Appena atterriamo all’aeroporto di Arica ci colpisce quanto deserto c’è intorno a noi.
Siamo nel nord del Cile, al confine con il Perù, circa 2500 km più a nord di casa nostra.
Sono cambiati i colori del paesaggio, arriviamo dal piovoso inverno del Centro/Sud cileno e intorno a noi vediamo solo sabbia.
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Siamo venuti ad Arica per conoscere questa regione del Cile e per visitare la zona andina intorno a Putre, con i suoi laghi, salares (deserti di sale) e vulcani.
Passiamo un paio di giorni a scoprire Arica e a goderci le sue spiagge e i suoi 20 gradi, che per noi che veniamo dal freddo sono una manna. E poi finalmente si sale.

Da Arica a Putre sono 130 km di strada e si passa da zero a 3800 metri sul livello del mare, anche se la strada va ancora più in alto: a più di 4000 metri.

I consigli per affrontare l’altitudine e non soffrire il mal di montagna sono vari: cercare di fare tappe mentre si sale, bere molto, non mangiare pesante ed evitare alcol e caffè.

Il nostro corpo si deve abituare all’altezza e alla scarsità di ossigeno, perciò bisogna prendere tempo per acclimatarsi. Si dice che servono almeno due notti “in quota” per stare bene.

E pur non avendo avuto problemi per l’altezza, anche noi in effetti il terzo giorno stiamo molto meglio.

Visto che siamo in viaggio con due bambini, abbiamo deciso di affittare una macchina per girare in libertà queste zone e poterci fermare o scendere secondo le loro e le nostre necessità.

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Lago Chungarà e Vulcano Parinacota

I paesaggi che vediamo sono meravigliosi: il lago Chungarà, a 4500 metri di altezza, è sovrastato dal vulcano Parinacota innevato e la sua bellezza ricompensa la fatica di raggiungerlo.
Non c’è quasi nessuno oltre a noi… e a centinaia di camionisti!
Infatti il lago si trova proprio sulla strada che collega Arica con la Bolivia ed è la tratta da cui passano tutti i camion che vanno a rifornirsi al porto di Arica.
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Salar de Surire 

Al Salar de Surire, a 150 km da Putre, vediamo tanti, tantissimi fenicotteri e facciamo un bagno in una pozza termale con acqua a 38 gradi da soli: noi e un paio di vicuñas (vigogne, dei camelidi parenti del lama) che girano nei paraggi.
Non c’è nessuno, immaginate avere a disposizione delle terme all’aperto tutte per voi a 4000 metri di altezza. E con vista su salar e vulcani!

VicuñasAppena partiti il primo giorno incontriamo un branco di vicuñas e ci fermiamo subito a guardarle.

I bambini sono entusiasti, scendono dalla macchina emozionati. Quando sentono passare l’auto le vicuñas alzano la testa e si guardano intorno sorprese. Poi, noncuranti, si rimettono a brucare mentre noi stiamo a guardarle.

Dopo cinque minuti: un altro gruppo. Ci fermiamo di nuovo.

Dopo altri cinque minuti, una vicuña ci attraversa la strada. Ci fermiamo ancora.

Nei due giorni successivi di branchi di vicuñas ne incontreremo tantissimi. Smettiamo di fermarci ogni volta ma non di stupirci!

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2 commenti
  1. Valentina
    Valentina dice:

    Con il tuo articolo e le tue foto mi hai riportato al mio meraviglioso viaggio in Sud America che mi ha portato anche in Cile. Ho un ricordo speciale di S. Pedro de Atacama, un luogo con un’energia che ancora mi fa venire la pelle d’oca. Spero di tornare in Cile e magari questa volta passo a trovarti a Concepción.

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