vegetarianoPrima di partire per il Lesotho, mangiavo carne una o due volte a settimana. Non sono vegetariana, ma per vari motivi, questo era il mio regime. La carne c’è troppo spesso nei nostri piatti. E alla salute il suo consumo eccessivo non fa bene.

La vita di un vegetariano nella terra del braai, ovvero il barbecue, non è facilissima, ma neanche impossibile.

Il piatto tipico qui è a base di bistecca o salsiccia arrostite, con un contorno di polenta bianca e una sorta di spinaci tritati. Niente di speciale, ma tutto sommato buono nella sua semplicità.

Il Lesotho è molto montagnoso. Non c’è spazio per un’agricoltura intensiva.

Quello che non manca sono le mucche e i cavalli. Per i locali non è un problema. Loro sono molto contenti di mangiare carne a colazione, pranzo e cena. Noi expat scherziamo con gli amici del posto dicendo che mangiano carne con contorno di carne. Giochi a parte, è vero. Io vengo dal Nord Europa, dove trovo tutto quello che cerco al supermercato sotto casa, ma dove mi lamento che i pomodori sanno di plastica e le carote sembrano colorate a mano. Niente è genuino come in Sicilia, diciamocelo!

Stavolta, però, sono approdata in un posto che, con tanta delusione, non ha la varietà di frutti esotici, verdure strambe e alghe di mare che trovavo per esempio in Sud America. Qui i prodotti freschi arrivano sul banco del negozio già sciupati dal caldo e dalle attese sotto il sole alla frontiera. I tir carichi di generi alimentari arrivano dal Sud Africa. Nonostante il confine sia a un paio di chilometri dal centro città, i tir spesso vengono bloccati per giorni sotto il sole prima di poter entrare. Questioni di carte e di tasse.

Un peccato. Perché trasportano anche prodotti freschi e da frigo. Di conseguenza la bistecca, che invece ha origine in Lesotho, diventa sempre la soluzione più facile. In estate perché organizzi il braai invitando 15 amici senza preoccuparti di cucinare. In inverno perché ti risolve la cena in pochi minuti.

Molti dei miei amici americani sono vegetariani e mi diverto a osservarli quando andiamo al ristorante insieme in pausa pranzo. Ordinano la stessa cosa che ordino io, ma scartano la bistecca. Quindi, quando mangiano fuori, finiscono per mangiare polenta con verdure, riso o pizza senza carne. Anche la pizza senza carne è quasi impossibile da trovare. Il must in città è quella con pollo alla salsa barbecue!

Anche il formaggio in Africa è un bene prezioso, spesso carissimo e senza particolare gusto. Fatta eccezione per qualche negozietto elegante che ha creato la fortuna importando formaggi  dalla Francia al Free State, il resto è finta provoletta.

Secondo i pochi vegetariani presenti, tutti expat ovvio, vivere di polenta e verdure non è una catastrofe. Di fatto hanno perso 10 chili da quando sono qui e si ingozzano di fagioli in scatola. Se glielo dici rispondono che è per via della palestra.

Quanto a me, ho aumentato spropositatamente la quantità di carne rossa che ingurgito. E’ buona, buonissima rispetto a quella del posto da dove venivo, e le mucche pascolano in libertà sia sulle montagne che in strada in pieno centro. Direi che regolano quasi il traffico.

vegetariano

In più il costo della bistecca è ridicolo se paragonato al costo nel vecchio continente. Ma, al contrario degli amici veggie e nonostante ore di palestra, la bilancia dà il suo verdetto. Inesorabile. Salsiccia e bistecca di certo sembrano esserne la causa. Insieme ahimè, a uno stile di vita sedentario e al vivere in una città dove sei costretto a usare la macchina anche per 250 metri di tragitto.

concorso-letterario

Partecipa al concorso letterario DCEE, indaga sulle tue paure! Hai tempo fino al 31 luglio! Leggi il BANDO.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi