Alessandra: expat e viaggiatrice.  

Alessandra Contigiani BirmaniaIn questo momento sono in Francia (a Tolosa) e lavoro per una fondazione; nello specifico, gestisco un progetto finanziato dalla Commissione Europea (sono una di quei fantomatici “europrogettisti”). Sono qui da circa sette mesi e rimarrò ancora un anno. La mia scelta è stata dettata da un compromesso: dopo tre anni di relazione a distanza, in cui ho cambiato tre continenti e girato come una trottola, ho deciso di fermarmi per un po’ in Europa. Prima di trasferirmi qui lavoravo in Laos, ma ho deciso di non prolungare il contratto e tornare, anche se un pezzo del mio cuore resta sempre lì, a Vientiane. Comunque sono felice della mia scelta: la Francia è un paese che amo molto, conosco la lingua e mi sento a casa. La mia giornata forse non è emozionante come poteva essere quando ero in Asia, o in Medio Oriente, ma si sta bene e sono felice. La vita è fatta di compromessi!  Ad ogni modo, ho intenzione di ripartire per qualche altra meta esotica alla fine del mio contratto qui: sono allergica alla routine, mi fa venire l’orticaria.

Alessandra in Laos

Alessandra in Laos

Nella tua famiglia sono tutti globetrotters. Come è stata la tua infanzia?

Io ho avuto la grande fortuna di crescere in una famiglia di viaggiatori. Siamo tutti così, sparsi per il mondo. Il mio bisnonno partì giovanissimo per espatriare in Argentina. Mio padre è partito a diciotto anni per lavorare all’estero e dopo una serie di avventure è approdato in Asia. Fin da bambina mi ha insegnato che esplorare il mondo e conoscere nuove culture è molto più interessante che stare a casa a guardare la televisione. Quando ero piccola, i miei genitori mi hanno sballottato a destra e a manca, in modo che imparassi ad adattarmi e a “cavarmela” da sola. Oggi sono molto grata per questo: da loro ho “imparato a viaggiare”, con curiosità, tranquillità ed enorme rispetto per i luoghi in cui vado e i popoli che incontro.
In Kenya

In Kenya

Oggi sembra che l’essere “stanziali” sia da intendersi con un’accezione del tutto negativa. Quanto sei d’accordo o in disaccordo  con questa affermazione? 

Si’, è vero che oggi l’essere stanziali è percepito un po’ in maniera negativa. Viviamo in un mondo globalizzato talmente rapido che abbiamo l’impressione di perderci qualcosa se non ci muoviamo anche noi. In generale penso sia positivo che tanta gente che prima non si sarebbe mai mossa da casa, oggi si sposta per studiare/lavorare e inevitabilmente guadagna qualcosa dallo scontro con il diverso: la tolleranza si impara solo così. Quindi ben venga “lo sforzo” di partire grazie a nuovi stimoli. Pero’ rimane il fatto che bisogna farlo quando se ne sente davvero il bisogno  (chiaramente parlo di chi parte per scelta e non per necessità). C’è chi parte solo per via della “pressione sociale” e non c’è niente di più sbagliato; non si impara nulla se lo si fa per dimostrare qualcosa a qualcuno; anzi, al contrario, partire così può essere fonte di grandi sofferenze. Il vero coraggio sta nel fare un compromesso con noi stessi, capire cosa ci rende felici e farlo, senza dover dimostrare nulla. Dobbiamo essere convinti e fieri delle scelte che facciamo e non farci condizionare dagli altri.

Ci sono modi per viaggiare ed apprendere  altrettanto validi rispetto al viaggio fisico?

Yoga in Laos

Yoga in Laos

Io faccio yoga da tanti anni e spero di diventare insegnante a breve, quindi da copione ti direi che ci sono tanti tipi di viaggio, non solo quello fisico: dalla meditazione, alla lettura, all’immaginazione. La realtà è che, almeno per me, nulla è comparabile con il viaggio vero e proprio in cui incontriamo e spesso ci scontriamo con un mondo diverso dal nostro, che ci mette alla prova, ci sfinisce, a volte ci fa soffrire, ma che ci dà gioie ed emozioni non equiparabili.

