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Il visto per lavorare in India: come ottenerlo

lavorare-indiaHo vissuto di recente uno stato di nervosismo misto ad ansia che non mi consentiva di concentrarmi su nient’altro. Almeno fino a questo momento, quando ho letto sul sito dell’ambasciata indiana le seguenti meravigliose parole:

Your Application has been successfully received with the following details.
Application ID :- ITA*******
Passport No :- YA********
Application Status :- Visa processed.If not collected earlier,Please contact the respective office on next working day where you have submitted your Application

Ora, sembrerà la solita banalità ma forse non tutti sanno che ottenere il visto per l’India è un parto! Per grandi linee vi darò alcune indicazioni in merito ai visti per l’India.che esulano dalle informazioni per ottenere il visto turistico in quanto qui parliamo di espatriati.
Partiamo dal presupposto che per ottenere un visto permanente in India, ti devi sposare un /a indiano/a e non c’è altra soluzione…..risposta che mi è stata schiaffata in faccia anche dall’attaché in Ambasciata una volta che esplicitamente gli chiesi “ma scusi, io voglio vivere in india e basta, che devo fare??”
Inutile dire che gli risposi che non farei mai una cosa simile, ovvero sposarmi per il solo fatto di ottenere una cittadinanza straniera….quel giorno me ne andai in lacrime senza visto e mi “rifugiai” in Nepal ma questa è un’altra storia…., transitando soltanto per l’India e guardando la mia Delhi dal vetro dell’aeroporto…che brutta sensazione!
Tornando al visto…. Quelli più “vicini” al concetto di residente sono i visti employment o business (senza pensare a quelli studente, volontariato, ricercatore, ecc ecc )
Ebbene, l’India adotta una politica molto restrittiva che, peraltro, condivido appieno, considerando il numero di abitanti della nazione e le condizioni di vita lì per cui, chi vuole lavorare in India, come impiegato, deve avere uno stipendio pari ad almeno 25000$ annui (che neanche in Italia oggigiorno probabilmente ti pagherebbero) ed avere una specializzazione tale per cui si richiede la tua presenza in loco in quanto altri non potrebbe effettuare lo stesso lavoro. Questo, ovviamente per garantire il lavoro alle centinaia di milioni di indiani prima che allo “straniero”.
Altra soluzione è che siate voi a portare business nel paese che vi ospita, ovvero a creare lavoro, ed allora rientrate nella tipologia di business sia che siate impiegati invisto-india-susanna un’azienda straniera che vi “manda” in India, sia che creiate lì la vostra attività.
Ci sono poi alcune categorie che non rientrano in questa regola dei 25000$, come ad esempio i traduttori (ma non di inglese ovviamente visto che lì è lingua ufficiale) o i cuochi etnici, per esempio il pizzaiolo, per cui può essere stabilito uno stipendio inferiore.
Un altro problema è che tutti i visti India non sono mai uguali.  Non solo ogni anno cambiano le regole per l’ottenimento dello stesso ma può anche capitare che ti venga rifiutato senza ragione nonostante tu abbia depositato la documentazione adeguata.
Tutto questo genera dubbi, incertezze, paure ogni anno -per non parlare dei costi per cui ti ritrovi a dover rientrare in Italia, comprare un volo spendendo soldi che potresti usare per tantissime altre cose – e subire queste due settimane di stress pensando che magari non gli piace la foto che hai incollato sull’application form perché abbozza un sorriso. Se è vero che richiedere il visto turistico per l’India può sembrare un incubo, allora richiedere un visto di altro genere è paragonabile ad un parto plurigemellare….

E quindi oggi eccomi qui, nella mia casa napoletana, a consultare il sito dell’ambasciata più e più volte perché due paroline quali ” Visa processed” non chiariscono assolutamente se il proceeding è stato accepted or denied.  Allora decidi di aspettare pazientemente di ricevere il tanto agognato visto tra le tue mani prima di comprare un volo che ti costerà il triplo perché preso last minute….
Ma tu non vedi l’ora di tornare a “casa”, quella che hai scelto, quella che ti manca nonostante ti faccia disperare per essere raggiunta, quella che oggi ti accoglierà con i suoi 40°C appena messo il naso fuori dall’aeroporto, quella che ti fa emozionare ogni volta che passa un servizio in Tv che ne parla.

Ahhhh Bharat, tu meri pyaar hai! (tr. India, tu sei il mio amore)

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2 commenti
  1. Dallas
    Dallas dice:

    che bello questo articolo! sono le stesse emozioni e le stesse sensazioni che provo quando penso alla mia america, i “miei” stati uniti. per me gli USA sono “casa”, la casa che ho scelto e ogni volta che sono costretta ad andarmene e tornare in italia soffro tantissimo. per cui ti capisco e spero con tutto il cuore che tu possa realizzare i tuoi sogni.

    Rispondi

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