Ci sono cose che nessuno ti dirà, ma ti ci troverai a fare i conti prima o poi. Meglio pensarci prima per affrontare con più consapevolezza la scelta di partire.

 

1) Scegli un paese che ti somiglia.

Soprattutto se sei over 30, è difficile adattarsi a contesti culturali che non apprezzi, che non si confanno alla tua forma mentis. A volte la sintonia emotiva con il luogo che ti ospita è più importante di alcuni vantaggi oggettivi (tipo un mercato del lavoro più dinamico). Il tuo approccio sentimentale ha una parte importante nel successo dell’impresa migratoria.

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2) Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Metterai radici e farai nuove amicizie, avrai la tua piccola famiglia con te. Ti mancheranno le persone che hai lasciato ma te ne farai una ragione prima di quanto credi. Salvo poi avere ricadute nostalgiche brevi ma pesanti. (Vedi punto 5.)

 

3) No, non tornerai spesso a casa.

All’inizio è tutto un cercare il volo e le ferie per tornare… poi inizi a guardarti intorno e le prossime vacanze le programmerai in un luogo più esotico della tua vecchia città, seguendo un mantra del tipo “ora che sono da questa parte del mondo tanto vale godermela e girare un po’!”

 

4) No, non riuscirai a mantenere contatti continui con i tuoi vecchi amici.

Te li perderai un po’ per strada. Non è colpa di nessuno, ma le vostre vite si separeranno, seguendo percorsi paralleli che si intrecceranno saltuariamente con una chiamata Skype ogni due mesi e qualche giorno insieme due volte l’anno.

 

5) Picchi di nostalgia in vista.

Ci saranno momenti neri in cui ti sentirai da schifo e vorrai solo riavere la tua vecchia vita, con le persone con cui avevi scelto di condividerla, amici di sempre, fratelli e sorelle. Preparati: saranno tempeste che ti colpiranno ad ogni matrimonio a cui manchi, ad ogni nascita che ti perdi, ad ogni conversazione tra i tuoi amici rimasti in Italia (che sbirci sui social) e della quale non capisci il senso…perché ti sei perso il contesto. Le supererai comunque. (Vedi punto 2.)

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6) Sì, ti sentirai migliore di chi non è partito.

Non tanto per la scelta che hai fatto di andare via piuttosto che di restare, ma per il grande cambiamento che questa scelta ha operato su di te. Non lo ammetterai ad alta voce, ma in cuor tuo lo saprai. Sei uscito dalla tua comfort zone, hai sfidato e superato i tuoi limiti: nulla e nessuno ai tuoi occhi sarà più lo stesso.

 

7) Non è tutto rose e fiori, ma non lo dirai.

Ti sorprenderai ad edulcorare gli aspetti negativi della tua vita all’estero con quasi chiunque, anche con te stesso. Ne hai bisogno, non si è pronti ad ammettere i problemi (non pochi) e le sconfitte (inevitabili) che si incontrano nella vita da expat, soprattutto quando dentro di te sei ancora innamorato della tua grande avventura all’estero. Nel giro di qualche anno, si diventa più onesti.

 

8) Odi et amo.

Il rapporto con il tuo pese di origine cambierà continuamente nel tempo, passando da struggenti nostalgie a disprezzo puro, da amore viscerale a critica feroce. Sarà dura mantenere l’equilibrio tra queste montagne russe dei sentimenti ma acquisterai una prospettiva molto più oggettiva guardando la tua nazione da lontano, al netto dei tuoi sentimenti. Scoprirai (con sollievo) che personaggi e situazioni centrali nella vita politica e sociale italiana sono esattamente nessuno fuori dai confini nazionali.

9) Apprezzerai la bellezza del tuo nuovo posto nel mondo dipendentemente dai tuoi gusti.

Ma soprattutto, dipendentemente dal luogo da cui sei partito. A me chiedono spesso se trovo bella Vancouver. Io vengo da Roma. Fate un po’ voi.

 

10) Né qui né lì.

Preparati a non sentirti mai più veramente a casa. Non saprai, ad un certo punto a quale città si riferisce il verbo “tornare”, non ti sentirai parte integrante di nessun gruppo, non sarai al tuo posto in nessun luogo. Ma non spaventarti: questo è perché sei diventato un viaggiatore ed il tuo luogo è il mondo.

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8 commenti
  1. Solare
    Solare dice:

    Bellissimo articolo. Hai fatto un ‘analisi profonda ma sintetica di tutte le più controverse sfumature dei sentimenti expat, molto veritiero.

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  2. Claudia
    Claudia dice:

    Brava Elena, io non so Se Sydney mi somigli, Ma Concordo con tutti I punti… E speriamo Di vederci presto, che sia in Australia, Canada o Italia ?

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  3. Enrica
    Enrica dice:

    Purtroppo la cruda verità.
    Sono via dalla mia bella Emilia da 21 anni, sembra un po’ la mia storia.
    Complimenti per l’articolo scritto bene e scorrevole.

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  4. Daniela
    Daniela dice:

    Articolo molto bello, e mi sono ritrovata in tutto quello che hai scritto, anche se in misura minore, visto che da Napoli mi sono trasferita a La Spezia, quindi sempre in Italia, ma le varie differenze le ho comunque sentite.

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  5. Claudia
    Claudia dice:

    Bellissimo e molto veritiero. Coglie sfumature e sensazioni che capisce solo chi questa scelta l’ha vissuta o la sta vivendo. Anch’io vengo da Roma, inarrivabile, ma trovo Vancouver differentemente accattivante ed affascinante con i suoi mille paesaggi.

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  6. Giulia
    Giulia dice:

    Concordo assolutamente su tutto sopratutto sul punto 6! Per me essere uscita dalla mia conmfort zone e’ stata una scelta impegnativa ma assolutamente necessaria per diventare la persona che sono oggi. E per il punto 8 a me succede Odi et Amo con Londra. La maggior parte del tempo mi piace e ci sto bene, ma ci sono quelle giornate di grigio e pioggia in cui dico “enough, torno a casa”!
    Metereopatia portami via

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