Vivere a Londra: peculiarità e costi

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Credits: © User:Colin / Wikimedia Commons

Londra è la città più famosa del Regno Unito e la più ambita. Ogni anno, accoglie milioni di turisti e tantissime persone di ogni nazionalità che vengono a viverci.

Io ho la fortuna di risiedere a Londra da quasi 20 anni.

I miei figli sono nati e cresciuti qui, ed io mi sento perfettamente integrata.

Adoro questa città che cambia sempre volto, non dorme mai e, quando splende il sole, dà il meglio di sė: il cielo azzurro, la gente più allegra, i mille colori ed i suoni. Ha il potere di soprendermi ancora, anche dopo così tanto tempo.

Non vi nascondo che, a volte, non mi sembra vero di vivere proprio qui. Io, che ho cominciato a studiare inglese all’età di dieci anni; io, che ho continuato fino a conseguire, con caparbietà, il diploma di interprete traduttore: io, cresciuta con la musica inglese degli anni ’80, di cui Londra era la culla.

In tutto questo mio tempo qui, la città ha cambiato volto.

Venti anni fa era ancora molto inglese, pur essendo già allora multi-etnica. Nelle abitazioni, la moquette, il carpet, era predominante, persino nei bagni; la scelta alimentare, sia come ristoranti sia come prodotti nei supermercati, era ancora limitata; i bus erano, per la maggior parte, ancora quelli tradizionali, aperti dietro; i coffee shops pochissimi.

Ora è molto poco inglese. Nelle abitazioni, la moquette è meno diffusa, a favore dei pavimenti in legno; la scelta alimentare è vastissima; i bus sono moderni e i coffee shops sono quasi ovunque.

Ma come si vive a Londra?

L’inglese

La domanda più ricorrente sui social è “non parlo inglese, il lavoro lo trovo?”.

Per me, è come andare a fare il bagno senza il costume! Si può, ma non è facile. Un minimo di conoscenza è un requisito essenziale per capire anche le istruzioni più banali, per muoversi all’interno della città e comunicare nella vita quotidiana: il dottore, la richiesta di un’indicazione o informazione, fare acquisti.

Non è un caso che gli italiani, ma non solo, che non parlano inglese finiscano per lavorare per altri italiani, e vengono, spesso, sfruttati. Dalla mia parrucchiera brasiliana c’è uno stilista molto bravo che, nonostante viva qui da anni, conosce a malapena venti parole di inglese. Comunicare con lui è un’impresa: lo si fa a gesti, oppure con l’aiuto di qualche collega che parla la lingua autoctona.

In sintesi: è possibile lavorare con nessuna o poca conoscenza della lingua ma, se si aspira ad un lavoro migliore, questa è assolutamente necessaria. Ma, poi, pensate: in Italia assumereste qualcuno che non parla italiano?

Il lavoro

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Credits: Matt Brown Flickr

Fatto salvo quanto detto al punto 1, un lavoro si trova abbastanza facilmente, soprattutto nel campo della ristorazione. Le grandi catene, tipo Eat, McDonald’s, Pret a Manger, accettano candidature online. Basta andare sul sito e fare domanda.

Lo stesso vale anche per il campo retail, grandi magazzini e/o catene di negozi, e hospitality, il settore alberghiero.

Esistono anche agenzie di collocamento, recruiting agencies, specializzate nei vari settori, alle quali le aziende si rivolgono: basta fare una ricerca online per trovare quelle di appartenenza.

La paga varia in base all’età. Il minimo, per Londra, dovrebbe essere di £9.75 lorde all’ora.

Lavorare in ufficio è un po’ più difficile.

E’ necessaria una buona conoscenza della lingua inglese, scritta e parlata, così come l’esperienza nel settore. Anche in questo caso la ricerca può essere fatta direttamente andando a controllare i siti delle società di interesse o tramite le recruiting agencies. LinkedIn ė uno strumento molto usato anche dai recruiters, e giova avere un profilo accurato ed interessante.

