Viaggio indietro nel tempo a Rodrigues

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Basta prendere un ATR 42 e, in poco più di un’ora di volo in direzione nord-est, da Mauritius raggiungi una piccola isola di origine vulcanica, circondata da una vasta laguna turchese.

Parlo della la sorella piccola di Mauritius: Rodrigues.

Quello che noto subito arrivando, è che il paesaggio è molto diverso: più arido e roccioso.

La pioggia infatti non è abbondante come a Mauritius e, dal punto di vista socioculturale, non c’è la stessa mescolanza etnica: nessuna donna con il sari, niente moschee e gli abitanti quasi tutti africani e creoli per lo più’ cristiani, conducono una vita lenta dai ritmi ancora più rilassati.

Non sono tante le automobili che circolano.

A differenza di Mauritius, non ci sono gli onnipresenti campi di canna da zucchero. C’è, invece, dell’ottimo cibo e gente sorridente con mucche e capre sul ciglio delle strade che ti dà il benvenuto.

Un’atmosfera amichevole, pacifica e bucolica che si ricorda a lungo anche dopo la partenza.

Si ha subito la sensazione che qui il tempo si sia fermato.

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Niente centri commerciali, niente hotels e resorts di lusso, niente cliniche private, niente boutiques, niente tecnologia avanzata. Internet c’è, ma non ovunque. Sono pochi, infatti, gli expats – i maggiori fruitori di internet – che scelgono di restare: troppo difficile vivere qui se non si desidera un cambiamento radicale. 

I bambini, anche quelli molto piccoli, tornano a casa da scuola con lo zaino in spalla da soli e a piedi, regalando al passaggio sorrisi e saluti festosi.

Quest’isola ha tanto da elargire a livello emozionale con la sua estrema semplicità, a cui non si è piu abituati.

Sorprende vedere fuori ogni singola abitazione galline, capre o mucche per soddisfare il fabbisogno familiare.

La scarsità delle precipitazioni fa capire subito di essere in Africa ma, al centro di Rodrigues, esiste una foresta tropicale lussureggiante, descritta dai primi esploratori nel 1691 come piena di tartarughe giganti. Gli scrittori di allora narrano che ce n’erano così tante che si potevano fare decine di metri camminando sui loro carapaci senza toccare terra.

Quegli stessi esploratori pensarono bene, però, di non lasciarne più alcun esemplare, sterminandole tutte, proprio come fecero con il Dodo di Mauritius.

Oggi è stato avviato un progetto per ripristinare la foresta endemica di un tempo, e riportare Rodrigues a come era all’epoca della sua scoperta con un programma di ripopolamento per le testuggini giganti e un programma forestale intensivo. 

Affittare un 4×4 (le strade non sono spesso agevoli) o fare delle escursioni in barca nelle piccole isolette intorno dà la possibilità di girare ed esplorare facilmente angoli nascosti.

Dove il turismo di massa non è ancora arrivato – l’isola è infatti sconosciuta a tanti  – autenticità e bellezza sono ancora preservate.

Mangiare nelle piccole capanne sulla spiaggia dove arrostiscono pesce e crostacei, a prezzi ragionevolissimi, è un’esperienza gastronomica unica. A me ha lasciato in bocca il sapore squisito di un intingolo fatto con i piccoli limoni verdi, olio, aglio e spezie varie che si versa sul pesce grigliato.

bbq

Bastano pochi giorni qui per riappacificarsi con il mondo.

La semplicità con cui questa gente vive ancora oggi ringraziandoti con fantastici sorrisi e sguardi pieni di gratitudine, ti lascia dentro un po’ di pace e la voglia di ritornare.

danila-spiaggia

 

 

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