Spesso c’è il desiderio di viaggiare ma manca il denaro. Quali “trucchi” o suggerimenti si potrebbero mettere in atto per poter viaggiare low cost o addirittura gratis?

Purtroppo non so rispondere bene a questa domanda. Io ho sempre lavorato o studiato all’estero, quindi non saprei come viaggiare gratis (anche se mi piacerebbe!). Di sicuro un consiglio che posso dare è quello di cercare soluzioni “locali”, alloggiare con i locali, mangiare con loro, farci guidare da loro ed evitare le mega agenzie turistiche. A volte è un po’ più difficile, ma decisamente si abbattono i costi e si vive un’esperienza autentica.

Quanti paesi hai visitato finora?

Alessandra in Perù

Perù

Mai abbastanza! Ad occhio e croce, direi una sessantina. Ho vissuto (per periodi più o meno lunghi) nei cinque continenti, ma c’è ancora tanto che voglio fare e vedere. Poi da qualche tempo ho un nuovo approccio al viaggio: mentre prima volevo solo conoscere posti nuovi, oggi ho sempre più il bisogno fisico di tornare in quelli vecchi. Quindi in futuro credo che le mie scelte saranno influenzate anche da questo. Ad esempio, tra due settimane tornerò ad Amman per qualche giorno, dove lavoravo due anni fa, e sono immensamente felice all’idea di camminare per strade che conosco, assaggiare sapori familiari e ritrovare i profumi e le sensazioni di un luogo che comunque è un po’ “casa”.

Come riesci a conciliare la tua estrema mobilità con una relazione sentimentale stabile…

Spesso è difficile conciliare le due cose. Devo dire che io sono molto fortunata perché ho accanto una persona che mi capisce, condivide i miei interessi, sa quanto sia importante per me avere la mia indipendenza e vivere delle esperienze “da sola” e mi appoggia in questo. Non è stato sempre facile, soprattutto in paesi in cui internet funzionante è un miraggio e magari ci sono tante ore di fuso orario, ma siamo sempre riusciti a trovare una soluzione, anche stando tre/quattro mesi senza vederci. Alla base di una storia di questo tipo devono chiaramente esserci sentimenti solidi, ma non basta. Il trucco secondo me è quello di rimanere indipendenti, ma allo stesso tempo di non essere egoisti e cercare un compromesso: oggi io rinuncio a qualcosa per te, domani tu lo farai per me. Se uno dei due vuole prevalere non si va da nessuna parte. Questo l’ho imparato dai miei genitori che, nonostante lunghi periodi di distanza, sono riusciti a trovare un equilibrio di coppia e a realizzarsi come individui.

Il  paese che ti ha dato la più grande lezione di vita ?

Alessandra in India

Alessandra in India

Questa è una domanda difficilissima; tutti mi hanno dato grandi lezioni di vita. Se dovessi scegliere direi: il Vietnam che è stato, secoli fa, il mio primo incontro con il diverso; l’India che mi ha mostrato quanto la vita sia estrema e il Laos che mi ha insegnato la pace.

Tu scrivi e racconti i tuoi viaggi in un blog: Viaggio922 https://viaggio922.wordpress.com . Quali sono le ragioni di questa scelta?

Viaggio 922 è una sorta di diario. Da sempre sento il bisogno di scrivere quando viaggio e di solito lo faccio su un quadernino, ma essendo la persona più disordinata del pianeta finisco sempre per perdere tutto. Così quest’anno che sono qui, tranquilla e stabile, ho preso la decisione di aprire il blog e scrivere maniera sistematica. Lo faccio per tanti motivi. Primo fra tutti lo faccio per me, perché scrivere fa bene all’anima, sia nei momenti di gioia che in quelli di tristezza. Ad esempio, ho avuto la sfortuna di trovarmi a Parigi durante gli attentati: avere la possibilità di condividere lo stress e la paura che ho provato è stato terapeutico. In secondo luogo, nel blog racconto le mie esperienze personali legate ad alcuni dei temi che più mi stanno a cuore, come i diritti umani, la questione dei rifugiati e la salvaguardia dei popoli indigeni, cercando di dargli così un volto più umano. E’ il mio modo di condividere la mia storia, ma anche di denunciare i fatti. Infine, sono contenta di dare spunti a chi abbia intenzione di fare esperienze simili. Tanta gente mi ha scritto per ringraziarmi o avere approfondimenti su un determinato posto e sono stata contentissima di dare qualche consiglio. Insomma, è un blog che può essere letto sotto tanti aspetti, perché per ogni luogo cerco di dare una visione del paese da un punto di vista politico/sociale, di raccontare la mia esperienza personale come expat o viaggiatrice ed infine di dare informazioni su possibili itinerari, cose da fare e da vedere.

viaggio 922 blog

In cosa pensi si differenzi il tuo blog dagli innumerevoli altri blog di viaggi presenti sul web?

Ci sono tanti bei blog in giro, ma una cosa di cui io sono fiera è che il mio riporta informazioni veritiere. Oltre a scrivere le mie impressioni di un luogo, racconto sempre molto del paese in questione e lo faccio informandomi in maniera approfondita e riportando le fonti (di solito autorevoli) da cui ho preso queste informazioni. Oggi c’è la tendenza, soprattutto sul web, a dire tutto quello che ci viene in mente, anche cose che non conosciamo, facendole passare come “vere”.  Questo spesso porta a quel fenomeno per cui le “opinioni” si trasformano in “informazioni”, con innumerevoli rischi: dall’imparare cose sbagliate a, molto peggio, dare vita ad episodi di intolleranza e razzismo, basati sul nulla. Bisogna stare molto attenti a cosa si dice, ma soprattutto alla fonte delle nostre informazioni e sono fiera di poter dire che faccio molta attenzione a questo nel mio blog.

Dove sarai e cosa farai tra 10 anni?

Tra dieci anni mi vedo ancora itinerante, perché dubito che questa sete di mondo si placherà mai. Mi vedo con dei figli a cui “insegnare a viaggiare”, come hanno fatto con me. Sono circondata dalla calma verde delle foreste e dalla tranquillità blu del mare, ma anche dal grigiore e dai rumori della città, di cui non posso fare a meno. Non so bene dove; sono pronta ad andare dove il destino deciderà di portarmi. Mi vedo ad occuparmi di diritti umani. Sono una persona estremamente emotiva, con i pregi e i difetti che questo comporta, e di sicuro rimarrò tale, ma spero di guardarmi indietro con soddisfazione e senza rimpianti.
Per concludere un pensiero a tutte le donne italiane nel mondo che ti stanno leggendo in questo momento
Viaggiate, vivete, non abbiate paura. Date il massimo di voi, provate ad andare oltre i vostri limiti ma scendete a compromessi con voi stesse quando ne sentite il bisogno: non dobbiamo sempre essere wonder-woman e non dobbiamo provare nulla a nessuno.
Alessandra ad Hanoi, la sua seconda casa

Alessandra ad Hanoi, la sua seconda casa

3 commenti
  1. elena
    elena dice:

    Oh Alessandara!! Che bel post! Veramnete grazie! You made my day! Lo dico in Inglese perche’ in Italiano non ha lo stesso sapore! A presto Elena Norwich

    Rispondi
  2. Dalila
    Dalila dice:

    Come al solito i post che trovo qui mi danno sempre una grande carica. Non ho mai viaggiato molto per soldi e per via della mancanza della lingua inglese ma conto di rifarmi nel prossimo futuro..e voi mi date lo stimolo per farlo! GRAZIE!
    Dalila -Rotterdam- (una delle autrici qui).

    Andrò al più presto a leggere il tuo Blog!

    Rispondi

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