L’odore dell’erba bagnata, mica male.
Un gatto che miagola davanti la Domtoren che puntualmente, ogni giorno, scandisce l’ora con il rintocco delle sue campane mentre la folla è gremita in quel piccolo spazio lì in cima, il punto più alto da cui ammirare la città.

Utreht
I comignoli di fumo delle case costantemente attivi in inverno sono adesso spenti e al loro posto c’è nell’aria profumo di tulipani e stroopwafels caldi.
I passanti, dal basso, ammirano ammaliati la torre chiedendosi quando e se mai avranno anche loro l’opportunità di salirci; ma nel frattempo affrettano il passo speranzosi di riuscire a fare le ultime compere prima delle 17:00, quando le saracinesche dei negozi iniziano già ad abbassarsi.
A quel punto l’attenzione si focalizza su quei suonatori di fisarmonica che si riparano dal sole sotto la Domtoren, rallegrando quella piazza già gremita.

E poi vedi che i camerieri del Lebowski iniziano a correre freneticamente da un tavolo all’altro, sempre sorridenti, ma già molto stanchi.

Utrecht

Loro però sono più fortunati di quelli che lavorano a Neude, rinomata tappa turistica dove la gente si accalca a godersi una birra.

Ma i più temerari e meno chiassosi si spingono lí sulla vecchia Oudegracht, lì dove erge il mulino a vento non più attivo, costeggiato da quella famosa gelateria italiana che porta il suo nome. E poi si siedono lì, sul canale, ringraziando per quella giornata di sole e la possibilità di godersi finalmente un ottimo gelato.
Un ragazzo dal codino lungo e portamento fiero abbozza degli schizzi sul suo vecchio album “perché Utrecht è un canale di emozioni”, mi dice.
Ma una delle tappe fisse è quello scorcio su quella strada dal nome impronunciabile per uno straniero, la Wittevrouwenstraat, quel “panificio” dall’odore di torta di carote, di pane appena sfornato e di cioccolata calda. Quel posto che con il suo piano sotterraneo che dà sul canale ti estranea dal resto del mondo e dal chiasso proveniente dalla strada; il De Bakkerswinkel è uno di quei posti che ti incantano.

Utrecht
Non importa in quale parte della città tu vada, troverai sempre uno spiraglio di luce, un dettaglio che non avevi prima di allora notato, come il Flora’s Hof, quel vicolo nascosto nei pressi di Mariaplaats o quella bici rivolta al contrario che sta per cadere dentro il canale.
Non importa con quali occhi tu la guardi, avrai sempre nuovi sguardi nell’ammirare questo angolo di paradiso.
Non importa che ci sia la tempesta o il sole, Utrecht ti offrirà sempre nuovi orizzonti.

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Concorso Letterario per Racconti “Expat: le paure ed il coraggio delle Donne” aperto fino al 31 luglio 2017. Leggi il bando.

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