Lo stipendio varia. Nella City tende ad essere più alto rispetto ad altre zone. Per darvi un’idea, un junior può partire da £12/15.000 lordi, all’anno, in su.

In UK non esistono sindacati, se non nel pubblico; il contratto con l’azienda è individuale e, pertanto, trattabile. In realtà l’elemento variabile è la remunerazione.

Non esistono tredicesima e quattordicesima: gli stipendi sono “solo” dodici. Se l’azienda è in profitto, alla fine dell’anno fiscale può distribuire gli utili, il bonus. Questo è, però, discrezionale e non garantito.

Abitare a Londra

Preparatevi: vivere a Londra costa moltissimo.

Cominciamo a dire che l’abitazione si misura in termini di numero di camere, non di metri quadrati: parliamo quindi di 1-bed(room) flat, two-bed flat o house e via dicendo. Si dà, infatti, per scontato che ci siano sempre la cucina, il bagno, almeno uno, e la sala, almeno una.

Ci sono, poi, anche gli studio flats, cioè i monolocali.

casa-londraA parte le costruzioni nuove, in cemento, le case tradizionali inglesi sono in legno. Sono, spesso, finite male: in cucina, per esempio, non piastrellano sotto i mobili per risparmiare, ed i muri sui quali si appoggiano sono, spesso, grezzi, per lo stesso motivo. Ė facile, quindi, avere ospiti indesiderati, leggi “topi in casa”.

Lo spazio costa molto in città; pertanto, chi affitta cerca di ricavare il maggiore numero di camere possibili, con il risultato che, spesso, in un locale ci stiano solo un letto ed un armadio. Questo succede soprattutto nelle zone centrali, dove le classiche villette vengono convertite, converted, in appartamenti. Le camere piccole si chiamano box rooms e, purtroppo, si trovano anche nelle costruzioni nuove, sempre per massimizzare il guadagno.

Nelle zone meno centrali, è ancora possibile trovare la classica villetta spaziosa; la media è di tre camere, dove una, però, è quasi sempre una box room.

Gli affitti variano a seconda della vicinanza al West End, considerato il centro, della zona e delle condizioni dell’appartamento.

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In agenzia vi verrà dato il costo alla settimana, e l’affitto si calcola così: £350, per esempio, x 52, il numero delle settimane, diviso 12, i mesi: £1,517 al mese.

L’agenzia chiede, in genere, £200/300 a persona, ma il costo può variare, per controllare le referenze di ogni inquilino adulto; lo fa controllando il credit score, che è un indice di solidità finanziaria. In genere, richiede dalle quattro alle sei settimane di affitto come deposito, più un mese anticipato. Per chi ė appena arrivato, la richiesta può essere di sei mesi di affitto anticipato e referenze, anche dall’Italia.

I contratti hanno, per la maggior parte, durata annuale. Alcuni proprietari, landlord o landlady – a seconda del sesso, preferiscono le famiglie che abbiano intenzione di rimanere a lungo; sono gli affittuari più seri. Altri guardano solo al profitto nel breve termine, e preferiscono le coabitazioni, che sono, in genere, di breve durata.

Sono a carico dell’inquilino le bollette e la Council Tax, una tassa comunale obbligatoria che si paga ogni mese, nonchė la manutenzione ordinaria.

Il mercato degli affitti è molto vivo e le abitazioni, almeno le migliori, non rimangono tanto sul mercato. I giovani, soprattutto, condividono proprietà con 3 o più camere, dividendo affitto e bollette; in questo modo, possono permettersi affitti che, per una persona monoreddito, sono impossibili.

Comprare ė relativamente facile, a condizione di avere un buon deposito ed un buon credit score.

I prezzi variano tantissimo: da case/appartamenti nel West End che costano decine di milioni di sterline ad altri più modeste, dai £300.000 in su.

