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Va dove ti porta il cuore

Quando si decide di lasciare la propria terra di origine non è mai facile.

Allontanarsi da famiglia, parenti, amici, anche dalla signora che si incontra tutti i giorni al supermercato e con la quale si scambiano poche chiacchiere può diventare un mini trauma. Le domande che la nostra mente inizia a formulare sono migliaia! “E se non ce la dovessi fare? E se non fossi così coraggiosa? E se stessi lasciando qualcosa di sicuro per rovinare tutto?” La mia risposta a tutto questo è che la vita non è fatta di se e di ma. La vita bisogna viverla giorno dopo giorno. E’ facendo le cose che ci si scopre, è uscendo dalla propria “zona comfort” che spesso si scoprono i dettagli più intimi di noi stessi, quella voglia di vita che solo vivendo ci si rende conto di avere.

Vi faccio un esempio. Un giorno mentre ero a lezione di spagnolo, la proprietaria della scuola entrò nella mia classe e mi disse: “Ho bisogno di una persona che insegni inglese, lo faresti?”. Questo non sarebbe successo se fossi stata rinchiusa a casa perseguitata dai dubbi se imparare una nuova lingua potesse valere la pena. Fare, fare e fare. Nella vita bisogna fare e reinventarsi. Gli inglesi parlano tanto di networking. Bisogna uscire e conoscere, prendere contatti per poter iniziare un’attività. In qualsiasi parte del mondo essa sia.

Una volta fatta la prima mossa e deciso di espatriare la domanda che spesso ci si pone è “da dove inizio?”. La risposta più logica, nell’era della tecnologia, è il web. In questi anni ho ricevuto molti messaggi di persone che mi chiedevano informazioni o aiuto sul luogo in cui abitavo. Provateci! Il web è un’incredibile fonte di risorse, poi sta alle persone avere un po’ di umanità e darvi delle informazioni e degli aiuti. Facebook contiene spesso dei gruppi di italiani dove cercare nuove amicizie, informazioni su documenti, lavori, posti da visitare, etc.

Io solitamente, presa dai dubbi e dalle incertezze, inizio a chiedere un po’ a tutti. Forse cerco delle risposte o delle speranze in qualcuno che mi dica che andrà tutto bene e che il posto che ho scelto è il posto migliore dove vivere. Questo non succederà. Ma anche se succedesse, il mio consiglio è di non crederci. Il posto che per me può essere “casa” non è detto lo sia per un’altra persona. Una volta un amico mi chiese come facessi a stare bene in una terra dove pioveva sempre, la gente era fredda e il cibo era improponibile (parlo dell’Inghilterra). Ovviamente il mio punto di vista e la mia esperienza erano diversi. Come se non vivessimo nello stesso paese ma in due mondo parallelamente opposti. Adesso mi fanno la domanda opposta: “Perù? Ma sei sicura? Ma perché te ne vai dall’Inghilterra che è una terra meravigliosa?”. Gli altri non saranno mai contenti, o convinti, delle vostre scelte.

Un economista vi direbbe di valutare costi-benefici e di scegliere di conseguenza. Solo che nella vita gli sbagli si capiscono con il “senno di poi” e le emozioni sono sempre in agguato a giocare brutti scherzi. E si sa, le paure rubano sogni.

Il mio consiglio è nelle parole di Susanna Tamaro:

E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta.

Ecco da dove cominciare!

Buon nuovo inizio!

Lima Perù

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