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emma-tetti-letture-libriLeggere libri che profumano d’Italia… per ricordarci la nostra storia e la nostra identità e renderci ancora più ricettivi alla cultura della differenza.


Viaggi di membra e di cuore.

Una espatriata fra deserto, neve e inchiostro

«Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce».

Martha Medeiros

Il proverbio recita: “partire è un po’ morire”, ed è vero.

Ma si tratta di una fine che racchiude un inizio, di un tramonto che prelude un’alba, di un’eclissi di luna che promette un ennesimo ciclico ritorno, di un seme nella terra nera che germoglierà e darà frutto.

Partire è , dunque, rinascere.

Una volta concluso tale iter iniziatico si è pronti alla fase successiva, che segue e consegue il distacco, ossia il viaggio.

Ci sono infiniti viaggi che segnano il percorso di ogni uomo: quelli reali, con tanto di valigia al seguito, in cui si raggiunge una destinazione per un periodo brevissimo o per un trasferimento,  e quelli metaforici, compiuti con la mente e il cuore, legati in una danza all’unisono che fa librare leggeri, senza bagagli.

Leggere è viaggiare. È scoprire nuovi mondi, immergersi in altre vite e storie, percorrere le epoche e le culture attraverso binari di carta.

Scrivere è viaggiare. È scoprire se stessi, anche se non si racconta la propria vita, comunicando con ogni lettore che afferra il testimone e continua la corsa.

Viaggiare, pertanto, è un po’ vivereNella mia vita il viaggio è una costante, in cui luoghi fisici e fantastici si intersecano fra aerei, treni, libri da leggere e da scrivere. L’intreccio fra le varie accezioni del termine si fa ogni giorno più fitto, come il ricamo degli scialli del costume delle donne della mia Isola.

Sono nata e cresciuta in Sardegna e la ho lasciata per seguire mio marito che lavora all’estero in modo itinerante, cambiando nazione o continente periodicamente.

Non ho scelto io il viaggio, lui ha scelto me.

E mi ha colmato di carezze e doni, come uno sposo devoto.

Sottraendomi le certezze di una vita considerata socialmente “sicura” nell’esercizio della professione di insegnante di materie umanistiche o di ricercatrice in ambito accademico, mi ha ricompensato con generosità, insegnandomi a reinventarmi sempre e a arricchirmi di nuove conoscenze e avventure, come una novella Alice nel Paese delle Meraviglie.

Grazie ai viaggi ho letto molto, non solo libri, ma animi.

Grazie ai viaggi ho scritto molto, fino a pubblicare un romanzo che è solo il primo.

Grazie ai viaggi ho ritrovato me stessa.

Grazie ai viaggi.

Emma Fenu

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