglia di più(sempre che hai la possibilità’ di scegliere).

          • Simona Cumbria UK
            Simona Cumbria UK dice:

            “Tuttavia, se vuoi il mio parere, il mio ideale di vita è una situazione dove vengano riconosciute e valorizzare le diversità, non genericamente appiattite in un “siamo tutti uguali” che tra l’altro non è vero.” Questa sembra, scusami, una concezione di ‘equality’ molto antiquata oppure stai dicendo una contraddizione senza accorgertene.
            Equality di diritti tra uomini e donne (come di altri gruppi) è una cosa fondamentale e che sarebbe molto desiderabile in ogni società. Valorizza la diversità, non la appiattisce! Ti lascia libera, come donna, di essere come sei, di andare al lavoro seguendo il dress code ma non che devi presentarti al lavoro vestita come Valeria Marini (mi fu chiesto pure questo, da un datore di lavoro) e torturarti sui tacchi tutti i giorni per infinite ore. Vuoi fare l’astronauta, pilotare un jet supersonico anche se donna? Lo puoi fare. Non trovo niente di assolutamente sbagliato o contro la diversità in questo caso, mi sembra il contrario.
            E poi, non è vero che non siamo tutti uguali??!?! A parte differenze di tipo fisico (chiaro che non alzerò mai 100 kg da terra!), quali sono le altre differenze? Non ho le possibilità cerebrali di diventare un astrofisico o CEO di un’azienda?
            E’ chiaro che ‘to each his own’, ma come l’eguaglianza esiste per altre cose (tipo esercitare il diritto a professare la propria religione) la gender equality dovrebbe essere diffusa ovunque.
            La questione delle donne incinte con la gender equality non c’entra niente, c’entra con i gruppi svantaggiati come disabili/elderly e con la buona educazione 😉
            @Margherita – veramente brutto!! No, in Inghilterra e Scozia ci sono posti riservati, ho visto anche diverse persone alzarsi e dare il posto a donne incinte. In Italia l’ho visto pochissime volte. Mi ricordò un episodio orribile che capitò mentre ero su un bus a Firenze che un tizio (cafone e idiota) urlò a una donna incinta ‘eh mica t’ho messo incinta io eh, ‘azzi tua!’. Purtroppo a livello di rispetto verso la maternità indietro su tutto il pianeta.

  4. Raffaella
    Raffaella dice:

    Bello questo articolo!
    Qui in Senegal è ancora molto difficile capire come stanno le cose: le situazioni sono estreme, come spesso capita in questo Paese. Ci sono donne che ricoprono ruoli molto importanti e donne a cui non è nemmeno permessa un’istruzione di base.
    E’ sicuro, pero’, che l’aspetto fisico non lo trasura nessuna, mai! La prima cosa che insegnano ad una bambina è di fare il possibile per essere bella e seducente. Si sa mai che resti senza marito e che poi la famiglia la debba mantenere a vita!
    Gli uomini tendono ad essere rispettosi, tutti, ma, molti hanno un debole per le donne bianche e quindi di sguardi e di commenti, anche io che non sono una gran bellezza, ne ricevo parecchi anche se, devo ammattere, mai volgari!
    Per quanto riguarda la lentezza e lo scarso romanticismo io credo che qui siano campioni del mondo!

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    • Elena
      Elena dice:

      Paese che vai…maschi che trovi. Ma il comune determinatole della “lentezza” ce l’hanno un po’ tutti mi pare di capire 🙂

      Rispondi
    • Simona Cumbria UK
      Simona Cumbria UK dice:

      @Raffaella
      “E’ sicuro, pero’, che l’aspetto fisico non lo trasura nessuna, mai! La prima cosa che insegnano ad una bambina è di fare il possibile per essere bella e seducente. Si sa mai che resti senza marito e che poi la famiglia la debba mantenere a vita!”
      Vero, penso che la situazione sia anche simile ad alcuni posti di Sud America/Asia, le bimbe sono oggetti da vendere, quindi è ‘capibile’ che vengano abituate così. In Venezuela ho visto le ragazzine di 12-13 anni venire letteralmente ‘sposate’ come adulte a degli uomini sui 40-50, che magari avevano possibilità finanziare e venivano considerate dalla famiglia di lei come ‘buon affare’. D’altronde, c’è così tanta fame che… non credo le cose possano cambiare per loro a breve. Triste situazione.

      Rispondi
      • Raffaella
        Raffaella dice:

        Simona…quello che scrivi è così tristemente vero!
        Famiglie che “vendono” le proprie figlie non sono così rare purtroppo!

        Rispondi

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