Le case, houses, sono più care degli appartamenti, flats.

Le houses costano più dei flats perché le case sono freehold, mentre gli appartamenti sono leasehold. Il primo vuol dire che quando si compra la casa si compra anche il terreno sul quale ė costruita, mentre con gli appartamenti il terreno sul quale si trova il palazzo è affittato, o in lease. Questi hanno durata centennale e possono essere rinnovati ma il costo è elevato.

Quindi, se acquistate un appartamento, controllate sempre quale sia la durata residua del lease. Se costa “poco”, per la zona, vuol dire che il lease scadrà a breve.

Per avere un mutuo, mortgage, ci vuole almeno il 10% di deposito. Attenzione, però: il mutuo viene calcolato in base al reddito, income.

Facciamo un esempio pratico. Una persona con uno stipendio di £50,000 ed un buon credit score (fondamentale!) può ottenere circa 3.5 volte lo stipendio annuale, quindi £175.000. Se l’abitazione costa, ad esempio, £400.000, l’acquirente dovrà avere £225.000!

Se si acquista in coppia, vale il reddito cumulativo, ed il moltiplicatore può arrivare a 4/4.5; il principio rimane lo stesso.

Capite perché, alla fine dei conti, è difficile comprare casa!

Per ovviare al problema, il Governo ha introdotto la formula del shared ownership. In questo caso, il costruttore vende una percentuale della proprietà, in genere il 25%; sul resto, il compratore paga un affitto moderato, con la possibilità, nel tempo, di acquistare il restante 75% o parte di esso.

Per tornare all’esempio di prima: valore £400,000 x 25% = £100,000. Su questa parte, l’acquirente otterrà un mutuo, sempre con almeno il 10% di deposito; sul resto, paga un affitto. In questo modo, chi possiede un reddito di £50,000 è in grado di acquistare un’abitazione.

Attenzione: con questa formula c’è, in genere, un limite, cap, al reddito, che varia tra i £60.000 e £90.000.

I trasporti

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I trasporti a Londra sono carissimi, molto più che in Italia.

Da qualche anno a questa parte, si usa solo la Oyster card. Ė come una carta di credito, sulla quale si può caricare un importo a scelta che va a scalare, la formula pay as you go, oppure gli abbonamenti: settimanali, mensili o annuali.

Londra, per i trasporti, è divisa in sei zone: la uno è il centro, la sei la periferia, che è molto più estesa di qualunque periferia italiana. Mentre per gli autobus il costo del biglietto è uguale, per la metropolitana varia a seconda di quante zone si devono attraversare.

Le grosse aziende offrono, tra i benefit, il season ticket loan. E’ un prestito ad interesse zero che consente di acquistare l’abbonamento annuale, che l’azienda trattiene ogni mese dalla busta paga. Questo consente un risparmio notevole sui trasporti.

Tenete presente che gran parte della forza lavoro a Londra vive fuori città, spostandosi ogni giorno: il commute. C’è chi viaggia anche due/quattro ore al giorno, con costi di abbonamenti annuali tra le 2 e 5 mila sterline all’anno!

Io, ad esempio, vivo in zona tre e lavoro in zona uno; vado al lavoro con il treno locale, overground, ed il bus, e pago £1.600 l’anno.

Il cibo

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C’ė l’imbarazzo della scelta, in termini di ristoranti e di supermercati, per tutte le tasche.

Il supermercato amato dalle persone benestanti è Waitrose. E’ il più costoso, parte di John Lewis, grande magazzino di lusso.

I più economici sono Lidl e Aldi, che offrono marche sconosciute, in genere tedesche ed italiane, a prezzi contenuti. In mezzo, Tesco e Sainsburys, questo un po’ più costoso del primo, e Morrisons.

Esistono anche i negozi di quartiere, che nelle zone più belle sono parecchio costosi.

