Archiviata l’Oktoberfest, finalmente in Baviera si è tornati a vestirsi in maniera normale, il sole splende e sono tutti malati.

Ne parlavo l’altro giorno con la ragazza del negozio: eh sì, mi dice, dopo il Wiesn si sono tutti ammalati; certo, rispondo, erano in giro in pantaloni corti, camicette scollate e gonne di cotone con 10 gradi. Noooo, fa lei, si sono ammalati perché tutti i forestieri che sono venuti per l’Oktoberfest hanno portato un sacco di germi. What? Se non la conoscessi, l’avrei presa come una cosa un po’ offensiva, detta in buona fede suona comunque un po’ naif…!

Questo per introdurre il tema di oggi: ma come sono questi tedeschi? L’immagine che spesso noi “del sud” ne abbiamo, è che sono un po’ freddi, distaccati; nordici, insomma. Sinceramente non mi sono fatta ancora un’idea, ma voglio raccontarvi due buffi episodi avvenuti nel mio condominio (quindi campione assolutamente non rappresentativo!) e poi fate voi.

Primo episodio

Ore 20:30. Inverno, buio, freddo. Stiamo per mangiare, suonano alla porta. Non al citofono, alla porta di casa. Di sicuro una rogna, a quest’ora, poi… Apriamo. Fuori c’è un signore che abita al piano terra, che conosciamo di vista, che di solito quando ci incontra ci parla sempre a lungo, mentre noi sorridiamo un po’ ebeti senza aver capito un tubo. Stavolta vuole qualcosa però, quindi, ci dobbiamo impegnare.

Gentilmente lo facciamo entrare. Nel suo bavarese stretto riesce a farci capire che deve andare in vacanza in Italia e deve confermare la location. E chiede se noi, così carini, visto che siamo italiani, possiamo magari chiamare per lui. Ma un’email no? Ok, che sarà mai fare una telefonata, in italiano poi, easy. Mi passa un biglietto con il numero. Scusa ma il telefono? Ah, devo usare il mio… Ok! Grazie all’educazione impartitami dai miei genitori faccio comunque – con il mio telefono – la chiamata in Italia, dove, però, la persona con cui bisogna parlare non c’è. Quindi, sempre estremamente gentili, gli diciamo che, se vuole, può tornare domani sera alle 21 e si prova di nuovo richiamare in Italia (sottinteso: porta il telefono, stavolta).

A questo punto inizia a fare conversazione e a curiosare per la casa. La mia educazione purtroppo vacilla: per favore tornatene a casa che sono ormai le 21 e noi stiamo mangiando. A domani, ciao!

Boh, ma non erano freddi e riservati, questi tedeschi?

L’indomani torna, preciso alle 21, e torna ancora senza telefono. La situazione è così surreale che cominciamo a ridere, Abbiamo fatto la chiamata, andata a buon fine questa volta,  e oggi lui è diventato il nostro Best Friend Forever dell’intero condominio.

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Secondo episodio

Ore 18. Torno dal lavoro, sulla porta di casa c’è un biglietto con scritto di chiamare un certo numero. Ovviamente in tedesco. Nooooo. E io che volevo rilassarmi, e invece mi tocca: chiamare qualcuno che non conosco e sperare di capire quello che dice. Chissà poi cos’è successo, saranno stati i malefici gatti che hanno rotto qualcosa, e così via, tanti simpatici pensieri positivi. Chiamo. Mi risponde la signora del piano di sopra che voleva scusarsi perché la sua helper ha pulito il terrazzo e ha fatto cadere foglie e rami sul mio balcone, e domani mi manda qualcuno per pulirlo. Non ci credo. Ma no signora kein Problem, alles in Ordnung, non c’è bisogno che la mandi qui, ma va, per due foglie, faccio io.

La settimana dopo, mi suonano alla porta (sempre ‘sta maledetta porta, mi sa che è meglio togliere il campanello): è lei, la sciura di sopra, con una scatola di ciccolatini, ancora per scusarsi dell’increscioso evento. Anche in questo caso… senza parole.

I miei colleghi, con i quali ho condiviso l’aumento calorico, hanno però molto apprezzato il dono! 🙂

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