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Testimonianza inviataci da Vanessa, Granada: ci racconta come in un singolo giorno, quello del 25 dicembre, sia riuscita ad onorare molte delle tradizioni legate al Natale, provenienti dai paesi più disparati!

Se volete leggere il primo articolo di Vanessa nel quale si soffermava sulla difficoltà nel fare amicizia con gli iberici, lo trovate QUI.


Tutto in un giorno! Il mio 25 dicembre alternativo

Anni fa ero rimasta colpita da un articolo letto di sfuggita: in Giappone la sera del 24 dicembre è tradizione cenare al KFC.

Furono i soldati americani i primi a introdurre il paese del Sol Levante a questa festività. Non so bene come, ma, americana la festa, americana la catena di fast food, i giapponesi hanno creato un’usanza tutta loro.

Stavo pensando esattamente a questa cosa perché, per la prima volta in trent’anni, in questo 2017 avrei passato il Natale completamente sola.

Niente amici, niente parenti, solo io e Scar (il gatto).

Niente cenone della vigilia, niente tombola, pandoro, torrone, regali.

Mi sono detta: visto che sarà un Natale diverso, perché non festeggiarlo alla giapponese?! Ma in realtà perché non festeggiarlo in tutte le maniere possibili?

E quindi eccomi qui, sola in terra straniera, a cercare di rispettare più tradizioni possibili.


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Per un’accanita lettrice come me passare dicembre in Islanda sarebbe un sogno.

Durante il periodo natalizio, infatti, è tradizione regalarsi libri.

Il fenomeno si chiama Jólabókaflód e si potrebbe tradurre come: inondazione di libri per Natale.

Grazie alle mie amiche anche questa tradizione è rispettata.


Caracas, Venezuela: si chiudono le strade e si inizia a pattinare.

Per me che praticamente ho la residenza in palestra, quando ho scoperto questa cosa ho sorriso tutto il giorno. Per una volta ho abbandonato i miei amati roller e ho ripreso i pattini a rotelle per andare verso la cattedrale, dove si celebra la messa di Natale.

Non ho assistito a questa messa così conciata, ma è stato bello lo stesso.

Peccato solo che la chiesa sia davvero vicinissima.

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Pochi giorni fa mi hanno chiesto: sei stata buona quest’anno? Meriti i regali di Babbo Natale.

Ragazzi, a quanto pare no!

Secondo la tradizione di Belgio e Paesi Bassi, infatti, Babbo Natale ha un aiutante particolare che si chiama Pietro il Moro, che trascina via con sé i bambini che si sono comportati male.

Li mette in un sacco e li porta nella sua terra d’origine, il Sud della Spagna, appunto.

Beh, io mi trovo esattamente ai piedi dell’Alhambra, il monumento arabo per eccellenza. Mi sa che buona buona non sono stata!


Babbo Natale surfando sulle spiagge australiane.

Questa si che è stata una pazzia, ma io e Curro (il mio fedele unicorno) ci siamo detti: “e perchè no?!”

Acqua gelida sicuramente, ma che calma, che rilassatezza.

Loro festeggiano così tutto il giorno, io dopo poco più di mezz’ora rischiavo di morire congelata.

Bene, si riparte verso la prossima scoperta!

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Le innumerevoli lanterne delle Filippine: un rito davvero speciale, si risolve in un istante, ma l’effetto è spettacolare.

Beh, il loro perlomeno lo è: io da sola ho ottenuto ben poco, ma va bene così.


Streghe e spiriti maligni escono dai loro nascondigli proprio la notte tra il 24 e il 25, si intrufolano nelle case dei norvegesi e rubano le scope che useranno per volare via e seminare terrore.

Immagino  ci si riferisca alla scopa di saggina, però, anche qui, basta rielaborare un po’ per rispettare una credenza curiosa.

Per la mia gioia è vietato spazzare a terra per qualche giorno!

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Come tutte le ragazze single della Repubblica Ceca, anch’io ho tentato la sorte con il lancio della scarpa!

Spalle alla porta di casa si lancia una scarpa all’indietro, se ricade con la punta verso la porta significa matrimonio in vista. Unico rimpianto è di non avere avuto  a portata di mano  la mia collezione di Irregular Choice.

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Decorare casa con ragnatele o ragnatelle, come diceva mia nonna.

Una tradizione che si origina nella parte più povera dell’Ucraina, e che è arrivata fino a noi. Esattamente come ogni addobbo natalizio presente in casa, Scar ha dovuto sperimentare questo nuovo “gioco”, stabilendo un record di velocità in “distruzione di cose appena comprate”.

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Ed eccoci  in un’elegante SPA.

In Estonia non ci si riunisce vicino al camino, per scaldarsi e stare in famiglia. Lo si fa in una sauna! Anche questa non è una tradizione facile da rispettare appieno, comunque sia, eccomi qui a rilassarmi e a godermi il caldo.

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Trovare un KFC aperto la vigilia è stato davvero impossibile, per fortuna.

Tutti meriterebbero di passare le vacanze in famiglia e non a lavoro.

La cena della Vigilia è rimasta in stile giapponese ma l’ho spostata al 25 “buon appetito, piatto pulito!”

Per concludere, ammetto che questo mio Natale del 2017 è stata una giornata particolare, divertente e senz’altro istruttiva.

Non è facile rispettare completamente usi e costumi così differenti dai nostri.

Credo che l’importante sia non perdere mai di vista il vero spirito natalizio, la gioia, il volersi bene e la speranza che le cose possano migliorare.

Un’esperienza unica che sono davvero contenta di aver sperimentato.

Un grazie speciale alla mia mamma, che mi ha cresciuta libera e curiosa.

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