Waitrose, Tesco e Sainsburys consegnano la spesa a domicilio. Si fa l’ordine online, si sceglie il giorno e l’ora della consegna, si paga il trasporto e vi arriva tutto a casa. Una grande comodità. Chi, come me, usa il servizio regolarmente, paga un fisso al mese per un numero illimitato di consegne. Con Tesco, ad esempio, ė £6 al mese. Attenzione, però: il valore del cestino deve essere superiore a £40, altrimenti si paga la consegna individuale.

L’ abbigliamento

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Anche in questo caso c’ė l’imbarazzo della scelta. Ci sono i costosissimi negozi griffati del centro così come Primark, la catena più economica.

Sono molto frequentati anche i charity shops, che sono negozi associati ad un ente di beneficenza, charity appunto, dove si trova di tutto, dai libri ai vestiti. Quelli che si trovano nel centro hanno spesso vestiti di ottima marca, gli “scarti” della gente benestante del quartiere.

I negozi di seconda mano sono anche molto frequentati, così come eBay.

Attenzione: il lavaggio a secco è molto costoso. Ma la maggior parte dell’abbigliamento disponibile è, per fortuna, lavabile in lavatrice.

La zona dove vivere

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Londra ė una metropoli tutto sommato sicura. I bus circolano anche di notte, e nel weekend la metropolitana funziona 24 ore.

Alcune zone sono più belle e più curate di altre ma non lasciatevi influenzare: le cose qui cambiano velocemente e, quello che pochi anni fa era indesiderabile, oggi non lo ė più.

Ė il processo di gentrificazione, gentrification, che si estende a macchia d’olio. Quando una zona diventa troppo costosa, la middle class tende a spostarsi nelle zone limitrofe, creando così la necessità di negozi e trasporti.

Ma, nella metropoli, bisogna tenere gli occhi bene aperti.

Io vivo a Seven Sisters, che si trova a nord, sulla Victoria line. Ci abito da quasi sette anni, durante i quali il quartiere ė cambiato tantissimo, in meglio, anche grazie a grossi investimenti da parte del Comune. Ha il vantaggio di avere la linea della metropolitana, tantissimi bus e l’overground. Non ho mai avuto difficoltà, anche se un paio di anni fa ci sono entrati i ladri in casa, di notte, mentre dormivamo.

Cose da fare a Londra

Per finire, un pensiero su cose da fare a Londra. C’ė l’imbarazzo della scelta: musei gratuiti; mostre; concerti; teatri; discoteche; club, esclusivi o meno; corsi per adulti; eventi culturali; parchi; mercati da esplorare.

Londra, se la conosci, la ami!

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5 commenti
  1. Solare
    Solare dice:

    La amo! Decisamente. Un amore che credevo esaurito dopo i 5 anni in cui ci ho vissuto ma che ahimè, si risveglia ogni volta che ci torno sempre più forte. Quando sono arrivata a Sydney sette anni fa, mi mancava Londra, tremendamente. No dico, Sydney, quella con l’oceano, le spiagge e i surfisti e Bondi beach…ma niente, a me mancava Londra. Era diventato impossibile viverci ancora, avevamo dato tutto e una pausa era doverosa ma ancora mi mancava. Adesso secondo me mi manca ancora ma non ne sono più tanto consapevole. Qui abbiamo spazi infiniti, spiagge meravigliose e qualità di vita alta ma basta una pioggerellina sottile e un po’ di cielo grigio che io mi ritrovo a pensare a lei, ai nostri momenti di intimità durante le belle domeniche fredde e piovose e ancora mi manca perché Londra è unica.

    Rispondi
  2. Marisamo
    Marisamo dice:

    A Londra ho passato 12 anni intensi e in continuo cambiamento quanto la città stessa… Amore e Odio… di Londra mi manca il cambiamento e movimento continuo.. ma prefersico ricordarla e non esserci più!

    Rispondi

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