viaggiare-passaportoNel tran tran del lavoro spesso passo accanto a momenti importanti della mia vita a cui presto attenzione -purtroppo- solo velocemente.

Vorrei con voi ripensare ai primi giorni di luglio quando è atterrata qui a Rabat la mia ex collega proveniente dal Nepal per una vacanza un pò particolare.

A prima vista siamo due persone molto diverse: lei proviene da un paese dell’Asia del Sud, ha qualche anno in più di me, due lauree, si è sposata a 26 anni ed ha una figlia instancabile e piena di energie. Lei stessa è molto attiva, sempre un fiume di parole. Voi, ormai mi conoscete: sono tranquilla e piuttosto taciturna. Non ho figli e non ho ancora messo radici.

Noi due, incredibile ma vero, ci capiamo al volo e insieme ci emozioniamo.

Abbiamo vissuto insieme i primi mesi dopo il terremoto del 2015, ci siamo letteralmente aggrappate l’una all’altra durante quel difficile periodo in cui tutto sembrava contro di noi. Poi io sono ripartita per la mia destinazione successiva e lei è rimasta in Nepal, sempre in lotta, nel suo paese pieno di contraddizioni.
Ricordo di essermi sentita un po’ in difetto.

Per me è molto facile prendere la valigia e partire per un altro continente su due piedi. Per lei non potrebbe essere vero lo stesso, non solo per gli obblighi familiari, ma anche per il diverso passaporto a nostra disposizione.

Questo suo viaggio da Kathmandu a Rabat ha richiesto infatti non poca organizzazione. Abbiamo iniziato a pensarci più o meno un anno fa, dovendo rimandare la partenza di sei mesi rispetto a quanto inizialmente previsto.

Avete mai pensato di dover preparare un dossier con tanto di estratto conto, contratto di lavoro, casellario giudiziale e lettera di invito, per una settimana di vacanza all’estero?
Sapete che per accedere al colloquio bisogna anche dimostrare di aver già acquistato il biglietto aereo di andata e ritorno? Ovviamente senza alcuna certezza di ottenere il visto?

Sì, direte voi: “Ma esistono siti internet su cui acquistare il biglietto con l’assicurazione annullamento!” peccato che, con una carta di credito nepalese (ma anche con una carta marocchina), non si possano fare acquisti su internet!

Alla fine però, nonostante le critiche su questo mondo ingiusto, le cose più difficili da realizzare, sono anche le più belle. E, dopo un anno di pianificazione, ecco che la mia amica è arrivata ed ho potuto finalmente mostrarle e raccontarle la mia vita in Marocco. Ero molto presa dal lavoro, quindi l’ho trascinata da una città all’altra, ma una domenica sono riuscita a portarla al mare.

Per lei era la prima volta. Non male l’Oceano Atlantico come primo approccio al mare! Freddo e potente, non può lasciare indifferenti.

Cosi’ l’ho presa per mano e assieme ci siamo immerse fino alle ginocchia.

Le onde ci spostavano un poco e i piedi affondavano nella sabbia. Lei era emozionata ed io anche. Amo il mare e non posso concepire una vita senza, per questo ho vissuto intensamente la nuova scoperta della mia amica.

Dire che la gioia della vita sta nelle piccole cose è scontato. Provare a dedicare loro del tempo, è tutto!

oceano-atlantico

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