Vita quotidiana: le Helpers

IMG_20160320_110333

E` talmente normale che le persone passano accanto alle “stanze di cartone” senza neanche farci caso.

Alcuni le chiamano “Hong Kong’s hidden Shame” (la vergogna nascosta di Hong Kong) ed altri non pensano che ci sia niente di sbagliato. Ma alla  fine che cosa sono esattamente le Foreign Domestic Helpers (FDH)? Se avete in mente la signora che in Italia ci aiuta a fare le pulizie una o due volte alla settimana, toglietevi quell’immagine dalla mente! Qui a Hong Kong, ed anche in altri paesi asiatici, è una persona che vive in casa vostra e che vi aiuta in tutto e per tutto: pulisce la casa, fa la spesa, cucina, lava e stira, si occupa degli animali domestici, pulisce la macchina e ovviamente si occupa dei bambini e degli anziani. Le Helper qui a Hong Kong sono per la maggioranza filippine, ma ci sono anche le indonesiane, tailandesi, indiane e di altre nazionalità`.

IMG_20160320_112641

Quando ho fatto le foto cadeva una pioggerellina leggera che ti penetra nelle ossa e dalla quale gli ombrelli non ti riparano.

La legge di Hong Kong (e di altri paesi asiatici) prevede che le Helper vivano nella casa del datore di lavoro (che fornisce vitto, alloggio, assicurazione per la salute e salario), hanno un giorno di riposo la settimana ed il tutto per salario minimo (stabilito dal governo) di circa 500 Euro(4210 HKD) al mese (anche se ci sono helper che prendono di più perché` dipende dal datore di lavoro). Come potete capire, qui, avere una helper è una comodità che molti si possono permettere ed è certamente una comodità per le donne che vogliono lavorare… ed anche per quelle che nonne hanno proprio intenzione.

Ci sono ovviamente anche helper cinesi o helper straniere sposate a cittadini di Hong Kong che possono lavorare part time perché` hanno o la cittadinanza o il Permanent Residence (premesso di residenza permanente). Per loro le regole sono molto diverse ed anche le tariffe richieste sono molto più alte perché` possono lavorare part time legalmente ed il datore di lavoro non corre alcun rischio.

IMG_20160320_112718

Almeno loro sono al riparo!

Le FDH non solo non hanno gli stessi diritti dei cittadini o delle persone con l’agognato permesso di Permanent Resident, ma non hanno neanche gli stessi diritti degli altri cittadini stranieri. Ci sono specifiche leggi che sono state approvate solo per le FDH: devono vivere nella casa del datore di lavoro, una volta entrate a Hong Kong come FDH non possono cambiare il loro stato neanche se si laureano e vogliono cercare un altro lavoro, quando finiscono un contratto hanno solo due settimane per trovare un altro lavoro (a differenza degli altri lavoratori stranieri) se non vogliono essere mandate via, dopo sette anni in Hong Kong non possono richiedere la residenza permanente (come tutti gli altri stranieri). Ma questo non è tutto perché` il fatto che siano obbligate a vivere nella casa del datore di lavoro comporta che molte di loro lavorino più di dieci ore al giorno e che non abbiano una camera loro. Le case a Hong Kong sono per la maggior parte piccole e molte non hanno una camera ed un bagno per la helper (in ogni caso anche nelle case più grandi le camere delle domestiche hanno le dimensioni di sgabuzzini ed i bagnetti di scatole da scarpe). La prima volta che sono venuta ad Hong Kong avevamo un budget per la casa più alto e quando ho fatto il giro delle case, ho visto situazioni piuttosto tristi con letti per le helper attaccati ai frigo od alle lavatrici o letti a castello con il letto in alto ed il frigo sotto e così via. Questa volta, avendo un budget più basso, nei vari appartamenti che ho visitato la camera delle helper non esisteva proprio, eppure, quasi tutti nel mio palazzo hanno una helper. Questo vuol dire che nel migliore dei casi le helper dormono nella camera dei figli dei padroni di casa, senza poter avere alcuna privacy, ma nel peggiore dei casi le helper dormono (alle volte senza neanche un letto) in cucina o in soggiorno o nella vasca da bagno. Un’altra conseguenza del dover vivere nella casa del datore di lavoro è che la domenica (il giorno di riposo per la maggior parte di loro) non hanno un posto dove ritrovarsi e quindi, come vedete dalle foto, si accampano ovunque possono. Usano solitamente cartoni per non sedersi per terra e stanno lì con le amiche dalla mattina fino a sera. Ogni volta che ci passo davanti mi ricordo di quando lavoravo come venditrice porta a porta e delle mie pause pranzo passate al parco, pause che non mi riposavano perché` non potevo mettermi comoda. Difficile non dispiacersi per queste donne che per necessità vivono così tanti anni della loro vita. Pensate cosa voglia dire stare lì in pieno inverno, al freddo, per tutto un giorno.

Screen Shot 2016-03-20 at 3.13.50 pm

http://hkhelperscampaign.com/en/

Nel 2014 c’erano 323.400 helpers in Hong Kong e, da una parte, posso capire le giustificazioni del governo che non vuole permettere l’immigrazione di tante donne che porterebbero anche le loro famiglie, ma ciò non toglie che le condizioni di queste donne siano spesso molto tristi. Tra l’altro hanno il diritto ad una sola vacanza in due anni di contratto e molte passano anni senza poter vedere i figli e la famiglia.

Screen Shot 2016-03-20 at 3.13.14 pm

http://hongkong.coconuts.co/content/hong-kongs-hidden-shame-why-foreign-domestic-worker-abuse-so-rampant

Ci sono associazioni che lottano per i diritti di queste donne e le aiutano in caso di maltrattamenti da parte dei datori di lavoro. Quello che chiedono è l’abolizione della regola delle due settimane per trovare un nuovo lavoro, dell’obbligo di vivere nella casa del datore di lavoro che le rende possibili vittime di abusi verbali, fisici o sessuali e di orari lavorativi che superano le dieci ore giornaliere ed infine il controllo delle parcelle richieste dalle agenzie di lavoro (infatti, dovrebbero essere un massimo del 10% del salario mensile, ma in realtà sono così alte che condannano le helper a dare loro mesi e mesi dei loro salari per pagarle.). Purtroppo per ora la situazione rimane quella che è.

Con tutto questo non voglio dire che tutte le helper siano perfette e che tutti i datori di lavoro siano orchi perché` si trovano helper che non fanno il loro lavoro seriamente o che addirittura sono degli incubi (trattano male i bambini, rubano e mentono) così come si trovano datori di lavoro che non solo trattano bene le loro helper, ma in alcuni casi le aiutano a trovare una soluzione migliore per il loro futuro (ho sentito di un caso da poco do la helper voleva andare in pensione ed i datori di lavoro si sono offerti di pagare per una casa nelle Filippine dove la helper possa passare una serena vecchiaia). Quello che è certo (a mio parere) è che le leggi dovrebbero essere uguali per tutti gli stranieri di Hong Kong.

 

 

Condividi con chi vuoi
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *